Lotta biologica alla processionaria del pino e della quercia
La processionaria del pino è un parassita pericoloso per alcune coltivazioni arboree. Vediamo come intervenire con mezzi biotecnologici: con i batteri entomopatogeni, con le trappole di feromoni oppure, nella quercia, con il coleottero carabide calosoma sycophanta

La processionaria del pino è un lepidottero che, nella fase larvale precedente lo sviluppo completo dell’insetto, si dispone in fila indiana e danneggia alcune coltivazioni arboree. Questo parassita procura notevoli danni alle foglie, fino a compromettere la vita stessa della pianta. Le larve, attive defogliatrici, presentano peli urticanti che a contatto con il derma o con le mucose dell’uomo e degli animali possono scatenare gravi reazioni. La lotta a questo fitofago non solo è obbligatoria ma è anche disciplinata da regolamenti comunali.

LA PROCESSIONARIA DEL PINO, DEL LARICE E DEL CEDRO

La Processionaria (Thaumetopoea pityocampa Schiff.) è un lepidottero dannoso per il pino (colpisce le moltissime specie appartenenti al genere Pinus), per il larice (Larix europaea) e il cedro. Questo parassita forma i suoi nidi in cima alle piante, avvolgendo numerosi aghi con morbidi fili sericei misti a escrementi. Le larve, di colore rossastro e ricoperte di peli, raggiungono la maturità a giugno e rodono le foglie producendo danni così gravi da compromettere la stessa vitalità delle piante. Questo fitofago nella fase larvale procede sempre in fila indiana formando lunghe e tortuose catene come in una processione, da cui il nome, e il suo incrisalidamento ha luogo nel terreno alla fine di aprile. Gli adulti, invece, hanno le ali anteriori di colore grigio bruno e addome di colore arancio. Questi sfarfallano in luglio, periodo durante il quale avviene anche l’accoppiamento e l’ovideposizione. Le giovani larve iniziano la loro attività defogliatrice in agosto, scheletrizzando le foglie e costruendo i nidi estivi, dove trovano riparo durante il giorno. Con l’inizio della stagione fredda le larve di questo pericoloso lepidottero, che sviluppa una generazione all’anno, costruiscono i nidi invernali dove sverneranno.

LA PROCESSIONARIA DELLA QUERCIA

La processionaria (Thaumetopoea processionea L.) che colpisce le specie appartenenti al genere Quercus differisce da quella del pino per l’ibernamento allo stato di uovo, che inizia a schiudersi verso la fine di aprile. I nidi contengono i noti peli urticanti e solitamente si trovano vicino al suolo. Per questa ragione potrebbero essere facilmente raggiungibili da cani e bambini con conseguenze anche gravi date da infiammazioni e reazioni allergiche. Le larve, che compaiono in giugno, si presentano di colore grigio e riscoperte di peli, sono attive nelle ore notturne, si muovono in processione e sono facilmente visibili sui tronchi dalla primavera all’inizio dell’estate. Il danno provocato dalle larve è dato dalla defogliazione anche completa della pianta ospite, che porta a gravi squilibri fisiologici e conseguente indebolimento della stessa. Le larve maturano a partire dalla fine di giugno. Gli adulti sono farfalle che compaiono tra la fine di luglio e agosto, si presentano con ali anteriori di tonalità grigia e addome ricoperto da una fitta peluria.

PROCESSIONARIA DEL PINO COME COMBATTERLA

La lotta biologica alla processionaria detta del pino è di due tipi: meccanica e con mezzi biotecnologici. L’intervento meccanico consta nella raccolta manuale dei nidi entro marzo e nella loro successiva distruzione. Bisognerà fare molta attenzione a non inalare i peli urticanti e a non venirne a contatto. Una soluzione di lotta alternativa, prevede il ricorso al più famoso dei batteri entomopatogeni: il Bacillus thuringiensis.

IL BACILLUS THURINGIENSIS SSP. KURSTAKI

L’intervento con il Bacillus thuringiensis utilizzato come insetticida microbiologico, avviene con irrorazioni sulle giovani larve e sulla chioma. Il Bacillus Thuringiensis Berliner è un batterio a forma di bastoncino descritto agli inizi del 1900 dal tedesco Berliner. Ad oggi sono stati individuate oltre 80 subspecie o varietà. Il Bacillus Thuringiensis agisce per ingestione a seguito della quale si attiva una tossina che nel caso del subspecie Kurstaki, quella attiva sui lepidotteri, paralizza la muscolatura intestinale e l’apparato boccale delle larve di processionaria, che smettendo di nutrirsi muoiono entro 5 giorni. Il Bacillus Thuringiensis deve essere applicato immediatamente nella fase di schiusura delle uova e su larve giovani. L’applicazione deve essere effettuata con piante asciutte, preferibilmente di sera e in assenza di pericolo di precipitazioni. Le dosi d’impiego vanno da 5 a 40 gr per 100 mq di coltura, a seconda dei ceppi utilizzati e della concentrazione dei formulati. Questo batterio si trova in commercio sotto varie forme e l’applicazione viene effettuata con atomizzatori e pompe a spalla. Il Bacillus Thuringiensis, nonostante sia uno degli insetticidi più selettivi in commercio e quindi innocuo per gli insetti utili, è un prodotto irritante, non miscibile con poltiglia bordolese o con altre sostanze a reazione alcalina.

