La lotta biologica nell’orto di giugno
Nell’orto di giugno una guida biologica per contrastare peronospora, lumache, larve, nematodi, cimici di terra e afidi. Pratiche agronomiche, prodotti naturali e insetti utili per combatterli biologicamente.


Gira nuovamente in rete la notizia che l’UE avrebbe bandito la coltivazione degli orti domestici perché svilupperebbero dannose e pericolose fitopatologie anche mortali. É una bufala! Quindi, tornate nel vostro orto perché Giugno è un mese intenso: pacciamatura, concimazione, irrigazione, semina e raccolta di zucchine, melanzane, pomodori, insalata e fragole. Inoltre, nell’orto di giugno le piante sono esposte a molte malattie crittogamiche come la peronospora delle Liliacee e la scabbia polverulenta della patata, ma le nostre colture sono vulnerabili anche a lumache, larve di nottua, nematodi, afidi e a svariate virosi trasmesse dalle cimici di terra.
LA PERONOSPORA DELLA CIPOLLA E AGLIO

peronospora orto di giugno
Le frequenti piogge che si sono manifestate nel mese di maggio in tutta la penisola minacciano le coltivazioni di cipolla e aglio che possono essere colpite da infezioni di peronospora (Peronospora Schleideni). Le foglie di queste due colture manifestano maculature biancastre o grigrio-verdi, ricoperte da una muffa di colore grigio-violaceo. Si ha marciume dell’intero organo mentre i bulbi non completano lo sviluppo.
RAME E ZOLFO CONTRO LA PERONOSPORA
Solitamente l’impiego di anticrittogamici è ostacolato dalla scarsissima adesività dei liquidi a causa dello strato di cera che ricopre le foglie. Prodotti a base di zolfo e rame ammessi in agricoltura biologica risolveranno il problema. Per esempio in commercio esistono prodotti a base di solfato di rame finemente micronizzato e con ottimo potere coprente, il cui intervallo di sicurezza è di 20 giorni. Questi prodotti non sono compatibili con gli antiparassitari a reazione alcalina e pur essendo ammessi in agricoltura biologica è preferibile osservare le norme precauzionali prescritte per i prodotti più tossici, utilizzarli in dosi ridotte, in assenza di vento, quando strettamente necessario e mai durante la fioritura.

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LA PREVENZIONE DELLA PERONOSPORA
Rimuovere i residui colturali a fine ciclo, effettuare la rotazione delle piante orticole ed evitare di bagnare la parte aerea delle piante durante le irrigazioni sono ottime pratiche preventive contro la peronospora.
LE POLVERI MINERALI CONTRO FITOFAGI E CRITTOGAME
La distribuzione di prodotti minerali è un’antichissima tecnica utilizzata per migliorare la resistenza delle piante contro i fitofagi e lo sviluppo delle larve e delle crittogame. I minerali trattenuti dalla superficie fogliare creano una barriera sfavorevole alle avversità biotiche (Parassiti, virus, e animali) e abiotiche (meteorologiche e fisiologiche). Le polveri minerali sono costituite da farina di roccia, bentonite e litotamnio, una farina a base di alghe calcaree di origine marina. Inoltre, la presenza di elementi nutritivi in questi prodotti migliora lo sviluppo vegetativo delle piante trattate. Le dosi per il trattamento nutritivo e protettivo è di 500-600 g/hl, mentre per il trattamento anticrittogamico si aggiunge solfato di rame (rame 25%) alle dosi consigliate.
SCABBIA POLVERULENTA

