La lotta biologica nell’ orto di novembre

ORTO DI NOVEMBRE

Lotta biologica nell’ orto di novembre: bolla e corineo delle drupacee, poltiglia bordolese, il macerato di ortica e il decotto di equiseto, i cancri rameali e cocciniglia: una guida per contrastare le tipiche avversità di questo mese. I consigli per combatterle biologicamente.

Il mese lotta biologica nell’ orto di novembre non è un mese particolarmente intenso per la cura del nostro orto e del nostro giardino, ciononostante, bisognerà eseguire alcune pratiche per proteggerli dal freddo come: pacciamatura, barriere antivento e coperture con teli. Si potrà seminare in piena terra (possibilmente in luoghi riparati) cavoli, cicorie, piselli, cime di rapa, fave e trapiantare rucola, carota, cipolla, aglio, carciofi, asparagi. In questo mese, inoltre, si raccolgono i primi frutti invernali quali cavoli, zucche, sedani, finocchi, insalate, radicchi, cotogne, agrumi, melagrane, cachi e nocciole. A novembre, a causa del minor calore le crittogame si riducono, i parassiti sono in stato di quiescenza, quindi immobili per lungo tempo e più vulnerabili agli interventi. In queste settimane è importante eseguire alcuni trattamenti fitosanitari, sia perché le piante sono in riposo vegetativo e quindi l’azione degli antiparassitari più efficace, sia perché le ultime generazioni svernanti possono essere debellate auspicando piante sane durante la ripresa vegetativa primaverile.

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BOLLA E CORINEO DELLE DRUPACEE

A novembre è possibile prevenire due crittogame che si sviluppano particolarmente su pesco, ciliegio e mandorlo e in generale su tutte le drupacee: la bolla e il corineo. I miceli di questi funghi, che danneggiano irrimediabilmente la produzione, svernano nelle lesioni della corteccia per poi infettare le coltivazioni durante la ripresa vegetativa.

POLTIGLIA BORDOLESE CONTRO LA BOLLA E IL CORINEO DELLE DRUPACEE

La poltiglia bordolese è una miscela di solfato di rame e calce che controlla molte avversità tra le quali la bolla e il corineo. Per i trattamenti autunno-invernali sulle drupacee la poltiglia bordolese deve essere applicata direttamente sugli alberi in ragione di 2 kg/hl, intervenendo alla fine della raccolta.

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IL MACERATO DI ORTICA E IL DECOTTO DI EQUISETO CONTRO LA BOLLA E IL CORINEO

Il macerato di ortica e il decotto di equiseto rappresentano ottimi fungicidi naturali contro bolla e corineo. Il macerato di ortica si ottiene lasciando sfibrare 10 kg di prodotto fresco o 2 kg di prodotto secco sminuzzato (senza le radici) in 10 lt di acqua pura o piovana, rimescolandola spesso per favorirne la fermentazione. Appena la produzione di bolle da fermentazione si arresta, bisogna immediatamente eseguire la filtrazione, previa aggiunta del 5% di aceto. Questo macerato si utilizza in via preventiva con l’aggiunta dell’1% di sapone di Marsiglia puro per aumentarne l’adesività e quindi l’efficacia, vaporizzando il tronco e i rami ogni 15 giorni. Il decotto di equiseto, invece, si ottiene lasciando in ammollo per 24 ore 45-50 gr di pianta secca o 100 gr di pianta fresca in 1 litro di acqua. Portare a ebollizione a fuoco basso per almeno mezz’ora, quindi spegnere e lasciare raffreddare, filtrare e infine diluire il prodotto in acqua in rapporto di 1:5. Il decotto di equiseto si utilizza in belle giornate di sole, innaffiando le foglie ogni 20 giorni in via preventiva.

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I CANCRI RAMEALI DELLE POMACEE

Anche per prevenire i cancri rameali o da nectria, che interessano gli organi legnosi e raramente anche i frutti delle pomacee come melo e pero è bene intervenire a fine raccolta. L’attacco del micete provoca marciume nei frutti colpiti e più spesso depressioni della corteccia dei rami, che si fendono e si allargano sino a dar luogo a veri e propri cancri aperti che scoprono il legno.

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CURARE E PREVENIRE I CANCRI RAMEALI DELLE POMACEE

La lotta ai cancri rameali consiste nella distruzione meccanica degli organi attaccati, per i trattamenti preventivi, invece, è necessario intervenire a fine raccolta con prodotti rameici tipo solfato di rame, applicati direttamente sugli alberi in ragione di 2 kg/hl.

GLI AGRUMI E LE COCCINIGLIE

Anche per i trattamenti antiparassitari per proteggere gli agrumi vale il principio che quelli invernali sono i più efficaci. Quindi, la prevenzione della cocciniglia in questo periodo è molto importante perché a basse temperature sopravvivono solo le uova e le femmine fecondate.

