La lotta biologica nell’ orto di gennaio (le guide)
Leggi la guida biologica per prevenire e contrastare le avversità nell’ orto di gennaio come la mosca bianca, le virosi, la gommosi del colletto, gli aleurodidi, la processionaria, i topi campagnoli, la cocciniglia e le crittogame. Leggi e commenta!

L’ orto di gennaio è un mese poco impegnativo e tutte le attività atte a preparare i terreni in attesa della primavera saranno associate a lavori di manutenzione, unitamente alle buone pratiche necessarie per proteggere le nostre coltivazioni da eventuali fitopatologie.
Bisognerà, rimuovere le foglie e le radici delle piante non più in coltivazione, assicurando una maggiore protezione da eventuali attacchi fungini e fitoparassitari, inoltre, sarà necessario arieggiare le serre e i tunnel nelle ore centrali della giornata, curare il drenaggio delle acque meteoriche, proteggere le nostre coltivazioni dal freddo (pacciamatura, coperture e barriere antivento) ed eseguire trattamenti anticrittogamici e antiparassitari preventivi.

LA MOSCA BIANCA DELLE SERRE O TRIALEURODES VAPORARIORUM WESTW

La mosca bianca delle serre è un piccolo insetto che trova le condizioni ottimali in ambienti caldo-umidi e che, a seconda dei climi, può svolgere il proprio ciclo biologico anche all’esterno.

Questo insetto può svernare in diversi stadi, è presente in tutte le stagioni e in serra si riproduce velocemente e continuamente.

In particolare, staziona sulla pagina inferiore di molte specie ortive quali solanacee (pomodoro), cucurbitacee (cetriolo), crucifere (soprattutto cavolo) e di molte ornamentali e floricole come gerani, euphorbia pulcherrima (la comune stella di Natale) e gerbere, per poi levarsi in volo non appena disturbato. L’aleurode, attraverso le punture trofiche, danneggia tutta la vegetazione delle coltivazioni colpite.

Attraverso la produzione di melata e la conseguente occlusione degli stomi provoca la riduzione dell’attività fotosintetica, danno questo accentuato dalla produzione di fumaggine che provoca ulteriori notevoli danni estetici.

Tutti gli antiparassitari naturali per la lotta biologica (le guide)
Gli antiparassitari naturali servono per difendere le piante da orto e da giardino dagli attacchi fungini, contro le malattie crittogamiche, insetticidi, acaricidi, fungicidi, inibitori della germogliazione. Qui una guida ragionata all’uso dell’equiseto, lecitina, assenzio, felce, neem, ortica e molto altro.

L’ENCARSIA FORMOSA CONTRO LA MOSCA BIANCA

L’Encarsia formosa è un Imenottero Afelinide facilmente reperibile in commercio ed è indicato usarlo nell’ orto di gennaio.

Questo parassitoide, in passato allevato e distribuito in maniera massiccia nelle serre inglesi e canadesi, a partire dai primi anni ’50 ha visto un costante decremento nel suo utilizzo a causa del sempre più crescente uso di insetticidi di sintesi.

Oggi, a seguito della resistenza degli insetti agli interventi chimici, l’interesse per questo imenottero si è rinnovato.

La femmina del parassita può uccidete le giovani neanidi di mosca pungendole con l’ovipositore; le uova dell’Afelinide, infatti, sono deposte nelle neanidi mature dell’ospite le quali dopo circa 1-2 settimane, nel corso dello sviluppo degli stadi larvali del parassita, assumono colore nerastro.

Essendo particolarmente attivo tra i 15° ed i 30° C, l’Encarsia f. è indicata nelle mezze stagioni e nelle serre climatizzate, con lanci settimanali da 2 a 25 individui/mq a seconda della gravità dell’attacco di mosca. Una volta che il parassitoide si è stabilito, il controllo dell’ospite si protrae per circa 4 mesi.