orto di giugno Spongospora subterranea
Le abbondanti piogge del mese ancora in corso accompagnate da temperature intorno ai 15°, potrebbero favorire, in quelle zone in cui è in corso la differenziazione dei tuberi, la scabbia polverulenta della patata, che può evolvere anche a spese di altre solanacee sia spontanee che coltivate, come ad esempio il pomodoro. Questa malattia è causata dalla Spongospora subterranea, un microrganismo che provoca delle escrescenze sulla buccia delle patate che lacerandosi lasciano fuoriuscire una massa polverulenta di spore destinate a determinare nuove infezioni.
LA PREVENZIONE E LA CURA DELLA SCABBIA POLVERULENTA
La Spongospora subterranea, come si può intuire dal nome, si conserva nel terreno anche per 3-5 anni e attacca preferibilmente le varierà prodotte in terreni tendenzialmente acidi. Purtroppo contro questa patologia è possibile attuare solo alcune cautele che consistono nella sospensione della coltura nei terreni contaminati per almeno 3-4 anni e nell’accorgimento di verificare attentamente che i tuberi o i semi utilizzati siano sani. Prodotti a base di zolfo, da distribuire nelle ore calde e in presenza di basse percentuali di umidità, possono contenere i danni provocati benché non esistano interventi curativi in coltivazioni affette da scabbia polverulenta. Ciononostante, una raccolta precoce del prodotto può essere di grande aiuto, in quanto l’evoluzione di questa malattia accenna ad arrestarsi durante l’estrazione del tubero dal terreno.

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LE LUMACHE
Le limacce, lumache senza guscio, si cibano di fiori, foglie e porzioni verdi di pianta pregiudicando la vita stessa della pianta defogliata. Le limacce prediligono le ore serali, le temperature miti e l’umidità.
I RIMEDI CONTRO LE LUMACHE
Pacciamare il terreno con la segatura, la cui consistenza asciutta e ruvida risulta poco invitante per le lumache ha l’intrinseco vantaggio di trattenere l’umidità del terreno e contribuire al controllo delle malerbe. Anche interrare un vasetto contenente birra, da sostituire ogni due giorni, è un valido aiuto contro le lumache che attratte dall’odore moriranno per annegamento. Salvia, timo e assenzio, invece, sono ottimi repellenti naturali. Ricordate che la raccolta manuale durante le ore serali è un ottimo rimedio e che polli e anatre sono ghiotti di limacce. I lumachicidi biologici, il cui costo non è particolarmente contenuto, sono a base di ossido di ferro, si spargono tra le piante o si distribuiscono sul perimetro eletto. Oltre a catturare le lumache arricchiscono il terreno di microelementi. Il dosaggio consigliato è di 5 g ogni mq. Le applicazioni, massimo 4 nel corso dell’intero ciclo vegetativo, saranno effettuate dopo il tramonto. Ricordate, infine, che lombrichi e biodiversità dell’orto riducono gli attacchi delle lumache quasi del 60%.
LARVE DI NOTTUA
Le larve di nottua, molto comuni negli orti, vivono interrate in prossimità del colletto delle piante. Le specie erbacee colpite, per citarne solo alcune, sono: bietola, patata, fagiolo, sedano, finocchio, insalata e cipolla. Queste larve, lunghe 3-4 cm, possono erodere talmente profondamente queste coltivazioni da causarne la morte.

LOTTA BIOLOGICA ALLE LARVE DI NOTTUA: BACILLUS THURINGIENSIS

larve di nottua orto di giugno
Larve di nottua (foto di agraria.org)

Esiste un insetticida innocuo per l’ambiente e gli insetti utili ed efficace contro le larve di nottua: il Bacillus Thuringiensis. Questo batterio entomopatogeno ingerito dalle larve di nottua, attiva una tossina che paralizza l’apparato digerente delle larve, causandone la morte in 5 giorni. Il Bacillus Thuringiensis deve essere applicato immediatamente dopo la schiusa delle uova e quindi con larve nei primi stadi di sviluppo. L’applicazione deve essere effettuata su piante asciutte, in assenza di precipitazioni e durante le ore serali. Le dosi d’impiego sono di 2-3 ml di prodotto in 5 lt di acqua, per trattare 10 mq di coltura. L’applicazione di questo batterio viene effettuata con atomizzatori e pompe a spalla, non è miscibile con poltiglia bordolese e con altre sostanze a reazione alcalina.

