Cavolaia: lotta biologica con tanaceto e assenzio
Vademecum per affrontare i mali di stagione delle Brassicaceae usando assenzio, tanaceto e pomodoro oltre alla consociazione e alla distribuzione di prodotti minerali

La Cavolaia o Pieris brassicae L. è un lepidottero che colpisce il cavolo e molte altre colture appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae (o Cruciferae) quali senape, rapa e colza. Normalmente in autunno avviene l’ultima generazione di queste dannose farfalle, le cui larve si nutrono delle foglie esterne, danneggiando irrimediabilmente le colture colpite. Vediamo come riconoscere questo entomofago e come difenderci.

RICONOSCERE LA CAVOLAIA: MORFOLOGIA, DANNO E CICLO VITALE

Le uova di Cavolaia, di colore giallo, sono deposte in piccoli gruppi nella pagina inferiore della foglia, dalla primavera a ottobre. Dopo circa quindici giorni nascono le larve che si presentano di colore verdastro con punteggiature nere; queste, sono inizialmente gregarie per poi isolarsi e iniziare a rodere le foglie, ad esclusione delle nervature principali. L’adulto di questo entomofago, che sverna allo stadio di crisalide appeso al riparo, si presenta con capo nero e ali bianche, vola da aprile a maggio e può compiere generalmente fino a quattro generazioni all’anno. Il momento adatto per intervenire contro la cavolaia è durante i primi stadi larvali, perché risultano i più dannosi. Ciononostante, l’intervento può compiersi anche nei confronti delle uova, con l’asportazione manuale delle stesse, a partire dal mese di settembre.

QUANDO INTERVENIRE

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LOTTA BIOLOGICA ALLA CAVOLAIA

Oltre all’asportazione manuale delle uova e delle larve, contro la cavolaia si può intervenire con preparati vegetali, con formulati di origine batterica, con l’aiuto di consociazioni utili e con parassitoidi naturali.

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ASSENZIO, TANACETO E POMODORO CONTRO LA CAVOLAIA

L’uso costante di preparati vegetali a base di di assenzio, tanaceto e pomodoro circoscrivono la presenza e quindi i danni provocati dalla cavolaia. Per ottenere il decotto di assenzio bisognerà mettere a macerare per 24 ore, 10 gr di pianta fresca o 1 gr di Artemisia absinthium in un litro di acqua, farlo bollire per mezz’ora e filtrarlo. Questo repellente si può utilizzare fino a due volte a settimana con l’unica precauzione di sospendere il trattamento quindici giorni prima della raccolta. Per la preparazione di formulati a base di tanaceto, invece, si utilizzeranno 30-50 gr di pianta fresca (o 3 gr di foglie secche) in 1 litro di acqua. I preparati a base di Tanacetum Vulgare si potranno impiegare puri come preventivo durante tutto l’inverno con l’accortezza, contenendo questo preparato sostanze tossiche, di tenerlo fuori dalla portata dei bambini. Infine, per la preparazione dell’estratto di pomodoro si utilizzano 200-300 gr di femminelle fresche con qualche foglia che, dopo essere state sminuzzate, devono essere lasciate a macerare in 2 litri di acqua fino a 5 ore. Tutti questi preparati devono essere irrorati direttamente sulle piante.

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IL BACILLUS THURINGIENSIS SUBSPECIE KURSTAKI CEPPO HD1

Il Bacillus Thuringiensis Berliner è invece utile in caso di forti attacchi di cavolaia. Ad oggi sono state individuate oltre 80 varietà di questo batterio unicellulare ma quella che risulta essere la più indicata è la subspecie Kurstaki ceppo HD1, attiva per ingestione sulle giovani larve di cavolaia, che smettendo di nutrirsi muoiono entro 5 giorni. Il Bacillus Thuringiensis deve essere applicato immediatamente dopo la schiusura delle uova e quindi con larve nei primi stadi di sviluppo. Il Bacillus Thuringiensis, le cui dosi d’impiego con formulati a 32000 Ul/mg sono di 250 gr/ha, non è miscibile con poltiglia bordolese, deve essere applicato su piante asciutte, preferibilmente di sera e in assenza di pericolo di precipitazioni.

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METODI BIOLOGICI DIVERSI

Metodi alternativi a quelli esposti per la lotta alla cavolaia sono:

  • la rotazione della coltura, in particolare con le leguminose che lasciano il terreno soffice e fertile;
  • la consociazione con menta, salvia, pomodoro, timo, rosmarino, porro e artemisia che risultano ottimi repellenti naturali;
  • l’asportazione manuale delle uova, che deve avvenire con l’aiuto di un batuffolo di cotone;
  • e la distribuzione di prodotti minerali, un’antichissima tecnica utilizzata per migliorare la resistenza delle piante contro i fitofagi. Queste polveri minerali sono costituite da farina di roccia, bentonite e litotamnio, una farina a base di alghe calcaree di origine marina. Le dosi per il trattamento nutritivo e protettivo è di 500-600 g/hl.

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I PARASSITOIDI CONTRO LA CAVOLAIA

Gli attacchi di cavolaia si possono contenere anche grazie all’aiuto di parassitoidi naturali quali il Trichogramma evanescens, l’Apanteles glomeratus e il Phryxe vulgaris. Di difficile reperibilità in commercio, questi parassitoidi sono naturalmente attratti dalla cavolaia; pertanto, praticare l’agricoltura biologica è indispensabile al fine di evitare che questi naturali antagonisti vengano allontanati dalle nostre colture.

 

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