Preparato Fladen da applicare dopo le lavorazioni primaverili
Il preparato Fladen così come perfezionato da Maria Thun è un composto organico di origine animale preparato con gusci d’uovo e basalto o in alternativa da lapilli L’evoluzione dell’agricoltura biodinamica dopo Steiner: i preparati biodinamici di nuova generazione. Leggi la guida!

Oggi prendiamo in considerazione il preparato Fladen. Come abbiamo visto nei mesi passati, in autunno anche grazie al riposo dell’attività aerea delle coltivazioni, la terra inspira, tutte le parti vegetali cadendo sul terreno che le accoglie stimolano l’accumulo di sostanze vitali, concentrando le forze della natura nel suolo.

Per l’agricoltura biodinamica questo processo è naturale e l’apporto che questo sistema produttivo offre è anche quello di facilitare la decomposizione e la successiva trasformazione di tutto questo materiale organico prodotto durante l’anno.

In primavera soprattutto, ma anche in autunno, lo sviluppo di funghi e batteri che possono compromettere un sano sviluppo della pianta è in agguato se questo processo di decomposizione non è controllato e armonizzato dall’uso di un formulato: il Fladen.

Il Fladen assieme al 500 compostato e alla cornoargilla sono alcuni esempi di preparati biodinamici di nuova generazione, frutto di studi di ricercatori e agricoltori alla luce delle nuove conoscenze in campo agronomico, sono volti soprattutto a contrastare le nuove problematiche legate al clima e all’ambiente.

Il Fladen, in particolare, è un composto organico frutto di sperimentazioni successive ai preparati steineriani a cui comunque si ispira e che è stato sviluppato da Maria Thun nel secolo scorso. Conosciamo le sue tante proprietà benefiche.

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USO E PROPRIETA’

Il preparato Fladen così come perfezionato da Maria Thun è un composto organico di origine animale preparato con gusci d’uovo e basalto o in alternativa da lapilli.

Il Falden può essere preparato in due formulazioni: classico e colloidale.

Quest’ultimo differisce dal primo per la presenza di argilla, di lapillo vulcanico, di cornunghia e per il doppio inserimento dei preparati da cumulo.

Il Fladen si presenta umido, morbido e simile all’humus, stimola la decomposizione del terreno e ne equilibra la struttura grazie al suo potere di arricchirlo di flora batterica e di armonizzare i vari ceppi batterici al suo interno.

Il Fladen inoltre previene i processi putrefattivi e stimola la presenza dei lombrichi e la formazione di complessi umici-argillosi, dà impulso ai preparati da cumulo, sostiene le piante in caso di stress o di ristagno idrico e armonizza la crescita dell’apparato radicale e aereo.

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ALTRI USI

Il preparato Fladen si utilizza: per favorire la ricolonizzazione dei microarganismi nei terricciati e nei substrati sterilizzati col vapore, in alternativa al cornoletame nei preparati biodinamici, come concime organico, allestito con tutti i preparati da cumulo, nel compost durante la formazione o mescolato con acqua in rapporto di 1:7. Non solo.

Il Fladen si irrora nel bagno di radice prima dei trapianti delle giovani piante, nel pacciame fresco, nei concimi verdi naturali, nella lettiera della stalla e nella pasta dei tronchi, ad esempio contro il marciume del colletto del melo per contrastare il quale si irrora in ragione di 15 litri di prodotto dinamizzato e mescolato con 20 kg di argilla, 10 kg di letame vaccino e alcuni litri di decotto di equiseto.

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PREPARAZIONE

Per preparare il preparato Fladen si scava una buca di 40 cm di profondità e 60 cm di diametro, la si riveste con bastoncini di betulla e la si riempie di letame vaccino fresco e compatto, privo di residui della lettiera, inoculato con i preparati per compost e riparato dalla pioggia.