 

cuscino in pula di farro

LE CIMICI
Le specie appartenenti a questo Ordine (Rincoti) sono molte e attaccano svariate colture quali pomodori, fagioli, fagiolini, cavoli e nocciolo. A partire da giugno e per tutto il periodo estivo le cimici arrivano a produrre fino a quattro generazioni. I danni si manifestano sulle foglie o sul frutto e provocano disseccamenti e necrosi; in alcune specie invece causano alterazioni quantitative, qualitative e morfologiche, danni indiretti determinati da batteriosi e la trasmissione di uno sgradevole sapore ai frutti.
LOTTA BIOLOGICA ALLE CIMICI
L’efficacia della lotta è data dall’individuazione dei nidi, spesso presenti sulle parti apicali di edera, melo e lampone, sui quali applicare un prodotto biologico molto noto: il piretro. Il piretro è un insetticida di origine vegetale, ricavato dai fiori di crisantemo che agisce per contatto, pertanto, non essendo selettivo deve essere utilizzato con molta attenzione. Il formulato commerciale deve essere diluito in acqua con ph inferiore a 4 (14-25 ml in 10 lt di acqua) e immediatamente irrorato sulla pianta da proteggere con atomizzatori, pompe a spalla o con semplici erogatori. Bisogna tenere presente che è poco persistente e che si decompone rapidamente alla luce e ad elevate temperature. Usarlo con cautela è essenziale poiché l‘impiego indiscriminato del piretro causa la selezione di insetti resistenti.
NEMATODI GALLIGENI

orto di giugno nematodi (foto di obiettivo natura)
I nematodi sono vermi, con movimento anguilliforme tanto da essere chiamati anguillule, il cui corpo bianco e allungato è spesso al di sotto di 1 mm di lunghezza. Alcune specie vivono libere nel suolo e nelle acque, altre sono parassite delle piante da cui aspirano il contenuto delle cellule perforandone le pareti, grazie a uno stiletto contenuto nella bocca. In Italia, come in tutti i paesi con clima caldo-temperato, i Nematodi più diffusi sono quelli che attaccano le radici, del genere Heterodera e Meilodogyne (nematodi galligeni), questi causano la comparsa di numerosi tubercoli, dette galle, che provocano l’atrofia e quindi la marcescenza di tutto il sistema radicale. Le coltivazioni colpite sono: cetriolo, vite, fragola, fagiolino, pomodoro, zucchina e molteplici piante erbacee e bulbose. Le piante colpite manifestano scarso sviluppo vegetativo, ridotte produzioni e sintomi simili a quelli causati da mancanza d’acqua. Quando l’attacco dei nematodi avviene subito dopo la messa a dimora di giovani piantine, ne causa la morte.

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ORTO SINERGICO E NATURALE TRA SEMINE, RACCOLTE E TRAPIANTI DI GIUGNO

LOTTA BIOLOGICA AI NEMATODI GALLIGENI
La lotta contro tutti i nematodi è piuttosto difficile e porta a risultati parziali, s’impernia sulla disinfestazione del suolo all’aperto per le colture da pieno campo o dei terricci per le colture in vaso. Il mezzo più efficace di disinfestazione del suolo è senza dubbio il calore: per piccoli quantitativi di terriccio o sabbia si può usare il riscaldamento a secco in un comune forno, oppure acqua bollente con la quale annaffiare abbondantemente e spesso il terriccio stesso. Vi sono anche soluzioni offerte da mezzi fisici, quali la solarizzazione, che consiste nel surriscaldare il terreno utilizzando il calore estivo e assicurando per 4-8 settimane un trattamento termico efficace. Bisognerà inumidire il terreno e coprirlo con teli di plastica trasparente, in commercio se ne trovano anche biodegradabili ed hanno una duplice azione: solarizzazione e pacciamatura. Altre soluzioni sono date da alcune tecniche di tipo agronomico quali la rotazione delle colture per 3-4 anni, la concimazione con letame maturo e il sovescio di rafano e senape. Alcuni esperimenti relativamente recenti hanno dimostrato l’efficacia del trattamento di biofumigazione combinando pellet di Brassica Carinata con piante trappola, quali l’Eruca Sativa.
AFIDI
Gli afidi oltre a nutrirsi della linfa delle piante, trasmettono numerosi virus da pianta a pianta. Questi insetti, conosciuti anche come pidocchi delle piante, hanno instaurato un sistema mutualistico con le formiche, che li allevano e li proteggono dai predatori in cambio di una sostanza zuccherina, la melata, secreta dagli afidi e di cui le formiche si nutrono. Un metodo sostenibile per la lotta agli afidi, oltre all’asportazione delle parti colpite se non vitali, è l’uso di parassitoidi e predatori entomofagi, quali coccinella e crisopa, il cui habitat favorevole è rappresentato da un terreno ricco di erbe spontanee.

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