La lotta biologica nell’orto di ottobre
Una guida per contrastare le tipiche avversità dell’orto di ottobre come l’Aureobasidium pullulans o il Bacillus Subtilis  contro la muffa grigia, la poltiglia bordolese contro la bolla e il corineo e il macerato di felce contro le lumache.

La lotta biologica nell’ orto di ottobre è consigliabile estirpare tutte le coltivazioni estive ormai compiute, vangare il terreno, concimare con un buon compost e procedere con la semina delle nuove piante. In questo mese si potranno raccogliere ancora alcuni ortaggi estivi seminati a maggio o giugno come pomodori e peperoni e aromatiche quali basilico e mentuccia. Tenete presente che in questo mese potrebbe ancora fiorire il rosmarino e che lo zafferano necessita di acqua prima della sua fioritura. Nei mesi invernali le piante sono in riposo vegetativo ed i parassiti in stato di quiescenza, pertanto, essendo l’azione degli antiparassitari più efficace è importante eseguire i trattamenti che permettono di evitare l’attecchimento di parassiti vegetali quali muffa grigia, bolla e corineo. Infine, bisognerà fare attenzione all’umidità che continua ad attirare le dannose lumache.

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LOTTA AGRONOMICA E BIOLOGICA CONTRO LA MUFFA GRIGIA

La muffa grigia o Botrytis nell’ orto di ottobre è un fungo che colpisce vite, agrumi, cereali, peperoni, cicorie, fave, fragole e floricole quali gladiolo, ciclamino, primula, tulipano, ortensia e geranio. Questa crittogama si manifesta con macchie marcescenti di colore bruno e con una fitta vegetazione polverulenta di colore grigio-marrone. I periodi dell’anno più favorevoli alla comparsa di questa crittogama, a secondo della coltivazione, sono la tarda primavera (fragola) e/o l’autunno (uva), con temperature tra i 12 ed i 30 °C, in presenza di precipitazioni e quindi con alte percentuali di umidità. Il modo migliore per proteggersi dalla Botrytis nell’ orto di ottobre è certamente prevenirla attraverso le buone pratiche agronomiche: in primis il contenimento della vegetazione, che assicura una salubre aerazione ma anche da innaffiature, letamazioni e concimazioni azotate prudenti, che provocando un assottigliamento della buccia renderebbero le piante più vulnerabili agli attacchi fungini. Un aiuto preventivo contro la muffa grigia è dato dall’Aureobasidium pullulans, un fungo antagonista naturale presente su numerose coltivazioni che risulta asintomatico fino a quando non si innesca, in presenza di muffa grigia, un meccanismo di concorrenza alimentare che ne inibisce lo sviluppo e la diffusione. Le dosi variano da 4 gr/mq in 4 lt di acqua per la vite a 7 gr/mq per i piccoli frutti, in soluzione all’1%, da non miscelare con altri fungicidi. In alternativa, si può utilizzare un batterio antagonista, il Bacillus Subtilis che esplica un evidente effetto di contenimento degli attacchi di muffa grigia. A questo batterio appartengono vari ceppi tutti presenti in natura e non modificati geneticamente che riducono ed eliminano l’attacco di questo fungo parassita, entrando in competizione per le fonti nutritive e lo spazio colonizzabile. Le dosi di impiego variano a secondo delle coltivazioni da trattare e dal ceppo utilizzato.

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POLTIGLIA BORDOLESE CONTRO BOLLA E CORINEO DELLE DRUPACEE

L’autunno è la stagione in cui è possibile prevenire altre due crittogame che si sviluppano particolarmente su pesco, ciliegio e mandorlo e in generale su tutte le drupacee: la bolla e il corineo. I miceli di questi funghi nell’ orto di ottobre, che danneggiano irrimediabilmente la produzione, svernano nelle lesioni della corteccia per poi infettare le coltivazioni durante la ripresa vegetativa. La poltiglia bordolese, dal nome della città francese di Bordeaux dove fu sperimentata per la prima volta, è una miscela di solfato di rame e calce ammessa in agricoltura biologica, che controlla molte avversità tra le quali la bolla e il corineo. Per i trattamenti autunno-invernali sulle drupacee la poltiglia bordolese deve essere applicata direttamente sugli alberi in ragione di 2 kg/hl.

