Come preparare l’orto e il giardino per la primavera
Vangatura, sarchiatura, fertilizzanti, ammendanti e concimazioni: la guida pratica per preparare l’orto e il giardino alle coltivazioni della bella stagione

In questo periodo sembra che la campagna ancora dorma. Un bravo contadino, invece, non può riposare mai.

Oltre alla programmazione delle future semine e alla progettazione del nuovo orto bisognerà potare siepi e arbusti, soprattutto nelle zone con temperature miti, e pulire, vangare, sarchiare e concimare il terreno per le fioriture estive. Infine, ci si potrà dedicare, solo con luna calante, alla raccolta delle marze per innesto e alla preparazione degli impianti primaverili nei frutteti.

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LA VANGATURA

È questa la pratica madre di tutti i lavori di preparazione del terreno, molto impegnativa (mediamente un uomo vanga 10-20 m2 all’ora) ma indispensabile, si effettua annualmente dopo il raccolto o entro febbraio, quando il suolo non è gelato e mai nei periodi di forti piogge.

Questa pratica si espleta col terreno in tempera (la terra si sbriciola senza alterarne la struttura) con una vanga quadra se il terreno è già lavorato, a punta se argilloso oppure in alternativa la si esegue con una moto zappa (informatevi in zona perché si affittano).

Si procede facendo una prima fossa di circa 30 cm (un po’ più nei terreni argillosi) e mettendo in una carriola la terra estratta che colmerà l’ultima fossa a fine vangatura.

È questo il momento in cui è possibile stendere letame, concimi e altri ammendanti.

Quindi, si preleva uno strato di terreno della fila successiva, scavando una fossa e rigirando le zolle sul fondo dello scavo precedente e coprendo i fertilizzanti anche con eventuali piante esauste ed erbacce che concimeranno le nostre future colture.

L’ultima fossa scavata, infine, dovrà essere riempita con la terra estratta all’inizio, che è stata messa da parte nella carriola.

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AVVERTENZE E CAUTELE SULLA VANGATURA

Durante queste operazioni è bene eliminare vecchie radici e sassi ed eventualmente mescolare il nostro compost o il nostro humus di lombrico con una forca da utilizzare con attenzione.

In caso di terreno argilloso o quando si necessita di una buona concimazione si effettuerà una doppia vangatura, operazione questa che va fatta con cautela, per non sconvolgere gli equilibri naturali, interrando la sostanza organica, facendo attenzione mentre si procede a non calpestare la zona già vangata e frantumando con il fianco della vanga eventuali zolle molte grandi.

Tra gli ammendanti o i concimi, indispensabili per correggere e arricchire il nostro terreno, segnaliamo anche anche la cenere purché priva di inquinanti chimici.

I concimi si distribuiranno in ragione di 4-5 kg/m2 ma i fattori che influenzano la nutrizione delle nostre coltivazioni sono davvero tanti, risulta quindi difficile stabilire la tipologia e le esatte quantità di concime da applicare, ogni orto infatti è unico e solo chi se ne prende cura può trovare i giusti accorgimenti.

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BENEFICI DELLA VANGATURA

La vangatura, eliminando radici ed erbacce, rappresenta un valido aiuto diserbante, facilita la decomposizione delle piante che dalla superficie sono state portate in profondità, libera la terra dai sassi, ossigena il terreno smuovendolo e rappresenta il momento giusto per arricchirlo con concimi ed ammendanti.

L’azione dell’acqua e del gelo, poi, frantumando il terreno lo rende friabile (soprattutto nei terreni argillosi e compatti) e adatto ad accogliere le nuove radici, predisponendolo quindi alla successiva semina primaverile.

L’effetto benefico della vangatura potrebbe essere maggiore effettuando questa pratica a fine autunno, offrendo quindi ai concimi un tempo maggiore per espletare i propri benefici.

Ciononostante, eseguire la vangatura in queste settimane, durante le quali si registrano le temperature più rigide, dona ai nostri suoli altri giovamenti: il ribaltamento delle zolle di terra porta in superficie i parassiti che verranno uccisi dal freddo, il maggiore potere drenante dei terreni scoraggia il proliferare delle crittogame, infine, la pratica della vangatura, se il terreno non è gelato, è di supporto alla lotta contro le infestazioni di roditori.

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LA TEORIA ALTERNATIVA ALLA VANGATURA

Anche sulla vangatura ci sono due scuole di pensiero.