PRODOTTI VEGETALI CONTRO GLI ALEURODIDI

Tra tutti i prodotti vegetali ammessi in agricoltura biologica, uno dei più indicati contro gli aleurodidi è la quassina. Quassina e neoquassina, estratte dal legno di quassia amara, sono sostanze insetticide in cui formulati, che in commercio si trovano come prodotti di tipo erboristico, agiscono per contatto e ingestione procurando la morte degli insetti per paralisi.

Data la scarsa solubilità della quassina in acqua, i formulati si preparano al momento dell’uso facendo bollire 2 kg di trucioli in 100 lt di acqua per 20 minuti, infine si lasciano macerare per 24-48 ore, eventualmente aggiungendo un’esca, nella fattispecie 2 kg di melassa o destrina o un potenziante ad azione insetticida come il sapone molle.

Non essendo fitotossica, la quassina è utilizzabile anche durante la fioritura perché non risulta nociva nei confronti degli insetti utili.

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LOTTA ALLA PROCESSIONARIA

E’ necessario eseguire interventi mirati contro la processionaria nell’ orto di gennaio fino a febbraio, che, nella fase larvale, danneggia alcune coltivazioni arboree fino a compromettere la vita stessa della pianta. La processionaria è dannosa per moltissime specie appartenenti al genere Pinus (pino, larice e cedro) e al genere Quercus.

Nel primo caso è riconoscibile per i nidi composti da aghi, fili sericei ed escrementi, costruiti in cima alle piante, nel secondo caso, invece, i nidi si trovano solitamente vicino al suolo e per questa ragione facilmente raggiungibili da cani e bambini con conseguenze anche gravi causate da infiammazioni e reazioni allergiche.

La lotta biologica ai nidi di processionaria nell’orto di gennaio è di tipo meccanico e consiste nella raccolta manuale dei nidi durante i mesi invernali e nella loro successiva distruzione.

Bisognerà però fare molta attenzione a non inalare i peli urticanti e a non venirne a contatto.

Lotta biologica alla processionaria del pino e della quercia
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LA LOTTA NATURALE CONTRO I TOPI

Che siamo campagnoli, cittadini o si tratti dell’arvicola, tutti i roditori arrecano molti danni alle piante, agli arbusti e ai bulbi conservati nei magazzini.

Il topo campagnolo, per esempio, in inverno non va in letargo anzi per sfuggire ai rigori dei mesi invernali cerca rifugio nelle case, nelle cantine e in tutti i luoghi riparati.

L’arvicola, poi, è un piccolo roditore che nonostante si nutra di molluschi e insetti è particolarmente dannoso per il nostro orto e il nostro giardino: distrugge i frutti, fa incetta di bulbi, semi e uova nei pollai e rode arbusti e perfino le cortecce degli alberi.

I topi sono animali molto intelligenti e i più vecchi solitamente mangiano per primi, per testare il cibo.

Non è un caso se a New York, notoriamente infestata dai ratti, stanno sperimentando un metodo non per avvelenarli bensì per nutrirli con mangimi in grado di rendere sterili le femmine e controllarne la proliferazione.
La prima regola nella lotta ai roditori è comunque rappresentata dall’igiene, in seguito si dovranno quindi sigillare tutte le fessure anche le più piccole e possibilmente con della lana d’acciaio, non lasciare residui di cibo e tenere chiusi ermeticamente i bidoni della spazzatura.

Oltre le più note trappole meccaniche oggi evolute e che consentono di catturare il ratto senza toccarlo, e l’introduzione in casa o in giardino di uno o più gatti, la cui lettiera rappresenta anche un repellente a causa dell’odore di ammoniaca dell’urina, esistono mezzi più moderni ed efficaci per eludere la presenza dei roditori.

I REPELLENTI NATURALI CONTRO I RODITORI

Un mezzo abbastanza diffuso nella lotta ai topi è rappresentato da un dispositivo che grazie all’emissione di ultrasuoni disturba il nervo acustico dei roditori, allontanandoli. Importante è che il dispositivo emetta frequenze variabili, poiché i topi potrebbero abituarsi.
Per ovviare al problema della dispersione delle esche a causa degli agenti atmosferici e soprattutto del pericolo che possano essere ingerite da bambini e animali domestici, oggi esistono delle stazioni di sicurezza, contenitori di plastica all’interno dei quali si posizionano esche fresche e granulari.
In commercio esiste perfino l’urina di volpe che rappresenta un ottimo repellente.
I rimedi naturali sono tanti, dai batuffoli di cotone sparsi, imbevuti di olio essenziale di menta piperita o di eucalipto piuttosto che una soluzione preparata con olio da cucina, rafano, pepe e aglio da spruzzare nelle zone a rischio.