Di questa preparazione la Thun ha perfezionato il metodo aggiungendo gusci d’uovo e basalto o in alternativa lapilli rimestati con una vanga per un’ora e riposti nel terreno in una scatola priva di fondo per circa otto settimane e comunque fino a quando il preparato diventa di consistenza colloidale e friabile, privo di odore di stallatico e di colore marrone scuro.

DOSI

Le dosi del preparato Fladen si attestano in 250 gr nella versione classica e 100 gr per quella colloidale, dinamizzati in 60 litri di acqua tiepida per ogni ettaro. Il Fladen si dovrà irrorare in gocce grosse, dopo il tramonto, col terreno in tempera, con un tasso igrometrico alto, seguendo il calendario di Maria Thun e pertanto in giorni di radici e foglie, in ragione di 2-3 volte a stagione.

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trova applicazione prevalentemente sull’apparato aereo delle piante (ma anche sull’apparato radicale) dove favorisce lo sviluppo di funghi quali Lecanicilliumlecanii, Beauveriabassiana,

DINAMIZZAZIONE DEL FLADEN

L’acqua utilizzata per la preparato Fladen avrà una temperatura di circa 30-40°C, dovrà essere preferibilmente piovana, priva di odori e non ristagnante da molto tempo. In caso di utilizzo di acqua pubblica è bene lasciarla a contatto con aria e luce per almeno 24 ore, in modo che i disinfettanti utilizzati abbiano il tempo di evaporare. Bisognerà sciogliere il preparato in un contenitore possibilmente cilindrico dinamizzando per 20 minuti, attraverso l’alternanza di energiche miscelazioni a mano o con l’aiuto di un bastone prima in una direzione e poi in quella opposta fino alla creazione di profondi vortici e infine distribuito entro entro un’ora.

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IRRORAZIONE DEL FLADEN

Il preparato Fladen si irrora a gocce grosse e rade, con pompe a spalla destinate esclusivamente alla distribuzione dei preparati biodinamici. In alternativa potete usare bioirroratori con una pressione inferiore 1,5 bar per evitare ricircoli, possibilmente leggeri e in rame, legno o acciaio. Prediligete, infine, giorni in cui ci sono state precipitazioni piovose e col terreno in tempera.

QUANDO USARLO

Il preparato Fladen dovrebbe essere distribuito dopo ogni lavorazione del terreno (concimazioni, potatura, ecc) e prima della semina o del trapianto, pertanto il periodo ottimale per l’irrorazione è da marzo fino a fine ottobre- primi di novembre. Ciononostante, i più esperti dovrebbero elaborare un proprio calendario, adattandolo alle proprie esigenze ma sempre subordinandolo ai ritmi cosmici.

CONSERVAZIONE

Il Fladen si conserva fino a 2 anni in contenitori di rame o vetro interrandolo e coibentandolo con torba di sfagno bionda e asciutta di 10 cm di diametro o eventualmente all’interno di una cassa di legno. Abbiate l’unica accortezza di compattarlo e umidificarlo, ricordando che la presenza di lombrichi è indice di buona conservazione del prodotto.

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AVVERTENZE

Il preparato Fladen non sostituisce i preparati da cumulo né il cornoletame, ciononostante ne è raccomandato l’uso nei suoli che per un anno non abbiano ricevuto la concimazione coi preparati. Importante è tenere presente che il Fladen perde la sua efficacia dopo due ore dalla dinamizzazione, pertanto è necessario distribuirlo entro un’ora dalla preparazione.

MARIA THUN

Maria Thun, il cui vero cognome è Jung, nacque in Germania nel 1922 da una modesta famiglia di agricoltori che le trasmisero il valore del duro lavoro nei campi. Avida di conoscenze, la giovane Maria crebbe accanto al padre il quale riusciva dalla semplice osservazione del cielo a prevedere i momenti migliori per la semina e che fu il suo maestro e la sua guida nell’osservare gli eventi naturali, buttando le basi per quello che sarebbe diventato il percorso professionale della figlia.

Durante la seconda guerra mondiale la giovane Maria fu chiamata al fronte in qualità di infermiera e lì si prese cura lungamente di un soldato ferito che sarebbe diventato in seguito il suo amato marito, Walter Thun.

