Biologico e partecipato arriva il Wwoof in Maremma

Per alcuni la vacanza può essere un ottima occasione per viaggiare, imparare cose nuove e adeguarsi a nuovi stili di vita. Claudio Pinzauti ed Erica Mugnai dell’agriturismo biologico Sant’Egle lo hanno capito e lo scorso inverno a Sorano in Maremma hanno inaugurato in quella che era un’antica dogana al confine tra Toscana e Lazio una struttura ricettiva che offre ai suoi ospiti diverse possibilità di passare il tempo libero totalmente immersi nella natura.
Una di queste si chiama Wwoofing e consiste in uno scambio: gli ospiti che desiderano fare questa esperienza si offrono di imparare o di mettere a disposizione le loro conoscenze per coltivare la terra o semplicemente dare una mano in cambio di vitto e alloggio. Per farlo occorre essere soci di Wwoof un’associazione internazionale nata negli anni 70 in Inghilterra il cui acronimo in italiano significa opportunità globali in fattorie biologiche. Lo scopo è quello di promuovere e sostenere nel mondo l’agricoltura biologica e la biodiversità oltre a proporre un modo alternativo di viaggiare: non basato sulla logica del consumo ma dello scambio. La tessera costa 25 euro all’anno e fornisce agli associati la copertura assicurativa per eventuali infortuni in tutte le aziende convenzionate. In Italia si contano circa poco più di un migliaio di volontari ma esiste una fitta rete di aziende biologiche che fanno parte dell’associazione. L’agriturismo biologico di Erika e Claudio fa parte di questa rete e attorno ad esso si estendono tre ettari di terreno dove sono stati piantati alberi da frutto e diversi tipi di ortaggi. L’agriturismo è dotato di tutti i confort e di una cucina rigorosamente bio adatta a soddisfare le esigenze di vegetariani e vegan. Durante il corso dell’anno inoltre si tengono varie iniziative, culturali e sportive. “Siamo aperti da circa 6 mesi e abbiamo avuto circa 2-3 persone ogni mese. Quelli che arrivano da noi e sanno già ciò che facciamo e ci scelgono proprio per questo” Spiega Claudio Pinzauti che segue personalmente i volontari. 
“La logica del wwoofing si basa sullo scambio di conoscenze ed esperienze – continua Claudio che ha fatto questa esperienza per 10 anni – alcuni sono ancora inesperti, altri invece su alcune cose ne sapevano più di me”. Nell’orto di Sant’Egle si tutela anche la biodiversità attraverso la riscoperta di alcune colture locali oggi scomparse. “Grazie all’aiuto di alcuni anziani del luogo e il supporto di una rete a livello nazionale come i custodi di Semi siamo riusciti a coltivare nel nostro orto le zucche a tralcio” spiega Claudio.
L’obbiettivo è quello di riuscire in un prossimo futuro a soddisfare il fabbisogno alimentare, dell’azienda e di essere auto sostenibili dal punto di vista dell’energia e dei rifiuti.  Intanto si è creata una rete di contatti con altri agriturismi bio attraverso la quale i prodotti eccedenti vengono scambiati con quelli mancanti. A sant’Egle come si legge nella mission aziendale è stata fatta una scelta di vita, molti altri progetti verranno realizzati ma ancora siamo solo all’inizio.

Per Info: Agriturismo Sant’Egle, Case Sparse Sant’Egle,18 – Sorano  (Gr) www.agriturismobiologicotoscana.it    

 

Letizia Materassi

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

3 × due =