Una scuola galleggiante con pannelli fotovoltaici
La costruzione dell’architetto nativo Kunle Adeyemi migliora le condizioni di vita dei bambini e avvia le popolazioni costiere dell’Africa a un migliore rapporto con l’ambiente

Il futuro dell?Africa è trasparente. Come l?acqua. A Makoko, in Nigeria, un architetto locale ha costruito una scuola sull?acqua e non ha intenzione di fermarsi qui: l?obiettivo finale è realizzare un gruppo di case galleggianti con accesso alle dotazioni sanitarie e all?acqua pulita e strutture per lo smaltimento dei rifiuti. Il futuro dell’Africa è trasparente. Come l’acqua. A Makoko, in Nigeria, un architetto locale ha costruito una SCUOLA sull’acqua e non ha intenzione di fermarsi qui: l’obiettivo finale è realizzare un gruppo di case galleggianti con accesso alle dotazioni sanitarie e all’acqua pulita e strutture per lo smaltimento dei RIFIUTI.

Tutto è iniziato nel 2009 con un viaggio a Makoko, un sobborgo della capitale nigeriana Lagos sviluppato sull’acqua. L’architetto Kunle Adeyemi ha visitato questa area di 250mila abitanti che vivono case costruite su palafitte e usano le canoe come principale mezzo di trasporto. Per la comunità di Makoko quindi la vita sull’acqua non è nulla di nuovo. Abituate a galleggiare, in tutti i sensi, tutte le generazioni hanno dovuto fronteggiare alluvioni e alte maree distruttive del Golfo di Guinea.

E allora perché non costruire una scuola galleggiante? Questo è stato il primo pensiero di Adeyemi vedendo le condizioni di vita degli abitanti di Makoko. Con poco più di 6mila dollari l’architetto ha sostituito l’edificio scolastico frequentato dagli alunni della comunità sull’acqua con una nuova costruzione galleggiante. Il fabbricato, che ospita cento studenti, galleggia grazie a 256 barili di plastica, e ripara dal sole e dalla pioggia con una struttura di legno locale. L’elettricità è stata ricavata montando sul tetto dei pannelli solari, mentre l’acqua delle toilette da una cisterna di raccolta dell’acqua piovana.

Progetti come questo potrebbero avere un seguito lungo i Paesi costieri dell’Africa. “La costruzione – spiega l’architetto – si può adattare a qualsiasi impiego, anche come casa oppure ospedale, secondo una visione di sviluppo sostenibile adatta alle comunità costiere africane”. Mentre il governo è riluttante a instaurare dimore fisse per i numerosi stanziamenti delle città sull’acqua, un tentativo di sostegno è arrivato dalle istituzioni locali. Negli ultimi anni, nei dintorni di città come Lagos, sono stati avviati interventi di recupero e bonifica dell’acqua dai fondali oceanici usando delle pompe da terra. Data la frequenza di tempeste e di alte maree, la strategia di Adeyemi potrebbe funzionare per ribaltare l’approccio degli africani nei confronti dell’acqua: utilizzarla a proprio vantaggio per lo sviluppo dell’intero Paese, invece di combatterla ed esserne regolarmente sconfitti.

Info: thecultureist

 

 

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