Pomodoro coltivazione: nell’orto, in vaso e in serra
All’inizio si chiamava poeticamente mela aurea. Poi divenne pomo d’oro più semplicemente. Guida alla coltivazione del pomodoro nell’orto, in vaso e in serra con un elenco di varietà più conosciute.

POMODORO PIANTA
Il pomodoro utilizzato per la coltivazione alimentare è, secondo la botanica il Solanum lycopersicum (oLycopersicon esculentum secondo quanto stilato dal regolamento fitosanitario). E’ una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Solanaceae dai frutti famosissimi di colore rosso. La pianta è formata da un fusto dall’andamento strisciante, andamento da non assecondare alle nostre temperature perchè determina funghi e malattie. Le foglie grandi e lievemente pelose sono irregolari ma si distinguono per il caratteristico e tipico odore. Dal fusto si dipartono i ramoscelli da cui si sviluppano le infiorescenze e poi i preziosi frutti.
POMODORO COLTIVAZIONE IN CAMPO
Molte le modalità di coltivazione del pomodoro. La più diffusa è quella in campo aperto che si fa attraverso la semina o direttamente mettendo a dimora delle piantine. La semina in campo è una tecnica particolare da effettuare solo nei mesi più caldi e non ha sempre un risultato sicuro. Mentre la messa a dimora delle piantine si svolge solitamente nel mese di giugno dopo aver già concimato e lavorato il terreno e le si sistemano a una distanza di circa 30-40 cm l’una dall’altra e 60 cm tra solco e solco. La messa a dimora si consiglia effettuarla in fase crescente. Invece secondo il calendario biodinamico i pomodori andrebbero seminati due giorni prima della luna piena per avere un raccolto abbondante.
POMODORO COLTIVAZIONE ORTO
Nell’orto è sempre meglio mettere a dimora le piantine di pomodoro e non i semi. In uno spazio così ristretto sarebbe impossibile piantando semi di poter godere della bontà dei frutti in tempo. Le piantine vanno collocate in zone assolate direttamente in terra creando delle piccole buche nella zolla prescelta della dimensione adatta ad accogliere al meglio la piantina. Innaffiatele subito dopo averle messe a dimora. Ricordate che il pomodoro è rampicante e quando la piantina avrà raggiunto i 40 cm circa sarà necessario sostenerla con dei pali di circa un metro di altezza. Anche in questo caso la messa a dimora si effettuerà in fase crescente. Chi segue la disciplina biodinamica la messa a dimora è consigliata due giorni prima della luna piena.

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POMODORO COLTIVAZIONE IN VASO
Il pomodoro può essere coltivato anche in vaso. Unica attenzione è evitare il ristagno nei sottovasi. Basta allora fare attenzione e preparare vasi dal diametro compreso fra i 20 e i 30 cm. nel cui fondo sia stato inserito uno strato di palline di argilla espansa, di ghiaia. I vasi cercate di utilizzare quelli in terracotta che disperderanno meno l’umidità nelle giornate più calde. Il terriccio da utilizzare è l’universale biologico miscelato con della torba, poca ghiaia e concime bio o il compost fatto in casa. Amalgamate tutto e mettete a dimora le vostre piantine assicurandovi di aver bagnato bene il terreno. Ricordate che, anche se in vaso, le piantine avranno bisogno di essere sostenute da dei pali. Le annaffiature dovranno essere costanti ed effettuate nelle ore notturne quelle più fresche. Il terreno lo terrete bagnato ma non fradicio. Ricordate di tenere i vasi leggermente sollevati da terra, bastano anche solo dei tappini di bibite posti dotto il vaso. Questo eviterà ristagni e marciumi. Qualora nei frutti vedrete presentarsi delle bolle di marciume sarà il segnale che avrete ecceduto con le annaffiature. Come per il campo e per l’orto la messa a dimora si effettuerà in fase crescente.

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POMODORO COLTIVAZIONE IN SERRA
Per non avere problemi di gestione delle stagioni un’ottima idea è coltivare il pomodoro in serra. La pianta americana è infatti sensibile alle variazioni climatiche e questa soluzione azzera i problemi. Utilizzare la serra per coltivare tutti gli ortaggi e in particolare i pomodori è quindi un’ottima soluzione per ricavare buoni raccolti purché siano attentamente monitorate le condizioni ambientali.

