L’ecosostenibilità insegnata ai ragazzi
Negli ultimi anni infatti nelle scuole italiane le tematiche ecologiche sono uscite dai testi di studio: ecco come avere una scuola più green e cittadini più consapevoli

Se dovessimo accostare dei colori ai ricordi che abbiamo della scuola probabilmente ci verrebbe in mente il bianco dei gessi che si fissava sul nero della lavagna o forse le scritte blue e rosse che si susseguivano minacciose a commento degli errori presenti nei compiti in classe. Gli scolari del terzo millennio probabilmente a questi colori ne affiancheranno un altro: il verde.
Negli ultimi anni infatti nelle scuole italiane le tematiche ecologiche sono letteralmente uscite dai testi di studio per diventare materia vissuta e sono numerosi gli ambiti in cui gli operatori scolastici si sono impegnati a dare esempi concreti per dare nutrimento alle sensibilità degli studenti in ambito ambientale

Ristorazione
Un capitolo fondamentale riguarda l’alimentazione dei bambini che usufruiscono della refezione scolastica. Se da un lato, infatti, scelte ecosostenibili aiutano a ridurre l’impatto ambientale della ristorazione, dall’altro, buone abitudini posso sviluppare ni giovani scolari l’imprinting ecologista.
I criteri da favorire per la determinazione dei menù e la scelta degli ingredienti dovrebbero essere quelli legati ai prodotti biologici, alla scelta dei prodotti stagionali e locali (sia per valorizzare la biodiversità del territorio che per ridurre le emissioni legate al trasporto delle merci) e equosolidali per quelli “necessariamente a distanza”. Il tutto accompagnato da una corretta gestione degli avanzi attraverso la raccolta differenziata, anche dell’umido.
Un significativo risparmio ambientale ed economico potrebbe essere garantito dall’uso di brocche. Nelle città ove è potabile, infatti, si può bere acqua che sgorga dal rubinetto. Le brocche potrebbero essere riempire dagli alunni (compatibilmente con la loro età) per una maggiore consapevolezza di questo gesto e portate anche nelle aule (e riportate in sala mensa la sera cosicché ogni giorno possano venir lavate adeguatamente) permettendo ai bambini di lasciare a casa le bottigliette di plastica e sostituirle con quei bicchierini pieghevoli che hanno accompagnato la nostra infanzia e stanno tornando in auge.
Che fare dei pasti non consumati e dei prodotti in pronta scadenza? In molti comuni è previsto il ritiro per donarli ad associazioni e famiglie bisognose, evitando sprechi e cogliendo l’occasione di fare beneficienza.
Per la refezione poi, la plastica usa e getta, in una scuola ecosostenibile, è rigorosamente bandita e sostituita con la ceramica o, al più, con i prodotti usa e getta biodegradabili e compostabili.
Rendere partecipi i genitori delle scelte del menù ed introdurre nei programmi scolastici lo studio della ciclicità di quei prodotti e delle tecniche usate per la loro lavorazione, sarà poi una lezione che gli scolari ricorderanno a lungo, forse per sempre.

Gli studenti sono gli eco-eroi di oggi

Per essere sostenibile la scuola deve avere tra i propri attori (e non solamente spettatori) gli studenti. Una splendida iniziativa, a costo zero per le scuole, è quella di trasformare i bambini in guardiani della luce. Nel liceo scientifico ambientale di Laveno Monbello (VA), prestando attenzione a non sprecare energia (dall’illuminazione agli apparecchi elettrici quando inutilizzati come i PC) e nominando ogni settimana uno studente come guardiano della luce, i consumi dell’istituto si sono letteralmente dimezzati e ciò ha convinto i ragazzi ad adottare anche nelle proprie case le sane e buone abitudini di risparmio energetico, divenendo esempi per le loro famiglie.
Ovviamente la scuola potrà fare la propria parte anche sostituendo lampadine ad alto consumo con quelle di classe A.
L’esperimento dei guardiani, poi, si potrebbe ripetere per i rubinetti (io a scuola avevo i lavandini in classe…, ndr) e i termosifoni perché sono proprio loro, gli studenti, i nostri piccoli grandi eco eroi di oggi e di domani.

Vivere il Giardino
La voglia di un ritorno alla natura, anche nei piccoli gesti, è sempre più forte, in particolar modo nelle città. Una volta era il seme della lenticchia in un bicchiere di plastica, su un po’ di ovatta bagnata. Da allora l’ecosostenibilità rurale a scuola ha fatto passi, anzi, piantagioni da gigante. Da un lato si possono favorire piante tipiche del proprio territorio, dall’altro, le ore di scienze potrebbero avere ad oggetto non solo lo studio teorico di piante e fiori ma la realizzazione di orti scolastici. Sono infatti sempre di più i progetti che coinvolgono studenti, insegnanti, genitori, nonni e produttori locali e che hanno ad oggetto la costruzione di piccole comunità verdi locali nel giardino della scuola, al fine di trasmettere ai più giovani (e non solo) i saperi legati alla cultura del cibo e alla salvaguardia dell’ambiente.
Un angolo del giardino, poi, potrebbe essere dedicato ad una compostiera ove far confluire gli scarti di cibo e le potature del giardino e dell’orto. Il compost? Sarà un perfetto concime per l’orto della scuola.
Attenzione, però, perché piatti, bicchieri e posate biodegradabili e compostabili, andranno comunque conferiti agli impianti di compostaggio.