Le esche topicide, invece, sono molto tossiche e uccidendo i topi in punti inaccessibili attirano altri animali indesiderati.

Una valida alternativa da utilizzare nell’ orto di gennaio è costituita dal piantare alcune specie repellenti quali ruta, menta e alloro.

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I RIMEDI PREVENTIVI CONTRO LE COCCINIGLIE

Anche per i trattamenti antiparassitari per proteggere gli agrumi vale il principio che quelli invernali sono i più efficaci. Quindi, la prevenzione della cocciniglia in questo periodo è molto importante perché a basse temperature sopravvivono solo le uova e le femmine fecondate.

Concimazioni equilibrate e insetticidi a base di oli minerali aiutano a contenere le cocciniglie dell’ orto di gennaio.

Queste preparazioni ricoprono le uova e il corpo degli insetti con una sottile pellicola che ne provoca la morte per asfissia.

Si diluiscono in acqua e si distribuiscono in spray, in ragione di 150 – 200 ml ogni 10 litri di acqua, con l’accortezza di tenere il prodotto lontano dai bambini e consumare il raccolto non prima di 20 giorni.

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LA GOMMOSI DEL COLLETTO E IL MARCIUME RADICALE DEGLI AGRUMI

Gli agrumi sono vulnerabili anche alla gommosi del colletto e al marciume radicale degli agrumi, favoriti principalmente dalla presenza di umidità eccessiva nel terreno.

Una buona pratica per contenere i futuri attacchi è individuare le cause che generano i ristagni, per eliminarle.

E’ sempre il solfato di rame a contrastare sia la gommosi del colletto che il marciume radicale degli agrumi, applicandolo direttamente sugli alberi in ragione di 2 kg/hl.

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LE BUONE PRATICHE COLTURALI PER PREVENIRE LE CRITTOGAME

Non solo agrumi, anche actinidia (o kiwi), ribes, lamponi, rose e ciliegi, solo per citare alcune coltivazioni, possono essere trattate in questo periodo.

Un’ottima soluzione preventiva contro le malattie fungine è data da un’appropriata pulizia dei canali di sgrondo delle acque, in previsione delle piogge invernali che originano dannosi ristagni di umidità.

Fortemente consigliata nell’orto di gennaio è la pulizia delle cortecce vecchie, in modo da scongiurare gli attacchi primaverili precoci di quei parassiti che si annidano nelle parti legnose delle coltivazioni.

Per prevenire l’insorgenza dei funghi consigliate sono le consociazioni con aglio, cipolla ed erba cipollina e la pacciamatura con foglie di felce maschio.

LE BUONE PRATICHE IGIENICHE CONTRO LE VIROSI

Le norme igieniche atte a contenere la propagazione delle virosi sono semplici ma devono essere applicate con rigore.

Distruggete col fuoco, con le dovute precauzioni, tutto il materiale infetto, sterilizzate le forbici utilizzate per la potatura e per la raccolta dei fiori e disinfettate mani e guanti dopo le operazioni di cimatura, legatura e trapianto; infine, prediligete la moltiplicazione delle piante per seme.

LA DISINFEZIONE DEI TERRICCI PER PREVENIRE LE CRITTOGAME

Per essere certi che i nuovi terricci, necessari per le semine sotto vetro di fine inverno e di primavera, siano privi di frammenti fungini è bene procedere preventivamente alla loro disinfezione attraverso il mezzo più naturale, antico e semplice: la sterilizzazione usata si dalla notte dei tempi nell’ orto di gennaio.

Questa pratica, per quantitativi circoscritti, si può eseguire con l’irrorazione dei terricci con acqua bollente.

 

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