POMODORO MALATTIE SIA NEL’ORTO, CHE IN CAMPO 

Se le foglie e i frutti di pomodoro hanno macchie tendenti al nero e concentriche probabilmente la pianta è colpita dalla ruggine. Per non perdere il raccolto è necessario trattarla subito con fungicida specifico e rimuovere le piante danneggiate, bruciandole. Se le macchie fogliari sono marrone-grigiastre su entrambe i lati siete davanti alla muffa grigia, una malattia grave che se non curata in tempo provoca il disseccamento delle foglie e il non sviluppo dei pomodori. Se l’ambiente è troppo umido e le piogge frequenti ed abbondanti, le piante possono essere attaccate dalla peronospora, una malattia fungina, che colpisce le foglie formando macchie biancastre. Macchie circolari grigie con puntini sono sintomo di attacco di septoriosi (malattia rara); se invece le foglie sono accartocciate e giallastre la causa è il verticillium, un fungo del terreno.
POMODORO COLTIVAZIONE TEMPERATURA
Il pomodoro è pianta molto sensibile alle variazioni di temperatura che possono determinare non solo il raccolto, ma lo stato di salute della pianta intera.
Ha molte esigenze termiche, è sensibilissimo al gelo e si trova perfettamente nei climi temperati-caldi. La temperatura minima necessaria per farlo germinare si aggira sui 12° centigradi mentre per la fioritura ne servono 21. Per vedere i frutti ingrossare e maturare si dovrà attendere l’estate quando le temperature arrivano con facilità ai 26° centigradi e non scendono mai la notte sotto i 14°-16°. Oltre ai 30° grandi anche l’estivo pomodoro inizia a soffrire. Attenzione: da evitare gli ambienti umidi per evitare marciumi e malattie.
POMODORO SEMINA, TRAPIANTO E CONCIMAZIONE (ORTO, VASO E CAMPO)
Senza la pretesa di diventare i vostri maestri dell’orto vogliamo, brevemente, guidarvi fra le fasi principali della coltivazione dalla semina, al trapianto e alla concimazione.
Si può seminare i pomodori in semenzario (ottimi i piccoli vasetti) fra febbraio e marzo per poi trapiantare le pianticelle nel vaso definitivo o in terra quando saranno alte almeno 15 centimetri. La prima lavorazione del terreno va fatta a fine estate per interrare i residui della coltivazione precedente, poi in autunno serve un ulteriore lavoro per interrare i concimi, infine al momento del trapianto faremo l’ultima lavorazione di finitura.
VARIETÀ POMODORO DA MENSA
Quello da mensa è la coltura non solo di pomodoro, ma agricola in generale più coltivata al mondo su cui negli ultimi anni, per aumentare la redditività tanto lavoro si è fatto da parte di ricercatori, tecnici e genetisti. Le conoscenze fisiologiche e agronomiche di oggi permettono di aumentare le rese a produzioni che, dai numeri, paiono quasi fantascientifiche ovvero circa 200 kg/m², corrispondenti a 200 t/1.000 m², ovvero a 2.000 t/ha (20mila q/ha).
VARIETÀ POMODORO SAN MARZANO
E’ forse la varietà di pomodoro più conosciuta al mondo. E’ coltivato a livello industriale in campo e a livello amatoriale in orto e in vaso. Quella che è materia prima della famosa salsa simbolo del made in Italy nel mondo. Il San Marzano (tutelato dal marchio DOP) prende il nome dal paese San Marzano sul Sarno dell’agro sarnese-nocerino di cui è originario. Caratteristica la forma allungata, carnosa e consistente. E’ l’unico che nella lavorazione in cui si trasforma in salsa non si frantuma e rimane vivo nel barattolo per donarci pomodori pelati di grande qualità.
VARIETÀ POMODORO DA SALSA
Come abbiamo appena visto il San Marzano è il re del pomodoro conservato, ma siccome le varianti di salse, concentrati e conserve sono molte altrettanto varie sono le possibilità di alternare il frutto, anche a proprio gusto. Per ognuno degli usi di cui sopra è possibile trovare alternative, la migliore è più versatile è quella che vede al posto del San Marzano il pomodoro Ramato; un autentico jolly che si po’ usare per tutto: dalle salse all’insalata. Ha anche lui non a caso conquistato la denominazione di origine protetta.
VARIETÀ POMODORO ALLUNGATO
San Marzano ancora li il protagonista. Il re del pomodoro allungato. Polpa soda, pochi semi e poca acqua. Nel mondo dei pomodori allungati non è solo. Esistono quelli di forma ovoidale allungata, piriforme, cilindrica e a banana. Oltre al San Marzano sempre dalla Campania arriva anche il Pinnolo dolce e aromatico (anche lui Dop). Piccolo nel frutto con le alte capacità di conservazione che ha originato la tradizione di legare questo tipo di pomodoro a grappolo da conservare per l’inverno. Caratteristico è anche il rarissimo Fiaschetto di Torre Guaceto, pugliese della provincia di Brindisi e presidio Slow Food. Appartiene infine alla gamma anche il Datterino che cresce a grappoli e allungato molto equilibrato nel gusto fra dolce e acido.
VARIETÀ POMODORO CUORE DI BUE
I frutti di questo tipo di pomodoro sono, non a caso, grossi come il cuore di un bue e pesano ognuno fra i 200 e i 250 grammi. Lisci, carnosi, quasi privi di semi e dal colore rosso vinoso sono fantastici in insalata. E’ una delle varietà più conosciute e più coltivate anche perché la sa produzione è solitamente molto generosa.

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