Vino biologico toscano

Mille anni. Da tanto esiste Badia a Coltibuono, l’Abbazia del buon raccolto, un ex complesso monastico dei vallombrosiani del 1051, trasformato prima in fattoria e poi in azienda nel XIX secolo quando fu acquistato, nel 1846, da Michele Giuntini, banchiere fiorentino, antenato degli attuali proprietari, la famiglia Stucchi Prinetti. E’ dopo la seconda guerra mondiale che l’azienda, sotto Piero Stucchi Prinetti, ha iniziato quel percorso di modernizzazione, iniziando ad imbottigliare e vendere sul mercato nazionale ed internazionale il miglior Chianti Classico della tenuta e l’olio extravergine di oliva, portandola a diventare quel che è oggi: una realtà imprenditoriale articolata che comprende due linee di produzione di vino biologico, l’olio di oliva extra vergine, un ristorante, un negozio al dettaglio di prodotti tipici e l’agriturismo (otto camere ricavate nelle ex celle dei monaci, appartamenti e psicine).
Tutto rigorosamente all’insegna dell’agricoltura  biologica. Adesso l’azienda, 924ettari, viene portata avanti dai figli di Piero: Emanuela, che si occupa di Pubbliche relazioni e marketing (nel 2000 la prima donna ad essere eletta presidente del marchio storico del Chianti Classico), Paolo che segue il ristorante, Guido che si occupa dell’ospitalità, del wine resort e dei corsi di degustazione e Roberto, che si occupa dell’esportazione dei prodotti: “La tradizione di famiglia – racconta Roberto Stucchi Prinetti – ha svolto un ruolo fondamentale. Basti pensare che fin dalla seconda metà dell’800, quando gli antenati della famiglia Stucchi – Prinetti arrivarono a Badia a Coltibuono, fu intrapresa una politica di potenziamento della produzione agricola, impiantando nuovi vigneti e nuove olivete. Possiamo dire che il successo di Badia a Coltibuono, iniziato agli inizi del secolo scorso con le prime esportazioni negli Stati Uniti, si è consolidato nel dopoguerra con la visione imprenditoriale di Piero Stucchi Prinetti, il padre degli attuali proprietari”. L’importanza della tradizione è alla base della scelta di una agricoltura assolutamente biologica, un fatto di cultura, di rispetto, passione, che concepisce il vino come autentica espressione del luogo. La salute delle viti si basa su inerbanti controllati, sostenute con pali di castagno locale e concimati con prodotti solo organici; il bosco, 800 ettari, è una oasi verde ricca di fauna. Tutto dunque nel rispetto dell’ambiente, dei ritmi biologici della natura: “Senza dubbio – continua Roberto – una scelta convinta e ponderata. Una scelta che alla lunga ci sta dando ragione. L’esperienza ci sta mostrando che i nostri prodotti, il nostro vino Chianti Classico e l’olio extravergine di oliva, stanno guadagnando un’ identità ancora più forte, in crescita. Nei tempi lenti dell’agricoltura, man mano che queste scelte si palesano e prendono peso, vino e olio stanno raccogliendo sempre maggiori consensi e riconoscimenti: la loro qualità è in costante miglioramento. Si impongono e sono apprezzati perchè rappresentano con forza e autenticità la loro origine, sono amati perchè questi profumi e colori appartengono solo a queste “ruvide” colline chiantigiane e col gusto hanno il potere di ricreare le mille immagini delle bellezze uniche, inimitabili di questa nostra regione”. Un occhio dunque al passato, e un occhio anche al futuro: “L’obbiettivo è quello di collegare in modo sempre più marcato l’attività agricola a conduzione biologica con le attività agrituristiche che comprendono  corsi di cucina, affitto appartamenti e B&B, degustazioni, visite alle cantine ed attività culturali, come la recente mostra sul “Santurario degli artigiani etruschi” ritrovato nel villaggio di Cetamura, sulle colline che sovrastano Badia a Coltibuono”.

Badia a Coltibuono, Loc. Badia a Coltibuono, Gaiole in Chianti (SI) Italy

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