Madre a 40 anni? Sempre meno i rischi
Di fronte agli ultimi rintocchi dell’orologio biologico, molte donne oggi devono scegliere se divenire o meno madre, ma non tutte sanno che i rischi sono diminuiti

Sono sempre di più le donne che di fronte alle 40 candeline sulla torta sono assalite dalla difficile decisione da prendere: madre sì o madre no? Sulle donne italiane che si trovano a vivere nell’età dell’ “ora o mai più” é stato anche recentemente girato un documentario dal nome “Stato interessante”, diretto dalla regista Alessandra Bruno: alcune di queste donne hanno scelto di rimanere incinte, altre hanno preferito non divenire madri e tutte raccontano i loro pensieri e paure.

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Eppure, nonostante i dubbi e il timore dei rischi, sempre più oggi le giovani madri subiscono dalle mamme over 40  un vero e proprio sorpasso in sala parto: i dati Istat raccolti nel report “Natalità e fecondità della popolazione residente” del 2013 affermano che in Italia nel 2013 le donne (italiane e straniere insieme) hanno in media 31,5 anni alla nascita dei figli, oltre un anno e mezzo in più rispetto al 1995 (29,8), valore che sale a 32,1 anni per le madri di cittadinanza italiana. Inoltre, l’8,7% delle mamme sono ultraquarantenni e i casi di di particolare “invecchiamento” delle madri si registrano in Liguria, in Emilia Romagna, in Toscana, nel Lazio e in Sardegna, regioni in cui la percentuale dei nati da madri ultraquarantenni raggiunge o supera l’11%. Dati, questi, che ci fanno conquistare il secondo posto nella classifica europea delle cosiddette “primipare attempate”.
Se sempre più donne oramai divengono madri di figli sani in età matura significa che qualcosa in questi ultimi anni é mutato riguardo il quadro generale delle madri quarantenni. Quali sono i reali rischi e quali quelli solo presunti? Ne parliamo con il dott. Silvio Polverari, ginecologo presso l’Ospedale “Cristo Re” dell’Istituto “Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario” di Roma.

LA SECONDA GIOVINEZZA
Fino a qualche decennio fa fare un figlio, e sano, a quarant’anni era considerato un episodio ai confini del possibile, un miracolo. Ora invece sarebbe una follia farlo a 25. Le tabelle di marcia si sono evidentemente invertite e ciò é confermato anche da chi di future mamme ne vede ogni giorno da molti anni, ossia il dottor Silvio Polverari, il quale afferma: “vedere arrivare una gestante quarantenne é pressoché normale, mentre se vedessi arrivare una ventenne, e di casi ovviamente ce ne sono, penserei che é ancora una bambina”. I 40 sono il momento in cui, dopo anni e anni di studio e di fatica per la ricerca della propria soddisfazione a livello lavorativo, molte donne cominciano a godere dei frutti del proprio operato ed é anche il momento in cui spesso sentono l’esigenza di voler chiudere il cerchio con l’arrivo di un figlio. L’emancipazione, la crisi economica, la disoccupazione, la ricerca e la conquista di un lavoro sono tutte le tappe che una donna affronta nella sua prima giovinezza, l’essere madre a quarant’anni é il frutto della seconda.

BIOLOGIA AMICA
“Fino a quando la mia età aveva il 3 davanti mi sentivo bambina, con il 4 davanti ho cominciato a pensare innanzitutto a come e quando fosse successo, ma che evidentemente era successo. Una volta pensavo che 40 anni fossero un’età da nonna però, ora, almeno da mamma dovrebbero essere: ciò  mi ha fatto scattare riflessioni sempre più frequenti su questo tema”, dice Valentina nel documentario. Di fronte a questi dubbi sul poter essere o non essere madre a 40 anni, i processi biologici e la loro evoluzione nel tempo sembrano essere ora dalla parte non solo delle ventenni ma anche delle mamme over 38 e i rischi biologici sono un netto calo: “La vita si é allungata e tutti gli organi e i tessuti si sono adattati al cambiamento. La menopausa, ad esempio, se prima si riscontrava, nella maggior parte dei casi, in donne a partire dai 44 anni, ora sempre più spesso é un fenomeno che ha origine intorno ai 50 anni”, ci spiega sempre il dott. Polverari. Gli stessi parti che per le quarantenni di una volta erano necessariamente cesarei a causa proprio della minore elasticità dei tessuti e dei maggiori rischi riscontrabili, ora sono preferibilmente naturali.

RISCHI SOGGETTIVI
Indubbiamente i rischi esistono, ma sono comuni alle gravidanze di giovani donne. “Per quanto riguarda il rischio di interruzione spontanea di gravidanza o parti prematuri, il rischio ostetrico é soggettivo e varia da donna a donna, ovviamente statisticamente parlando é più probabile che ciò accada ad una madre over 40. I maggiori rischi nell’avere un figlio a 40 anni sono invece quelli legati alla possibilità che il bambino possa essere affetto dalla cosiddetta trisomia 21, più conosciuta come sindrome di Down. Ciò che preoccupa maggiormente sono dunque le complicazioni a livello genetico, motivo per cui, mentre a 25 anni l’amniocentesi é un esame facoltativo, a 40 é praticamente obbligatorio” spiega il dott. Polverari. Nonostante questo sia il rischio più probabile per una primipara attempata, le ragioni di tale fenomeno rimangono ancora sconosciute alla comunità scientifica: di recente é stato ipotizzato che possa influire in maniera considerevole non solo l’età avanzata della madre ma anche quella del padre.

MADRE, FIGLIO E..?
Se l’orologio biologico delle donne é presto messo in discussione, quello degli uomini sembra non avere fretta, tanto che per loro é possibile fare figli fino a sessanta e più anni. Gli uomini infatti sono spesso la causa del continuo ritardare, da parte delle donne, l’appuntamento con la maternità. Perché non si sentono ancora pronti, dicono alcuni. Eppure recenti studi hanno dimostrato come molti rischi legati a malformazioni del nascituro sono da ricondurre anche all’età avanzata del padre. La ricerca, condotta in California, ha evidenziato che se l’uomo ha più di 40 anni, la capacità riproduttiva può diminuire, in particolar modo se beve alcolici, fuma e vive in una città particolarmente inquinata. Inoltre, dopo i 40 anni la qualità dello sperma è meno buona poiché il numero degli spermatozoi diminuisce e con esso la stessa capacità riproduttiva. L’età avanzata del padre si traduce in rischi di anomalie nel feto, come problemi cardiaci, malformazioni muscolo-scheletriche, autismo e sindrome di Down, ma non solo: più l’età paterna è avanzata e più potranno verificarsi alterazioni cromosomiche degli spermatozoi provocando così aborti spontanei. Questo spiega il perché di rischi molto elevati se una cellula uovo di una donna con anche solo 35 anni si incontra con gli spermatozoi di un uomo con un’età superiore ai 40.

Il corpo della donna, così come quello dell’uomo, é destinato alla vecchiaia e a tutto ciò che essa comporta, quindi anche al livello di capacità riproduttiva. I ritmi attuali però non consentono più gravidanze in giovanissima età e questi mutamenti generazionali si stanno lentamente imponendo sul progresso biologico il quale riesce e riuscirà sempre più a stare dietro a questo cambiamento.
Così, con le dovute attenzioni e monitoraggi, anche a 40 anni la gravidanza potrà essere meravigliosa e serena.