Addio agli sprechi alimentari, arriva il Frigo Solidale
In Spagna è stato creato il primo Frigo Solidale per combattere, da un lato, gli sprechi alimentari tra le famiglie benestanti, e dall’altro, la fame tra i più bisognosi

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, circa un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato e, allo stesso tempo, circa 800 milioni di persone non hanno abbastanza cibo per sopravvivere. Questi due aspetti rendono necessario trovare delle soluzioni. Così nasce il Frigo Solidale promosso da una città spagnola di circa 29.000 abitanti, Galdakao.

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Il Frigo Solidale è un’idea tanto geniale quanto semplice che sposa una duplice battaglia, ossia combattere gli sprechi alimentari e aiutare i più bisognosi.
L’ideatore è Alvaro Saiz, il capo dell’Associazione dei Volontari di Galdakao. “L’idea del Frigo Solidale è nata con il diffondersi della crisi economica, quando la televisione ci mostrava le immagini di persone alla ricerca di cibo all’interno dei cassonetti. Tutto ciò non era assolutamente dignitoso e mi ha fatto pensare a quanto cibo invece noi sprecassimo”.
Dopo aver ottenuto i permessi di sicurezza dalle autorità locali, Saiz, nell’aprile 2015, aprì le porte del suo Frigo Solidale, installato su una strada pubblica, dove chiunque può quindi donare o prendere avanzi di cibo. “Questa non è carità. Si tratta di recuperare alimenti che altrimenti finiscono nella spazzatura, non importa chi lo prende. Anche Julio Iglesias può fermarsi e prendere il cibo. Alla fine della giornata si recupera il valore dei prodotti alimentari, lottando contro i rifiuti”, ha detto lui stesso al The Guardian.
COME FUNZIONA IL FRIGO SOLIDALE

La rivista Natural Product Reports è andata a vedere cosa ci fosse dentro: il Frigo Solidale era pieno di verdura fresca – pomodori, cetrioli, zucchine- proveniente dal giardino di una comunità locale, e poi cartoni di latte non aperti e barattoli di lenticchie e cibo per bambini. C’erano anche le “Pintxos”, un piatto tipico basco, ancora confezionate e con l’etichetta di scadenza, provenienti da un bar locale. Ma soprattutto tutti i prodotti erano etichettati con la data in cui sono stati lasciati in frigo.
Ovviamente, infatti, ci sono alcune regole da rispettare su ciò che non può essere donato: niente carne cruda, pesce o uova e qualsiasi cosa oltre la sua data di scadenza. Il cibo fatto in casa è accettato, ma deve riportare l’etichetta che indica quando è stato fatto.
A controllare che il cibo all’interno del Frigo Solidale sia conforme alle regole stabilite sono preposti i volontari che, ad oggi, non hanno mai dovuto eliminare nulla e che, soprattutto, non hanno mai dovuto far fronte neanche ad atti di vandalismo.
Il Frigo Solidale in appena 2 mesi di attività ha recuperato dai 200 a 300 chilogrammi di cibo.
DIFFUSIONE

Il Frigo Solidale di Saiz è stato copiato in altre parti della Spagna e successivamente ancora da altre zone del mondo. Nella Spagna meridionale, anche la città di Murica si vanta ora del proprio frigorifero solidale, così come ha riportato il The Guardian. Lo stesso giornale ha riportato che Saiz ha ricevuto chiamate dalle comunità di molti paesi, addirittura dalla Bolivia, perché molte persone sono interessate a realizzare una simile operazione.

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