Scrigno toscano nel Chianti Classico

“Guarda, io sono un campagnolo: e vuoi sapere qual è l’angolo della terra, la volta del cielo, che mi fanno vivere così beato? Il luogo si chiama, dai vigneti di Bacco e dal più fiorente mese dell’anno, Vignamaggio”. Così scriveva nel 1659 tal Valerio Chimentelli ad Alessandro Strozzi. La villa, annoverata nell’albo delle “Residenze Storiche d’ Italia”, risale al XIV secolo, per opera della nobile famiglia dei Gherardini, a cui apparteneva la donna più famosa al mondo, la Monna Lisa, altrimenti meglio conosciuta come ‘La Gioconda’ di Leonardo da Vinci.
La valle che compare nel celebre dipinto è quella che si vede dalle sue finestre. “Un’avventura – così la descrive Gianni Nunziante, il creatore della azienda – e un’esperienza che dura ormai da quattro lustri, con immutata passione. Vignamaggio è un piccolo scrigno rinascimentale, dalle linee pure e semplici, situato in una cornice che è molto prossima a quella della sua nascita”. Particolare attenzione viene data alla cura dei clienti. Qui, nel cuore del Chianti Classico fiorentino, dove l’arte del vino viene praticata dal 1404, le vigne non servono solo a produrre uno dei più famosi vini al mondo, ma viene offerto una full immersion all’insegna del suo frutto, l’uva, e dei suoi estratti, utilizzati come prodotti cosmetici. Potrete vivere l’esperienza unica di un bagno caldo al vino Chianti e il massaggio con olio di vinaccioli, oltre a tutta una serie di trattamenti di bellezza, antistress, decontratturanti basati sui prodotti che la natura dell’agriturismo offre. Per l’ospitalità Vignamaggio, offre due antichi casali, Casolese e Cenobio, pertinenti e adiacenti alla Villa quattrocentesca: “Le proprietà dell’uva – racconta Arianna, la responsabile dell’area benessere di Vignamaggio – sono note fino dall’antichità. Possiede diverse proprietà farmacologiche che aumentano la resistenza dei vasi sanguigni migliorando la microcircolazione e impedendo la distruzione degli elementi fondamentali dei tessuti e della pelle, causata dai radicali liberi”. “Gli ospiti dell’agriturismo – spiega Grazia Nunziante – si affacciano sui vigneti e possono osservare le varie pratiche agricole, godendo in pieno della vita della campagna. Se lo desiderano, possono partecipare alla vendemmia. Un itinerario naturalistico nel giardino all’italiana della Villa indica le diverse varietà botaniche presenti, alcune secolari. Sono previste escursioni a cavallo e gite in mountain bike immerse nella natura chiantigiana”. La ‘cornice’ di Vignamaggio, il bene più prezioso, viene difesa con pratiche ecologiche: “Uno – continua Grazia – è la fitodepurazione. Consiste nell’immettere i reflui in una vasca piena di ghiaia sulla quale vivono piante acquatiche. Il film di batteri che si forma sulla superficie della ghiaia, insieme all’azione delle radici, depurano le acque di scarico fino a renderle adatte alla immissione in corsi d’acqua o al recupero per fini irrigui. Pannelli solari forniscono l’acqua calda all’agriturismo di Casolese. Infine le trappole a feromoni per il monitoraggio della tignoletta dell’uva; un sistema naturale per stabilire il momento migliore per un eventuale trattamento. L’azienda sta avviando una selezione massale delle varietà di Sangiovese più antiche, al fine di preservare il patrimonio genetico delle varietà antiche e preesistenti. Nell’agriturismo e nei vigneti particolare attenzione è rivolta allo smaltimento differenziato dei rifiuti”. 

Villa Vignamaggio –  Greve in Chianti (FI) Italy – Via Petriolo 5 Tel. +39 055.85.46.61. www.vignamaggio.it

Leonardo Colapietro

 

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