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IL COLEOTTERO CARABIDE CALOSOMA SYCOPHANTA CONTRO LA PROCESSIONARIA DELLA QUERCIA

L’uso di questo coleottero nella lotta biologica fu sperimentato da un geniale professore di fisica dell’Università di Toulouse, Jean Pierre Thomas Boisgiraud, che intorno al 1840 liberò alcuni esemplari in un viale di pioppi di Poitiers per combattere la Lymantria dispar L. (la comune Bombice dispari) riportando risultati assolutamente positivi. Oggi questo iridescente e bellissimo coleottero è protetto in molti paesi, tra cui l’Italia, le cui Regioni possono disciplinarne la salvaguardia, come ad esempio la legge speciale n. 56 del 2000 della Regione Toscana. È pertanto di difficile reperibilità anche nelle biofabbriche specializzate. Ad ogni modo, in presenza di processionaria sarà lui a comparire perché ne è particolarmente attratto. Importante è quindi non allontanarlo sia a causa del liquido irritante che emette quando è in pericolo, sia soprattutto perché un adulto di questo coleottero può divorare anche 450 esemplari tra bruchi e crisalidi.

GLI ENTOMOFAGI CONTRO LA PROCESSIONARIA DEL PINO

Sono numerosi in natura gli insetti entomofagi utili nella lotta biologica alla processionaria. Tra questi ricordiamo le numerose specie del genere Formica L., presenti soprattutto sulle Alpi e le Prealpi e utili in grandi appezzamenti. Tra queste specie spiccano quelle del gruppo rufa, che si rinviene tra i 350 e 1900 mt. A questo gruppo appartengono altre specie quali: la polyctena (frequente a quote comprese tra i 700 e i 1800 mt, preferisce i boschi ricchi di abeti rossi), la lugubris (diffusa in tutto l’arco alpino, tra i 700 e i 2200 mt, colonizza i boschi in cui le specie dominanti sono l’abete rosso e il larice), l’aquilonia (meno diffusa ma altrettanto utile). L’impiego di queste specie entomofaghe contro la processionaria risale al 1949. La loro presenza è segnalata da grandi nidi scavati nel terreno e ricoperti di aghi di conifere. Queste specie sono protette con leggi regionali (Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino) che vietano l’asportazione, la detenzione e la commercializzazione di nidi, uova, larve e adulti, salvo autorizzazione del Corpo Forestale dello Stato al solo scopo di attuare programmi di lotta biologica. Vi sono anche altre specie entomofaghe utili nella lotta biologica alla processionaria quali: l’Erigorgus femorator, l’Imenottero Icneumonide, gli Imenotteri Calcidoidei, i parassitoidi oofagi, la Phryxe caudata, la Compsilura concinnata. Tutti difficilmente reperibili anche on-line.

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I REGOLATORI DELLO SVILUPPO CHITINO-INIBITORI

Anche questo è un insetticida biotecnologico che agisce per ingestione, ha azione ovicida e interferisce con il metabolismo dell’insetto, bloccandone la muta. Dovrebbe essere utilizzato durante l’ovideposizione, alla schiusura delle uova e in presenza delle giovani larve (in agosto per il pino), la formulazione è una polvere bagnabile le cui dosi sono di 50 gr/hl.

LE TRAPPOLE NEI GRANDI SPAZI

La tecnica con trappole sessuali e con ferormoni è molto utile nei grandi spazi. Consiste nella cattura dei maschi con conseguente deposizione di uova non fecondate da parte delle femmine. Queste trappole a forma di imbuto, si posizionano a partire da metà giugno e fino alla fine di luglio, a mezza chioma, ai margini delle coltivazioni e con una densità di 1 ogni 100 metri, avendo cura di rinnovare il principio attivo ogni 3-4 settimane.

OBBLIGO DELLA LOTTA ALLA PROCESSIONARIA: ORDINANZE COMUNALI E AMMENDE

La lotta alla processionaria disciplinata sin dal 1926, oggi è regolata dal D.Lgs. 214/2005 e dal D.M. 30/10/2007. Questi Decreti impongono al cittadino la lotta obbligatoria in quelle aree indicate dalle strutture regionali che svolgono le funzioni del Servizio Fitosanitario ed in cui è stabilito che la presenza dell’insetto minacci seriamente la produzione e la sopravvivenza del popolamento arboreo. I regolamenti possono prevedere sanzioni amministrative fino a 1000 euro; pertanto, sulla base del principio “ignorantia legis non excusat”, informarsi presso il proprio comune oltre che un dovere civico è soprattutto un obbligo.

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