Sgorga l’ingorgo!
Normalmente non c’è ‘segnale’ più diffuso per indicare la presenza di una scuola dell’ingorgo di auto in sosta in doppia, tripla e addirittura quarta fila. Nonostante spesso le famiglie abitino nell’immediata vicinanza della scuola, tra gli infiniti impegni dei genitori e quelli stessi dei pargoli, l’auto è troppe volte il mezzo di locomozione più usato. Ma l’alternativa c’è e è sempre più praticata. E’ il pedibus, ovvero il primo bus gratis, che fa bene agli scolari e alla città e che si muove grazie ai piedi dei propri passeggeri. Genitori, nonni e fratelli più grandi accompagnano nei percorsi prestabiliti i bambini a scuola e poi a casa e, se si abita lontano, con l’autobus o con l’auto si può arrivare comunque alla fermata più vicina.
Per tutti quei centri proprio fuori mano, l’alternativa sarà sicuramente data dagli scuolabus (magari elettrici) che eviteranno congestioni e ridurranno lo smog del traffico privato.

Ecodecaloghi per tutti
Oltre che essere guardiani della luce, ai ragazzi potrà essere affidato il compito di stilare delle piccole ecoguide da lasciare nelle classi e nelle sale insegnanti, che contengano gli ecoconsigli che tutti dovrebbero seguire. Il tutto completato con dei cartelli da attaccare dove serve. Sopra le stampanti e fotocopiatrici si potrebbe scrivere di utilizzare i fogli fronte/retro, in bagno ricordare di chiudere l’acqua, sulla porta della classe ricordare di verificare, quando si esce, di aver chiuso la luce e semmai i termosifoni, e così via. Gli studenti apprenderebbero strada facendo e anche i più smemorati (insegnanti inclusi) non avrebbero scuse…

Gli Ecomercatini
Le scuole sono sempre in cerca di fondi per mandare avanti e incrementare l’offerta formativa. Non mancano feste con torte e dolci offerte dalle famiglie. Una buona idea è, inoltre, quella di invitare i bambini (e i genitori) a un po’ di decluttering: ovvero a dar via ciò che a loro non serve più. In casa tutti abbiamo quantità di prodotti (spesso anche nuovi) che non usiamo e occupano spazio. Donare alla scuola ciò che non serve più consentirà alle famiglie di aver maggior spazio libero in casa e nei box e, nel contempo, permetterà a chi ne ha necessità di entrarne in possesso con piccole offerte e alla scuola di mettere da parte un po’ di soldi, magari per iniziative green.

La raccolta differenziata
La raccolta differenziata dovrebbe essere una vera e propria materia da inserire nel programma scolastico: dalla teoria alla pratica. Con dei secchioni per differenziare, carta, imballaggi di plastica, vetro ma anche toner e cartucce delle stampanti e batterie usa e getta, le scuole possono diventare delle vere e proprie isole ecologiche.

Ecoaccortezze

Le ulteriori ecoaccortezze per una scuola green riguardano gli acquisti verdi: detergenti ecologici, carta riciclata o proveniente da foreste certificate, lampadine e acquisti elettronici di Classe A e i miscelatori ai rubinetti fanno risparmiare percentuali consistenti del prezioso oro blu e possono essere un valido spunto per gli studenti per approntare dei cambiamenti nello stile di vita delle proprie famiglie di provenienza. Bioedilizia, bioarchitettura e sicurezza.
Anche se sono i più difficili da realizzare certamente gli interventi strutturali non sono impossibili. Scuole nuove vengono costruite per sostituire le vecchie. In tal caso l’obiettivo sarebbe quello di realizzarne solamente in classe energetica A e con materiali naturali. Fantasia? No, realtà in molti comuni ove amministratori lungimiranti e attenti hanno favorito strutture alimentate da energia geotermica e fotovoltaica, arredati da materiali “poveri” naturali, con un isolamento eccellente, riuscendo a garantire alle strutture l’autosufficienza energetica. e all’abbattimento delle emissioni inquinanti .
In caso di ristrutturazioni si potrebbe usufruire degli sgravi fiscali per l’efficientamento energetico e per l’insallazione di pannelli solari e… approfittarne per rimuovere eventuale amianto, ancora presente in molte scuole. Ma la rimozione non è un optional. La salute è un diritto e va rivendicato!
Come si è compreso gli ambiti e gli esempi per rendere la scuola una vera maestra di vita “green” sono davvero innumerevoli e, come accade spesso con le cose buone, l’euforia degli inizi diventa benzin…..OSSIGENO per affrontare un percorso lungo e pieno di scoperte: chi meglio degli studenti ha la forza e l’entusiasmo per percorrerlo?

 


L’immagine di epertorio è tratta dal sito: targatocn

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