C’è la crisi agricola? Aspettiamo il “reddito minimo”. Lo chiede Maracchi
Si è svolto ieri in Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze l’incontro, organizzato da Regione Toscana e Accademia dei Georgofili, su: “Le filiere cerealicole in Toscana, problematiche attuali e prospettive future”.

“Intervengano il governo e l’Ue a tutela delle produzioni cerealicole, anche attraverso la costituzione di un fondo da cui attingere nei periodi di crisi”, questo è stato l’appello lanciato dal presidente della Regione Enrico Rossi, intervenuto al convegno.
Anche l’Assessore Marco Remaschi ha sostenuto la necessità di “passare dalla coltura del cereale ad una cultura della filiera che possa mettere insieme tutti gli attori coinvolti”.

CEREALICOLTURA IN CRISI

“La cerealicoltura in Toscana – ha detto – interessa tanti aspetti: storia, cultura, lavoro. Ma poi bisogna essere realisti e capire come facciamo a far mantenere le produzioni agricole quando a livello globale i prezzi crollano, anche del 30-40%. Dobbiamo mettere insieme chi fa produzione primaria, chi trasforma, chi commercializza e chi promuove, soprattutto avvalendoci del brand Toscana, conosciuto a livello planetario.

Diventa importante lavorare sull’aspetto del consumo consapevole, in modo che l’aspetto salutistico si coniughi con quello economico e quindi alla disponibilità a pagare qualcosa in più per determinati prodotti. Non è assolutamente facile ma diventa necessario altrimenti la filiera sarà lasciata a sé stessa con una continua perdita di superfici coltivate”.

REDDITO MINIMO DI FILIERA

Il Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Giampiero Maracchi ha proposto “di trovare una soluzione per la crisi del settore agricolo attraverso l’istituzione di un reddito minimo di filiera, come avviene in altri Paesi.

Occorre anche essere tutti disposti a fare un sacrificio, magari comprando qualcosa meno ma spendendo qualcosa in più”.

 

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