Le biomasse: l’energia pulita poco conosciuta

Se avete un allevamento di bestiame e/o produzioni agricole con un alto numero di scarti di tipo alimentare, forse non sapete che state buttando via energia pulita. Ma cosa si intende per biomasse? Forse è scontato per alcuni ma per molti non è così chiaro, facciamo un po’ di chiarezza. Quando si parla di biomasse si intende tutti quei materiali d?origine vegetale che possono venire da scarti di attività agricole, rifiuti di allevamenti o da scarti delle lavorazioni del legname. Iarkhi Studio di Bioarchitettura, dott. arch. Cinzia Bagnoli, dott. arch. Mattia Fantoni

Se avete un allevamento di bestiame e/o produzioni agricole con un alto numero di scarti di tipo alimentare, forse non sapete che state buttando via energia pulita.
Ma cosa si intende per biomasse? Forse è scontato per alcuni ma per molti non è così chiaro, facciamo un po’ di chiarezza.
Quando si parla di biomasse si intende tutti quei materiali d’origine vegetale che possono venire da scarti di attività agricole, rifiuti di allevamenti o da scarti delle lavorazioni del legname:

•    residui agricoli e forestali
•    legna o suoi residui della lavorazione
•    rifiuti dell’industria agroalimentare
•    reflui di allevamenti
•    rifiuti umidi urbani
•    specie vegetali coltivate per lo scopo

Dall’impiego di questi materiali in apposite centrali termiche, dove vengono bruciate, viene prodotta energia elettrica. La combustione che si genera è “pulita”: nell’ambiente vengono rilasciate soltanto le sostanze che il materiale ha accumulato nel corso del suo ciclo vitale, quindi carbonio, zolfo e azoto in quantità normali e assai inferiori a quelle derivanti dalla combustione di propellenti fossili.

Da non confondere il concetto di biomassa con quello della termodistruzione dei rifiuti: la biomassa è esclusivamente d’origine vegetale; i rifiuti indifferenziati, qui non si bruciano!
Quindi anche piccoli allevamenti, agricoltori o produttori, possono crearsi dei piccoli tesori rinnovabili dai loro rifiuti: in fondo la dimensione giusta per queste centrali è la piccola taglia, che permette di alimentarsi con risorse locali a km 0.
Quello che normalmente è un “rifiuto” naturale, un costo da sostenere, oggi può diventare una fonte rinnovabile preziosa da cui produrre energia pulita.

PER SAPERNE DI PIU’ SCRIVI  ALL’ESPERTO: Iarkhi Studio di Bioarchitettura, dott. arch. Cinzia Bagnoli, dott. arch. Mattia Fantoni, tell/Fax 0571-1721014, web: iarkhi

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