I RIMEDI PREVENTIVI CONTRO LE COCCINIGLIE

Concimazioni equilibrate aiutano a contenere il parassita, mentre insetticidi a base di oli minerali ammessi in agricoltura biologica contengono le cocciniglie, ricoprendo le uova e il corpo degli insetti con una sottile pellicola, che ne provoca la morte per asfissia. Efficaci anche contro afidi e ragnetti rossi, che colpiscono oltre agli agrumi anche drupacee, pomacee e piante in pieno campo, questi formulati si diluiscono in acqua e si distribuiscono in spray; quando utilizzati per proteggere gli agrumi si miscelano in ragione di 150 – 200 ml ogni 10 litri di acqua. Unica accortezza è tenere il prodotto lontani dai bambini e consumare il raccolto non prima di 20 giorni.

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LA GOMMOSI DEL COLLETTO E IL MARCIUME RADICALE DEGLI AGRUMI

Gli agrumi sono vulnerabili anche alla gommosi del colletto e al marciume radicale degli agrumi, favoriti principalmente dalla presenza di un umidità eccessiva nel terreno. Una buona pratica per contenere i futuri attacchi è individuare le cause che generano i ristagni per eliminarle.

LA POLTIGLIA BORDOLESE CONTRO GOMMOSI DEL COLLETTO E MARCIUME RADICALE DEGLI AGRUMI

E’ sempre il solfato di rame, prodotto ammesso in agricoltura biologica, a contrastare sia la gommosi del colletto che il marciume radicale degli agrumi, applicandolo direttamente sugli alberi in ragione di 2 kg/hl.

LE ALTRE COLTIVAZIONI DA TRATTARE

Non solo agrumi, anche actinidia (o kiwi), ribes, lamponi, rose e ciliegi, solo per citare alcune coltivazioni, possono essere trattate in questo periodo con l’accortezza di ripetere i trattamenti anche quando le gemme si rigonfiano (normalmente questa fase avviene in febbraio) e ricordando che la maggior parte dei parassiti si riparano nelle screpolature e negli anfratti delle cortecce e che quindi il trattamento va effettuato avendo cura di bagnare bene tutta la pianta.

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LE AVVERSITA’ CHE COLPISCONO LE PIANTE IN COLTURA PROTETTA

Porcellini di terra e tisanotteri sono le avversità che si possono presentare in questo periodo, complice il tepore degli ambienti dove sono state messe al riparo le nostre coltivazioni (serre, coperture, sottoscale). I porcellini di terra, altrimenti detti porcellini di Sant’Antonio (o vermi cocoli, per i lettori salentini) appartengono alla famiglia degli Isopodi, sono lunghi da 0 a 1,5 cm e presentano corpo ovale e dorso gibboso di colore bruno. Sono riconoscibili per la tendenza a chiudersi a pallina, trovano l’habitat ideale dove i tassi igrometrici sono alti, sono attivi nelle ore notturne e possono danneggiare le giovani piante poste in serra. Il modo migliore per allontanarli è ridurre l’umidità dell’ambiente oppure utilizzare uno spray a base di farina fossile che provoca la disidratazione dei porcellini di terra, che muoiono per essiccazione.
I Tisanotteri, invece, sono insetti piccolissimi (0.8 mm) di colore chiaro che si annidano nella pagina inferiore delle foglie e nelle pieghe dei germogli e sono dannosi sia per le piane da orto che per le coltivazioni in serra. Colpiscono arbusti, erbacee, rosai, agrumi, in modo particolare se in coltura protetta o ricoverate, pungendo e succhiando la vegetazione e trasmettendo i virus da una pianta all’altra. I tisanotteri, che sono attivi tutto l’anno e possono provocare la morte della coltura, sulle piante colpite si manifestano con piccole macchie sulle foglie, boccioli decolorati e secchi e petali che possono gonfiarsi. Questi dannosi insetti si possono controllare biologicamente con le piretrine naturali che, a causa della limitata persistenza che ne inficia il potere insetticida, si trovano in commercio associate ad altri prodotti e le cui dosi per formulati al 4% sono di 70-100 ml/hl, da spruzzare nelle ore serali o al mattino presto.

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LE BUONE PRATICHE COLTURALI PER PREVENIRE LE CRITTOGAME DELL’ORTO DI NOVEMBRE

Un’ottima soluzione preventiva contro le malattie fungine è data da un’appropriata pulizia dei canali di sgrondo delle acque, in previsione delle piogge invernali che originano dannosi ristagni di umidità. Fortemente consigliata in questo periodo è la pulizia delle cortecce vecchie, in modo da scongiurare gli attacchi primaverili precoci di quei parassiti che si annidano nelle parti legnose delle coltivazioni. Sconsigliata è la pacciamatura con scarti vegetali, che mantiene troppo umido il terreno creando l’habitat ideale per l’insorgenza dei funghi. Un’ottima alternativa è data dalla pacciamatura con foglie di felce maschio che, grazie alle proprietà anticrittogamiche, contrasta le malattie fungine e le consociazioni con aglio, cipolla ed erba cipollina.

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