Spreco di cibo? Le app made in Italy che lo combattono
Create da istituzioni, giovani o fondazioni, mirate allo scambio o alla vendita, locali o nazionali, per tutti o solo per i più bisognosi: ecco tutto quello che c’è da sapere sulle app contro lo spreco di cibo

Seicentocinquanta miliardi di euro vengono gettati ogni anno nella spazzatura sotto forma di cibo: oltre un miliardo di tonnellate di prodotti alimentari, quasi 150 chili a testa. E proprio contro lo spreco di cibo si è conclusa giusto ieri a Milano la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare e sta per avere luogo a Roma, dal 4 al 6 febbraio, la terza Giornata Nazionale di Prevenzione allo Spreco organizzata da Last Minute Market in collaborazione con Enpam e il Ministero dell’ambiente lastminutemarket.it . Dal punto di vista legislativo, mentre il 2016 in Francia è iniziato con l’approvazione di una legge che introduce il reato di spreco alimentare e che mira quindi a ridurre gli sprechi mediante incentivi e sanzioni (fino a 75mila euro di multa o 2 anni di reclusione) in Italia, invece, una proposta di legge per incentivare e semplificare il processo di donazione di cibo e per limitare gli sprechi è stata presentata alla Camera lo scorso 29 aprile 2015, con l’obiettivo di essere legge entro l’anno. In attesa che la normativa contro lo spreco di cibo faccia il suo ingresso, sono state sviluppate numerose app che cercano di affrontare e ridurre il problema. Ecco una lista delle più conosciute ed usate in Italia e tra cui potresti trovare quella più adatta alle tue esigenze.
BEEAPP
App contro lo spreco di cibo realizzata a Roma dal Banco alimentare Roma e dalla Fondazione Telecom Italia, ha l’obiettivo di raccogliere in appena un minuto le segnalazioni di eccedenze dai comparti dell’industria alimentare e della grande distribuzione organizzata per donarle agli istituti caritatevoli. Il tutto in 3 semplici passi: a fine giornata il negoziante scrive una mail contenente informazioni sui prodotti in eccedenza; a quel punto il sistema seleziona le mail e compila una classifica per genere di merce e vicinanza del punto vendita; infine, i primi dell’elenco vengono avvisati con una notifica sullo smartphone e si procede al ritiro della merce.
UBO, UNA BUONA OCCASIONE
App contro lo spreco di cibo lanciata dalla Regione Piemonte con la Valle d’Aosta e il Ministero dello Sviluppo Economico è rivolta a tutti coloro che non avendo dimestichezza con le regole di corretta conservazione del cibo spesso sprecano il cibo. Gli esperti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle indicano quindi in questa app le regole a cui attenersi per evitare di sprecare 500 alimenti fornendo notizie, consigli e suggerimenti su come, dove e per quanto tempo conservarli, su quali siano le porzioni raccomandate, su come riutilizzare gli avanzi e gli scarti, sulla stagionalità della frutta e della verdura, su come fare la lista della spesa e su tante altre cose. E se l’app non fornisce ciò che si sta cercando sarà possibile consultarsi direttamente con l’esperto.
LAST MINUTE SOTTO CASA 
App contro lo spreco di cibo nata nel Politecnico di Torino e arrivata in finale alla European Social Innovation Competition di Bruxelles a novembre 2015, è un vero e proprio last minute di quartiere che consente di ricevere offerte vantaggiose, da cogliere in tempo reale, principalmente da negozi raggiungibili a piedi rispetto al luogo specificato in fase di registrazione al sistema.
EQUOEVENTO
App contro lo spreco di cibo sviluppata da quattro giovani romani, ha l’obiettivo di recuperare e ridistribuire il cibo che avanza a banchetti di ogni genere, da cerimonie e matrimoni a convegni, meeting e feste di gala. Per usufruire del suo intervento è sufficiente chiamare o mandare una mail all’associazione la quale invierà i propri volontari pronti a ritirare il cibo e a ridistribuirlo alla onlus più vicina.
