Rabarbaro e salute: poche calorie e tanti polifenoli
Il rabarbaro è una delle piante che da più tempo viene utilizzata per le sue proprietà curative. Il suo utilizzo è documentato già nel 2700 a.C.

Rabarbaro: gioie e dolori. Del suo utilizzo bisogna sempre essere molto attenti perché è notorio che interagisce negativamente con alcuni farmaci causando possibili effetti collaterali anche importanti per cui, se decidete di affidarvi al rabarbaro consultate sempre prima il vostro medico. Comunque sia non va mai utilizzato dalle donne in gravidanza, dai bambini sotto i due anni di età e da chi soffre di ulcera e calcoli renali.

 
FIBRE, ZUCCHERI E VITAMINE
Fatto per il 93% di acqua è ricco di fibre naturali e contiene zuccheri, proteine e carboidrati oltre che un discreto numero di minerali quali calcio, potassio, magnesio, ferro, fosforo, manganese e selenio. Tantissime le vitamine presenti quasi tutte quelle del gruppo A e B, ma presenti sono anche la vitamina C, D, K e J.

 
ANTICO, POLIEDRICO E MIRACOLOSO
Gli antichi greci e romani utilizzavano massicciamente il rabarbaro come “medicina” soprattutto per le sue qualità lassative, ma spesso lo assumevano anche sotto forma di tisana da bersi prima del pasto per aiutare il fegato e la digestione. Alle corti imperiali cinesi, lo si legge nel libro dell’Imperatore Shen Nung del 2700 a.C., la sua fama di antinfiammatorio era enorme e lo si sceglieva anche per uso esterno, in caso di scottature e ferite per la presenza di tannini.
Oggi viene utilizzato in fitoterapia per combattere le infezioni intestinali e in campo industriale-farmaceutico è presente nelle “ricette” di molti farmaci. Recentemente a seguito di uno studio inglese è uscita la notizia che il rabarbaro, dopo essere stato cotto per almeno venti minuti, sia in grado di aumentare i livelli di polifenoli che sono notoriamente gli agenti chimici in grado di uccidere le cellule tumorali. State lontani però dalle sue foglie che se ingerite sono tossiche e provocano bruciore in gola, nausea e vomito.

 
IN CUCINA IL SUO REGNO
Le calorie che contiene il rabarbaro sono davvero irrisorie, ogni 100 grammi solo 21.
Tre le varietà più note: quella con gambo e polpa verde, quella a gambo rosso e polpa verde, e quello con gambo e polpa rosso. Il rabarbaro viene usato anche in cucina soprattutto le coste risultano ottime per torte salate e insalate, ma sono gradevoli anche solo lessate. Le foglie a volte vengono utilizzate come se fossero spinaci, ma ve lo sconsigliamo! Sono ricche di acido ossalico, sostanza dal forte potere lassativo. Nei paesi anglosassoni viene utilizzato anche essiccato e infuso nei succhi di frutta, soprattutto in quello di fragole. Con esso vengono preparate anche gustose marmellate in abbinamento con altri frutti (mele, fragole, albicocche) e in Scandinavia il suo gambo candito viene offerto come leccornia ai bambini.

 

Attenzione: Queste informazioni sono esclusivamente di carattere informativo. Non vogliono e non devono sostituire le indicazioni del medico al quale vi esortiamo di affidarvi.

 

 

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