Non buttate via niente, ma suonatelo: guida alle Band Eco italiane
Frugando nelle cantine, ingegnandosi con talento i giovani musicisti italiani hanno dato vita ad un nuovo modo di fare musica: la green music senza confini sonori

“Non buttate via niente, ma suonatelo!” Questa la filosofia della nuova corrente musicale “green” che vede protagonisti tutti quei gruppi musicali decisi ad abbandonare i comuni strumenti, per ricercare un nuovo sound attraverso l’utilizzo di materiali di recupero. Manzella Quartet? Formazione Instabile
Cominciamo con i bergamaschi Manzella Quartet? Formazione Instabile, la più particolare tra le band ecologiche del nostro paese, che si distingue per due caratteristiche: la totale mancanza di strumenti musicali “classici” sul palco e il cambio di formazione ad ogni concerto.Miatralvia
A Mantova troviamo loro i Miatralvia (in dialetto non buttarlo), un gruppo di giovani musicisti nato nell’aprile del 2010 all’interno di un progetto di animazioni e laboratori per bambini e ragazzi di tutte le età della Cooperativa Lunezia. Riciclato Circo Musicale
Arriviamo nelle Marche dove incontriamo il “Riciclato Circo Musicale”, quattro musicisti che dal 2005 hanno deciso di sposare la causa dell’ecosostenibilità producendo musica alternativa attraverso l’utilizzo di strumenti ricavati da materiale di recupero. Capone & BungtBangt
Il nostro tour dello stivale alla ricerca di gruppi “green” si ferma in Campania con i Capone & BungtBangt. Sono loro i veri pionieri dell’eco-music con alle spalle dieci anni di onorata carriera e ben cinque album all’attivo.E’ proprio così: “Non buttate via niente, ma suonatelo!” Questa la filosofia della nuova corrente musicale “green” che vede protagonisti tutti quei gruppi musicali decisi ad abbandonare i comuni strumenti, per ricercare un nuovo sound attraverso l’utilizzo di materiali di recupero.

Frugando in una cantina o cambiando destinazione d’uso ad un vecchio elettrodomestico, in questo modo prendono vita nuovi strumenti musicali con cui creare suoni unici e originali con lo scopo di intrattenere il pubblico e allo stesso tempo sensibilizzare sui temi dell’ambiente. Lungo la nostra penisola sono diverse le formazioni impegnate su questo fronte: qui segnialiamo le più conosciute. 
 
Manzella Quartet? Formazione Instabile
Cominciamo con i bergamaschi Manzella Quartet? Formazione Instabile, la più particolare tra le band ecologiche del nostro paese, che si distingue per due caratteristiche: la totale mancanza di strumenti musicali “classici” sul palco e il cambio di formazione ad ogni concerto.

Da qui appunto la definizione di “formazione instabile”, può capitare anche che al quartetto si aggiungono altri elementi, creando così un sound sempre differente e proponendo al pubblico uno spettacolo imprevedibile e coinvolgente  grazie all’aiuto dei loro attrezzi musicali (come amano chiamarli).

Nel repertorio del Manzella Quartet? Formazione Instabile non trovano spazio delle canzoni vere e proprie, ma una fusione di suoni e atmosfere che vanno a stuzzicare l’immaginazione di chi ascolta. Questo nuovo modo di fare musica ha portato il gruppo “green” ad esibirsi nel programma di Canale 5 “Italian’s Got Talent” conquistando il favore dei giudici e del pubblico da casa.

Strumenti usati dal Manzella Quartet? Formazione Instabile

Lo Stendofono– Strumento ricavato da uno stendibiancheria cui sono stati applicati una cassetta di legno che funge da cassa armonica, viti e bulloni come chiavi per accordare, corde da chitarra acustica.

La tegliarra–  Utilissima per virtuosismi culinari, la tegliarra è apprezzata anche per l’antiaderenza, che consente un basso consumo di corde durante l’utilizzo.

L’Eco-batteria– La vera anima dei Manzella è una vera e propria discarica: un bidone dell’immondizia, un bidone di olio per motore a gasolio, una pentola per le castagne,  due padelle antiaderenti, un coperchio, un secchio di vernice e un piatto rotto, un campanaccio. Un vero set, che fa invidia alle batterie dei più grandi artisti del mondo!

Il bidonbasso– Un bastone per le tende, un bidone, una corda per stendere i panni. Proprio come un vero contrabbasso, almeno, per l’orecchio, finchè non lo vedi.

La washboard– Un asse per lavare i panni, che insieme con le fruste per sbattere le uova, un cucchiaino da caffè e un piatto tagliato,  diventa uno strumento musicale strepitoso, in grado di creare uno stupendo tappeto sonoro.