Walter era un conoscitore dell’antroposofia e fu grazie alle sue amicizie condivise con la moglie e al loro trasferimento nella fattoria di famiglia dei Thun, divenuta presto fonte di sostentamento e luogo di sperimentazione e studio e la cui conduzione si basava sulla biodinamica, che Maria poté sperimentare le sue intuizioni diventando una pioniera del settore. Nel 1952 iniziarono i suoi esperimenti sul ravanello con un approccio steineriano che includeva quindi una stretta relazione tra le forze cosmiche e l’accrescimento delle piante ma da un punto di vista astronomico e planetario.

Fu però solo nel 1957 durante una conferenza di Günther Wachsmuth che la Thun osservò che lo sviluppo delle piante era condizionato dalle dodici costellazioni, lungo le quali il sole transita nel corso dell’anno. A seconda della posizione del Sole, della Luna e dei pianeti davanti allo zodiaco, infatti, le costellazioni mediano impulsi specifici che la pianta rende visibili con i suoi organi: segni di terra con la radice (toro, vergine e capricorno), i segni di acqua con la foglia (cancro, scorpione e pesci), i segni di aria (assimilabile alla luce) con il fiore e la parte aerea (gemelli, bilancia, acquario) ed i segni di fuoco (quindi il calore) col frutto (leone, sagittario e ariete).

In seguito Maria Thun ampliò i suoi studi e le sue sperimentazioni e nel 1963 elaborò il primo calendario per la semina. A partire da questo momento Maria pubblicò svariati esperimenti su altre coltivazioni che confermarono la sua teoria. Nel 1964 a causa delle sue preoccupazioni per gli alti livelli di Stronzio 90 iniziarono i suoi esperimenti con i preparati biodinamici. Fu in questo periodo che la Thun realizzò, congiuntamente a Ehrenfried Pfeiffer, alcuni preparati che arginavano la contaminazione radioattiva e dai cui studi nel 1972 poterono stabilire che le piante concimate con calcio e basalto erano difficilmente avvelenate dalle radiazioni.

Da qui la presentazione di un nuovo preparato che solo successivamente verrà chiamato preparato Fladen , che dimostrò che i campi trattati dopo il disastro di Chernobyl del 1986 avevano indici di contaminazione da Cesio 137 minori o nulli rispetto ai terreni non trattati. La Thun si dedicò anche allo squilibrio dettato dall’allevamento bovino intensivo, continuò a sperimentare e a studiare l’evoluzione del suo calendario ampliandolo ad altri aspetti che consideravano i ritmi planetari e si dedicò all’elaborazione e allo sviluppo di nuovi preparati.

Questa donna instancabile e dalla forte personalità dedicò tutta la sua vita allo studio e alla diffusione delle sue scoperte, viaggiando in tutto il mondo e tenendo corsi e conferenze, ricevendo numerosi riconoscimenti dal mondo scientifico e promuovendo una nuova concezione del mondo. Ci ha insegnato l’uso dei preparati biodinamici per il compost e soprattutto ci ha offerto gli strumenti per comprendere la relazione che esiste tra: qualità degli alimenti, qualità dei terreni, ritmo cosmico e azioni terrestri e ci ha indicato il modo di osservare la terra, riconoscere il momento propizio per lavorarla, comprenderne i ritmi e pertanto capire quando è pronta per essere fecondata.

Maria Thun è morta nel 2012 all’età di 90 anni, il suo lavoro continua attraverso nuove sperimentazioni e anche grazie al lavoro dei figli e del nipote. Il suo calendario, oggi tradotto in 27 lingue e al quale si ispirano centinaia di altre versioni prodotte nel mondo, è stato pubblicato ininterrottamente per 50 anni, sempre impreziosito da pitture ad olio eseguite dal marito Walter morto prematuramente e che indicano la relazione tra la materia fisica e le forze spirituali.

La foto di apertura è tratta dal blog paolopistis.it

 

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