Biogas: dalla Scozia il Whisky che non inquina

Nelle distillerie della Scozia è partita la rivoluzione dell’energia verde. Nell’isola di Islay nelle Ebridi una distilleria attiva dal 1881 sta conducendo un progetto pionieristico che ridurrà notevolmente la produzione di anidride carbonica convertendo il residuo del fermento del malto del whisky in biogas.

Il processo innovativo consiste nell’utilizzo di batteri che vengono nutriti in assenza di ossigeno da crescenti quantità di fermento di malto. Essi non potendo assorbire totalmente la sostanza trasformano il lievito di malto in gas metano che andrà ad alimentare la distilleria.

Il principio che sta alla base non è nuovo, pare che la scoperta sia dello scienziato irlandese Robert Boyle vissuto nel 17° secolo. Questa soluzione chiamata digestore anaerobico permette alla distilleria Bruichladdich di essere autosufficiente dal punto di vista energetico.

La distilleria di Islay è riuscita a mettere in atto questo procedimento e renderlo fattibile realizzando un sistema di digestione miniaturizzato la cui installazione è costata 275 mila sterline ma che permette un risparmio di circa 150 mila sterline l’anno tra elettricità e smaltimento rifiuti.

Il quotidiano britannico the Indipendent riportando questa notizia ha messo in evidenza che l’industria del whisky è il settore produttivo a più alto contenuto di anidride carbonica rispetto alle altre produzioni di cibo e bevande. Non ci sono dati ufficiali su quanta Co2 viene emessa per produrre una bottiglia di whisky ma possiamo farci facilmente un’idea se si pensa che sempre secondo la testata britannica per produrre una bottiglia di birra si emettono fino a 900g di anidride carbonica.

Info:  www.bruichladdich.com

Fonte:  www.independent.co.uk

 

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