Il battifono– Altro strumento a denominazione di origine (in)controllata proveniente dal mondo fiabesco dei Manzella…due piccole assi di legno e un battiscopa segato in più parti che creano una pseudo marimba molto minimal. Un bidone per la raccolta del “verde” a fare da cassa armonica di uno strumento veramente eco-chic.


Miatralvia

A Mantova troviamo loro i Miatralvia (in dialetto non buttarlo), un gruppo di giovani musicisti nato nell’aprile del 2010 all’interno di un progetto di animazioni e laboratori per bambini e ragazzi di tutte le età della Cooperativa Lunezia.

Proprio qui i Mialtravia si sono  avvicinati all’idea di fare musica “green”, usando strumenti musicali derivati da materiale riciclato, così da attirare l’attenzione del pubblico sulle infinite modalità di riciclo possibili.

Una volta scoperto che la discarica può diventare il loro personale negozio di strumenti, questi ragazzi iniziano a servirsi ogni volta di oggetti diversi riarrangiando così in versione “eco”  cover di band famose spaziando dai Kraftwerk ai Coldplay, da Paolo Conte ai Depeche Mode, dagli AcDc a De Andrè, dai Ramones ai Bluvertigo.

Strumenti usati dai Mialtravia

Il Tubo: due tubi in Pvc utilizzati in edilizia uno dentro l’altro. Sfilando quello di diametro minore e picchiando con una bacchetta su quello di diametro maggiore, la nota prodotta cambia.

Il tubofono: uno strumento che si basa sullo stesso principio del tubo, ma è composto di più tubi di lunghezza diversa posti entro una struttura in legno: si suona con un paio di pattìne, o ciabatte, o infradito e si possono produrre accordi, oltre alle note singole.

La chitarra-scopa: una semplice scopa può trasformarsi in una originale chitarra.

La macchina da scrivere: una drum machine dove le aste sono state piegate in modo diverso e aggiunto barattolini per creare uno strumento a percussione.

Riciclato Circo Musicale
Arriviamo nelle Marche dove incontriamo il “Riciclato Circo Musicale”, quattro musicisti che dal 2005 hanno deciso di sposare la causa dell’ecosostenibilità producendo musica alternativa attraverso l’utilizzo di strumenti ricavati da materiale di recupero.

Il Riciclato Circo Musicale rappresenta una delle prime realtà italiane nella scena dei gruppi musicali “green”, allargando addirittura la loro sperimentazione con le sonorità sorprendenti prodotte dall’uso degli elettrodomestici.

Stimolando così la fantasia degli ascoltatori e proponendo loro una vasta gamma di generi musicali: dalla World Music al Trip Hop, dal Rock alla Techno. Proprio il pubblico diventa il protagonista delle performance live dell’ eco- band, che a ogni concerto distribuisce un centinaia di strumenti alla platea formando una vera e propria orchestra alternativa.

Strumenti usati dal Riciclato Circo Musicale

Controbarattolo: Un contrabbasso costruito con  una tanica per diluenti, una tavola di frassino, dei tiranti a doppia vite, corde di basso elettrico, viti. Perfezionato nel corso degli anni per migliorarne l’accordatura e la resa sonora, esistono varie versioni di questo strumento, ad una due, tre o quattro corde.

Olifante: Con un imbuto, un tubo di gomma per alimenti e un bocchino di una tromba prende vita l’Olifante. I Riciclato Circo Musicale hanno aggiunto un raccordo a “t” per irrigazioni ed hanno ottenuto l’effetto di un pistone.

Cassetto Armonico: Il Cassetto Armonico prende spunto dal santur indiano. E’ stato realizzato usando un cassetto, tavole di legno, tiranti da pianoforte, viti, colla.

Buzzeria: Una batteria la cui struttura architettonica è sorretta da da un bidone dell’immondizia al quale sono stati fissati barattoli, taniche, pezzi di lamiera, coperchi e vassoi.

Racchetta Elettrica: I Riciclato Circo Musicale hanno osservato una racchetta da tennis da un punto di vista diverso: da quello più immediato ci si accorge che ha la forma di un mandolino o comunque di una chitarra. Così hanno deciso di realizzare una chitarra elettrica usando una racchetta da tennis di legno anni ’70, tavole di legno di vario tipo, un ritaglio di plexiglas, fili di plastica del decespugliatore, meccaniche di una vecchia chitarra, viti, colla.
Esiste una seconda e fondamentale fase nella costruzione di questo tipo di strumenti musicali, l’accordatura.

Chiteja: Seconda chitarra ricavata da una teglia da forno usata come cassa di risonanza. Il manico e il corpo sono rappresentati da un unico pezzo di legno, scavati e tagliati a mano.

Barattolerio: Il Barattolerio prende ispirazione dal Cimbalon utilizzato dai Rom in Ungheria e Romania. Questo strumento a corde percosse è stato costruito utilizzando: manici di scopa di legno, reggi scopa da parete, barattoli di latta, corde di acciaio armonico, tiranti da pianoforte, viti. In questo caso ogni manico di scopa è intercambiabile con altri accordati in altre tonalità.