IL MACERATO DI ORTICA E DECOTTO DI EQUISETO CONTRO BOLLA E CORINEO

Il macerato di ortica e il decotto di equiseto rappresentano ottimi fungicidi naturali contro bolla e corineo. Il macerato di ortica si ottiene lasciando sfibrare 10 kg di prodotto fresco o 2 kg di prodotto secco sminuzzato (senza le radici) in 10 lt di acqua pura o piovana, rimescolandola spesso per favorirne la fermentazione. Appena la produzione di bolle da fermentazione si arresta, bisogna immediatamente eseguire la filtrazione, previa aggiunta del 5% di aceto. Questo macerato si utilizza in via preventiva con l’aggiunta dell’1% di sapone di Marsiglia puro per aumentarne l’adesività e quindi l’efficacia, vaporizzando il tronco e i rami ogni 15 giorni. Il decotto di equiseto, invece, si ottiene lasciando in ammollo per 24 ore 45-50 gr di pianta secca o 100 gr di pianta fresca in 1 litro di acqua. Portare a ebollizione a fuoco basso per almeno mezz’ora, quindi spegnere e lasciarlo raffreddare, filtrare e infine diluire il prodotto in acqua in rapporto di 1:5. Il decotto di equiseto si utilizza in belle giornate di sole, innaffiando le foglie ogni 20 giorni in via preventiva.

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LE BUONE PRATICHE COLTURALI PER PREVENIRE LE CRITTOGAME

Ottime soluzioni preventive nell’ orto di ottobre contro le malattie fungine consistono nel posizionare la pianta colpita in una zona ben ventilata, praticando potature atte a illuminare ed aerare ogni parte della chioma ed evitando possibili ristagni d’acqua. Fortemente consigliata in questo periodo è la pulizia delle cortecce vecchie, in modo da scongiurare gli attacchi primaverili precoci di quei parassiti che si annidano nelle parti legnose delle coltivazioni. Sconsigliata è la pacciamatura con scarti vegetali, che mantiene troppo umido il terreno, creando l’habitat ideale per l’insorgenza dei funghi. Ottima alternativa è data dalla pacciamatura con foglie di felce maschio, che grazie alle proprietà anticrittogamiche, contrasta le malattie fungine. Le consociazioni ideali contro i funghi sono date da: aglio, cipolla ed erba cipollina.

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TRAPPOLE DI BIRRA E PRATICHE AGRONOMICHE PREVENTIVE CONTRO LE LUMACHE

Per attirare le limacce interrate una bottiglia di plastica tagliata a metà, quindi riempitela di birra e residui di ortaggi, le lumache attratte dall’odore cadranno facilmente in trappola. Pacciamare il terreno con la segatura, la cui consistenza asciutta e ruvida risulta poco invitante per le lumache ed effettuare consociazioni con repellenti naturali quali salvia, timo e assenzio sono invece ottime pratiche agronomiche preventive.

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IL MACERATO DI FELCE CONTRO LE LUMACHE

Il macerato di felce maschio o di felce aquilina (ricca di potassio e quindi utile in caso di carenza di questo elemento) sparsi sul terreno sono ottimi repellenti contro le lumache. La preparazione di questo utile metodo naturale consiste nel mettere in ammollo 1 kg di pianta fresca (o 100 gr di pianta secca) in 10 litri di acqua per ventiquattro ore, passate le quali si bollirà a fuoco lento per trenta minuti, si lascerà raffreddare il preparato ottenuto, si filtrerà e infine si diluirà in rapporto di 1:2. Il macerato di felce risulta efficace anche contro ruggine, afidi e cocciniglie.

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