BREADING
App contro lo spreco di cibo nata a Milano, consente di individuare pane e generi di prima necessità rimasti invenduti a fine giornata presso forni e panetterie. Il panettiere, infatti, a fine giornata, dopo aver verificato la quantità di cibo rimasto invenduto, invia un alert o un sms che sarà visualizzato sull’app. Le associazioni nelle vicinanze potranno così andare a ritirare il cibo avanzato.
MY FOODY
App contro lo spreco di cibo sviluppata a Milano, mette in rete negozianti, grossisti, ristoratori e consumatori proponendo sconti per i prodotti in prossimità della scadenza o con difetti estetici nel packaging che altrimenti andrebbero sprecati; ScambiaCibo è una piattaforma che propone la cessione del tuo cibo ARS, ad alto rischio spreco, agli utenti che non conosci e che può sfruttare anche la tua appartenenza a qualche community, ad esempio la tua famiglia, i tuoi colleghi di lavoro, la squadra di nuoto.
BRING THE FOOD
App contro lo spreco di cibo, raccoglie le donazioni di prodotti in eccedenza per enti caritatevoli e persone in difficoltà. Nata tre anni fa da una collaborazione tra i ricercatori della Fondazione Bruno Kessler di Trento e il Banco Alimentar, ha già aiutato 30 mila persone e coinvolge ad oggi una rete di 170 enti caritatevoli. Dopo aver scaricato l’app, l’utente registra il suo profilo e carica la scheda del cibo che vuole donare con i riferimenti per ritirarlo. Chi ne ha bisogno, enti o persone iscritte, lo vede sulla mappa, ne fa richiesta e scatta la prenotazione per ritirarlo.
IFOOD DHARE
App contro lo spreco di cibo nata in Sicilia, permette di donare il cibo in eccesso attraverso una piattaforma online. Possono aderire cittadini, grande distribuzione, piccoli esercenti e aziende agricole semplicemente registrandosi all’apposita area: tale sistema permette a donatori e beneficiari di mettersi in contatto tramite sistema di messaggistica interna e concordare le modalità di consegna/ritiro.
RATATOUILLE
App contro lo spreco di cibo sviluppata in Veneto da quattro ragazzi, ad ora solo in inglese e con una grafica molto simile ad Instagram, permette di scambiare o vendere il proprio cibo in avanzo. L’utente iscritto può condividere virtualmente il proprio frigo inserendovi il cibo che non potrà mangiare prima della scadenza. Il target di riferimento è in primis lo studente universitario dei campus, ma può essere utilizzato anche in condomini o comunità ristrette. È poco adatta per sconosciuti. La app è geolocalizzata e permette di sapere, in un raggio d’azione deciso dall’utente, quali altri utenti sono presenti e quali sono i prodotti disponibili. Ma la potenzialità dell’app si estende ben oltre in quanto potrebbe essere un buono strumento di vendita per piccoli produttori locali usufruibile da cittadini o anche da turisti.
FAMEZERO
App contro lo spreco di cibo che mette in collegamento i donatori, ossia persone fisiche, comuni od enti, con i centri di raccolta addetti alla redistribuzione del cibo avanzato. Un ruolo chiava è svolto dai cosiddetti “angeli”, i quali si occuperanno di ritirare personalmente il cibo da coloro che intendono donarlo e lo porteranno ai centri di raccolta. Il requisito fondamentale per un “angelo” è quello di essere ritenuto persona affidabile e gli sarà richiesta un’autenticazione e registrazione che dovrà essere vagliata attentamente dall’organo decisionale del progetto. Ogni “angelo” riceverà in automatico sul suo profilo l’elenco degli annunci che lo riguardano in base alla localizzazione territoriale e potrà gestirli in totale autonomia. Ogni “angelo” avrà un punteggio in base alle valutazioni date dai bisognosi o dai punti di raccolta. Il punteggio varierà e se si raggiungerà un punteggio molto negativo, potrà essere rimossa la carica di “angelo” ad un utente.
NEXTDOORHELP
App contro lo spreco di cibo sviluppata a Torino, mette in collegamento diretto Helper e Finder: i primi condividono il proprio cibo in avanzo pubblicando un avviso geolocalizzato mentre i secondi, attraverso questo motore di ricerca geolocalizzato, troveranno l’helper più vicino e, sfruttando la piattaforma di messaggistica prevista dall’app, potrà concordare con lui un appuntamento.

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