Capone & BungtBangt
Il nostro tour dello stivale alla ricerca di gruppi “green” si ferma in Campania con i Capone & BungtBangt. Sono loro i veri pionieri dell’eco-music con alle spalle dieci anni di onorata carriera e ben cinque album all’attivo, una band nata dalla nobile idea del riciclo creativo, accompagnata da un amore viscerale per la musica e la natura.

Un percorso che nasce osservando una nonna impegnata nella realizzazione di bambole con materiali di scarto:  la retina delle patate come vestito, quella del caciocavallo come sottoveste, gli orecchini con gli anelli dei portachiavi e il velo realizzato con l’organza delle bomboniere.

Da qui Capone nel 1999 decide di unire la passione per la musica con l’arte del riciclo mettendo in piedi una megaband non convenzionale, pronta a sperimentare sonorità sempre diverse grazie al dono di “far cantare la monnezza”.

Capone e soci hanno deciso di non tenere per loro questa capacità, ma vogliono coinvolgere anche le nuove generazioni attraverso seminari, workshop, lezioni e incontri in cui trasmettono il concetto del riciclo creativo.

Nel sito www.comesuonailcaos.it  è possibile trovare dei video tutorial dai quali poter imparare i rudimenti di quest’arte e costruire strumenti sempre nuovi con materiali che andrebbero nel cestino della spazzatura. . In questa pagina potete accedere non solo a tutti i più recenti workshop, ma aggiornarvi sulle prossime date e città per partecipare ai prossimi incontri.

Strumenti usati da Capone&BungtBangt

Scatolophone: Strumento a corda, costruito con una scatola di polistirolo da catering scolastico ed un elastico da ufficio. Si suona percuotendo l’elastico o pizzicandolo. Questo è stato il primo cordofono inventato da Capone che ha dato il via all’evoluzione armonica del gruppo.

Scatulera: La Scatulera fa parte della famiglia delle arpe ed è costruita utilizzando una scatola per gelati in polistirolo, degli elastici comuni ed il bordo di una cassetta per la frutta in legno. La tecnica per suonarla è una fusione tra quella della danza africana e quella della cora.

 Scopa elettrica: Costruito con una comune scopa, un elastico da sarta come corda, un rametto di legno come ponticello, una chiavetta di chitarra, un microfono piezoelettrico riciclato da un giocattolo cinese. Riproduce il suono di una chitarra elettrica e viene suonato fondendo la tecnica del biribau a quella del contrabbasso.

 Buatteria:
Strumento simile ad una batteria la Buatteria, come dice il nome, è realizzata con contenitori di ogni genere. Pezzi di lamiera, catene, coperchi ed un attrezzo utilizzato in edilizia come base per le impalcature.

Basso da ponte: Un basso elettrico costruito con pezzi di parquet riciclato, un residuo di lamiera ed un catarifrangente come coperchio per la parte elettrica. Tutte le meccaniche e le componenti elettriche sono riciclati da strumenti rotti.

Mazzarra (Clean): Una chitarra interamente realizzata con materiali riciclati. Il corpo è fatto con un pezzo di parquet, le ali con abete e compensato riciclato. La parte elettrica è chiusa con un pezzo di bacinella.
Pianole cinesi (Dist):  Tastiere giocattolo utilizzate come tastiere professionali.

Mazzimba: Strumento ispirato al balafon e quindi alla marimba. Fatto con legno di abete riciclato si utilizza come cassa di risonanza un cassetto o la scatola di polistirolo dello Scatolophon.

Bongattoli:  Barattoli di marmellata tenuti insieme da nastro adesivo, praticamente a costo zero.

Yozzù:  Uno strumento simile al cazù fatto con un barattolino di yogurt da bere ed alcuni pezzettini di busta di plastica che vengono incollati per coprire delle finestrelle praticate sul barattolino.

Buatterié Portant: La Buatterié Portant è un prototipo di Buatteria light, di facile trasporto. Le differenze dalla Buatteria classica sono il charleston, costruito con la lama di un Cazzuoton rotta e riciclata su un vecchio posacenere metallico.

Cazzuotone: E’ una semplice cazzuola suonata con una tecnica che sfrutta la sua flessibilità, percuotendo la piastra d’acciaio con una bacchetta e esercitando una pressione sulla stessa.

Bollitune: Un set di bollitori da cucina che si comportano come dei campanacci intonati ma più armonici.

Bottigliafono: Un megafono analogico costruito con il fondo di una bottiglia di plastica e si crea un manico con un pezzo di cartone riciclato e del nastro adesivo.

Fonti:
Miatralvia
manzellaquartet
riciclatocircomusicale
caponebungtbangt

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