Tappeti tibetani: come si lavora la lana himalayana

Tappeti tibetani: una chiara spiegazione su come viene lavorata la lana naturale in Tibet: dalla tosatura alla cardatura fino alla filatura

Rispetto ai tappeti tibetani, vogliamo  spiegare passo per passo cosa avviene della lana tosata dalle pecore fino al filato, per far capire quanta attenzione e quanto lavoro c’e’ dietro un singolo tappeto.
La filatura della lana naturale che utilizziamo dei  tappeti tibetani Himalayan Undyed è un processo lungo e meticoloso che richiede delle fasi di lavorazione  indispensabili alla preparazione delle stessa. Ogni fase viene rigorosamente fatta a mano come agli inizi del secolo scorso, nessuna macchina viene utilizzata, cosa neanche pensabile oggi in Europa.

Tappeti tibetani: potremmo riassumere le fasi in questo modo :

  • Tosatura
  • Selezione
  • Lavaggio
  • Cardatura
  • Filatura

Una volta tosate le pecore, la lana viene raggruppata in un magazzino dove delle donne con in mano gli appositi campioni di colori iniziano la selezione delle stesse.
Subito dopo avere creato questi cumuli di pelo, la lana viene pulita manualmente dalle macro impurità presenti sul pelo e viene lavata con acqua corrente per poi essere  miscelata , compattata, pronta per  essere lavorata.

La fase successiva è quella della cardatura
. Ha lo scopo di orientare le fibre in un’unica direzione (parallelizzazione), tramite apposite spazzole chiamate carde. Le carde, nella loro forma più rudimentale come nel nostro caso, sono delle grosse spazzole, come fossero quelle per i capelli , munite di denti metallici di opportuna finezza; così le fibre, passando attraverso queste due superfici mobili munite di punte, verranno  districate ed orientate, fino a ridursi di passaggio in passaggio in un velo di fibre parallelizzate che viene trasformato in un cordoncino.

L’ultima fase sarà  la filatura. Quest’ultimo processo  torce le fibre trasformando l’ammasso cardato, il  cordoncino, in un filato  più o meno sottile. Per ottenere un filato tenace ed omogeneo,  quindi ulteriormente assottigliato tramite torsione, dovranno essere utilizzati i  cosiddetti ” fusi“. Il filato così ottenuto dopo tante lavorazioni verrà poi avvolto  sui rocchetti che verranno utilizzati per tessere i tappeti tibetani.

Pensate a quante persone appartengo a questa filiera di lavoro e con quanta collaborazione ed entusiasmo  valorizzano le loro tradizioni un una chiave di lettura nuova. Tutto viene svolto come centinaia di anni fa con lane incontaminate di pecore che vivono in una natura selvaggia e che portiamo nelle nostre case così com’e’, senza togliere o aggiungere nulla se non  tanta passione e tanto rispetto per l’ambiente.

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