Le mutandine usate diventano un businnes
Con le mutandine usate le giovani italiane aguzzano l’ingegno: infatti c’è chi, anche in Italia, le vende ricavando fino a 400 euro al mese

Mutandine usate? Il nuovo businnes delle italiane. Giovani, donne e uomini che commerciano mutandine usate e perizomi indossati per diversi giorni, ma anche reggiseni, collant, calzini e tutto ciò che può conservare gli umori corporali.
Se sia o no frutto della crisi, questo non è dato saperlo: ma pare che l’interesse verso l’intimo usato sia davvero molto. È il mercato del fetish.La crisi aguzza l’ingegno. Nel Belpaese, il tasso di persone senza lavoro è all’11,2% (+1,8% su base annua): due milioni e 875 mila persone. Tra i giovani a spasso il 36,6%.
Le aziende chiudono, i negozi tirano giù la saracinesca, ma lo spirito di adattamento dell’uomo è in guardia, ora più che mai. Nuovi settori si stanno sviluppando, è il caso del biologico e delle energie rinnovabili, dell’agricoltura solidale, del riuso, del riciclo e dell’ecologia in generale. E poi c’è chi si arrangia come può, chi fa del problema la soluzione e si inventa lavori remunerativi e soprattutto creativi.
È il caso della vendita online delle mutandine usate.

Se andate su google, ma anche su FACEBOOK e digitate MUTANDINE USATE”; “INTIMO USATO”; “BIANCHERIA INTIMA USATA”; “ACCESSORI INTIMO USATO”, si aprirà un mondo fatto di annunci di vendita di intimo utilizzato. Giovani, donne e uomini che commerciano mutandine usate e perizomi indossati per diversi giorni, ma anche reggiseni, collant, calzini e tutto ciò che può conservare gli umori corporali.
Se sia o no frutto della crisi, questo non è dato saperlo: ma pare che l’interesse verso l’intimo usato sia davvero molto. È il mercato del fetish.

I prezzi di vendita variano, si trovano mutandine usate che vanno dai 10 ai 70 euro: il prezzo varia a seconda dei parametri decisi da chi vende insieme all’acquirente. Per quanti giorni sono state indossate? Che storia c’è dietro a quegli indumenti? In che occasione sono state indossati?
In un mese si può guadagnare fino a 400 euro, e la concorrenza, considerato il momento storico difficile che premia l’inventiva, si fa sentire.

“Vince” il venditore che dà più informazioni su di sé: quello che ama fare, la storia che riesce a creare, e quindi a far immaginare al suo cliente. E per essere certi che l’indumento sia effettivamente stato indossato da colei o colui che lo propone, avviene uno scambio di foto dimostrative, già disponibili nell’annuncio.

L’idea di mettere in vendita le mutandine usate quale oggetto sessualmente intrigante ed eccitante ha origine in Giappone: nei sexy shop di Tokyo è, infatti, possibile acquistare mutandine usate addirittura categorizzate per tipologia, mutandine di studentesse, mutandine di sportive.

E, adesso, la moda (o il lavoro?) di vendere le mutandine usate arriva anche in Italia.
Gli annunci vengono postati nelle bacheche di svariati portali o forum, annunci piuttosto precisi e dettagliati, si omette il nome vero, in alcuni è indicato l’indirizzo email di chi vende.
Nelle proposte di vendita, le ragazze e i ragazzi scrivono la loro età, la loro professione: docente di economia, segretaria, infermiera, studente o studentessa sono gli impieghi che vanno per la maggiore. Molti i casi di studenti e studentesse che vendono l’intimo usato per pagare l’affitto o mantenersi agli studi.
Negli annunci può anche essere dichiarata la situazione sentimentale, il tipo di intimo indossato e soprattutto la disponibilità a decidere insieme all’acquirente quanto le mutandine dovranno essere indossate e ‘come’ dovranno essere utilizzate prima della spedizione.

Se tra il cliente e la venditrice/venditore si instaura un rapporto di fiducia, sempre e comunque a distanza, può avvenire lo scambio del numero di telefono, contatto Skype o Messenger…
Le mutandine usate sono spedita a pagamento avvenuto, tramite Posta Pay, Pay Pal, ma anche alla consegna, in generale ci si può accordare.

Oltre sui siti di annunci gratuiti, la vendita avviene su portali specializzati dedicati a questa specifica categoria merceologica.
Certamente la domanda nasce spontanea: che ci fanno gli acquirenti con questi oggetti?
La risposta pare non essere scontata: le mutandine acquistate vengono portate in tasca, a lavoro, nella borsa, messe sotto il cuscino, addirittura indossate.
E una volta che la fragranza scompare, le mutandine usate non si gettano, ma si collezionano: il massimo del riciclo.

  

 

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