Quella che illustreremo ora è altrettanto valida ma opposta: lasciare le piante esauste nel terreno, difendono quest’ultimo da freddo e pioggia e ne proteggono i microrganismi, responsabili della decomposizione degli elementi organici in esso contenuto.

Questa teoria è ancora più valida quando il terreno in questione è stato coltivato con piante appartenenti alla famiglia delle leguminose, che se lasciate fino a primavera rilasciano l’azoto agglomerato nelle radici, rendendo il suolo più fertile.

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GLI AMMENDANTI

Abbiamo visto che durante la vangatura possiamo aggiungere gli ammendanti, preziosi alleati dell’agricoltore, che migliorano la pastosità del terreno.

Gli ammendanti sono sostanze impiegate per migliorare le caratteristiche chimiche, fisiche, microbiologiche e meccaniche dei terreni e quindi la loro ottimale abitabilità.

Simili ma diversi dai correttivi (sostanze che aggiunte al terreno ne modificano positivamente il ph) saranno distribuiti dopo una superficiale lavorazione del terreno spargendoli e livellandoli a strati, quindi si mescoleranno rigirando il terreno che si lascerà a riposo, prima di spianarlo definitivamente in fase di pre-trapianto, sempre con l’aiuto di una vanga e di un rastrello.

Gli ammendanti ammessi in agricoltura biologica sono ovviamente organici e naturali: la sabbia da costruzione che riducendo la compattezza del terreno ne migliora il drenaggio, la composta vegetale che arricchisce il terreno di materia organica, la torba e il letame che apportano gli stessi benefici dei primi due, la segatura che potenzia l’aerazione del terreno e quindi il drenaggio, la calce, ricca di magnesio che abbassa l’acidità del terreno e la composta di foglie che ne migliora la struttura.

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LA CONCIMAZIONE

Una pianta in salute è una pianta più resistente agli attacchi climatici e parassitari.

Per ottenerla è importante avere un buon terreno fertile, ricco e sano.

Il migliore è quello di medio impasto, in grado di trattenere l’acqua senza impregnarsi ed è caratterizzato dalla presenza di materia vegetale decomposta o in decomposizione, è ricco di sostanza organica e di elementi nutritivi utili per le nostre coltivazioni.

I concimi forniscono alle colture gli elementi chimici, che ne potenziano la fertilità e che sono necessari alla pianta per un prospero svolgimento del ciclo produttivo.

La concimazione deve essere effettuata prima di seminare o trapiantare come concimazione di base, o durante la coltivazione come concimazione di copertura.

Vediamo la prima.

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LA CONCIMAZIONE DI BASE

La concimazione di base apporta sostanza organica e minerali, è potenziata, come abbiamo visto, dalla vangatura che porta in profondità le piante presenti in superficie le quali a loro volta, decomponendosi, concimano le successive.

Anche il letame è un ottimo concime, forse il migliore soprattutto se equino, l’importante è che sia maturo o essiccato e preferibilmente steso prima della vangatura.

Data la sua azione lenta, la difficile reperibilità ed il costo può essere sostituito dal compost che però a sua volta non può sostituire il concime minerale che invece deve essere mescolato alla terra.

Il concime minerale deve essere ricco soprattutto di fosforo e potassio ma povero di azoto nitrico in quanto poiché questo ultimo elemento è caratterizzato da liscivazione e volatilizzazione, se dato in questa fase, prima della coltivazione, il rischio che possa essere trasportato in profondità dall’acqua e quindi disperso prima di essere completamente assorbito dalle colture è maggiore.

Il problema relativo all’azoto può essere eluso grazie alle leguminose che fissano e rilasciano un naturale apporto di nitrogeno.

La sigla di questo concime minerale complesso è NPK, dal simbolo chimico degli elementi impiegati che insieme a magnesio e calcio rappresentano i macroelementi e quindi i nutrienti principali delle nostre piante.

Ora si potrà seminare o trapiantare o comunque iniziare a seminare in semenzaio per avere piantine come basilico, zucchine e spinaci, pronte in primavera.

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AVVERTENZE SULL’ACQUISTO DI FERTILIZZANTI

Anche quando si comprano dei fertilizzanti vale la regola che la qualità costa. Affidarsi a un’azienda produttrice di comprovata moralità e a un negoziante di fiducia è di estrema importanza. Le frodi in questo settore, come in quello alimentare, non sono infrequenti e il danno che potete subire, per esempio, è di acquistare un concime o un ammendante con titoli inferiori rispetto a quelli dichiarati e di cui avreste bisogno, oppure contenenti materiali organici di scarsa qualità o non consentiti in agricoltura biologica.

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