Macerato di ortica: preparazione e uso nella lotta biologica
L’ortica è un’erba officinale ricca di acido formico e macro elementi, ha proprietà fertilizzanti, insetticide, curative, immunopotenzianti e fitostimolanti. Ecco come realizzare il macerato di ortica.


Nella categoria delle piante officinali utilizzate in agricoltura biologica, l’ortica ha un ruolo primario. Il macerato di ortica, infatti, oltre ad appartenere alla categorie dei preparati naturali che favoriscono la crescita dei vegetali, attiva i processi microbici utili per il giusto nutrimento delle coltivazioni e per la prevenzione di molte patologie vegetali.

L’ORTICA

L’Ortica (Urtica dioica) è una una pianta spontanea e infestante, comune lungo i fossi, nei terreni incolti e nei luoghi ombrosi e umidi. Questa varietà di ortica, utilizzata anche nella produzione di fibra tessile, presenta foglie opposte ovali o lanceolate ricoperte di peli urticanti. I fiori, verdastri e riuniti in spighe all’ascella delle foglie, compaiono tra maggio e agosto, mentre il frutto è un achenio, quindi un pericarpo secco e indurito.

PRINCIPI ATTIVI E PROPRIETA’

L’uso del macerato di ortica aumenta le concentrazioni di acido salicilico e rilascia l’acido formico, sostenendo le difese immunitarie delle piante. Notevole è inoltre l’estrazione di clorofilla dalle foglie, rese più brillanti dalla stimolazione della fotosintesi. Ricca di macro elementi quali azoto, potassio, ferro e sali minerali, l’ortica ha proprietà fitostimolanti, sostenendo la crescita di molte coltivazioni, e svolge un attiva azione insetticida e repellente soprattutto contro il ragnetto rosso ed i pidocchi delle piante.

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LA RACCOLTA

La raccolta delle foglie avviene a partire dalla primavera fino ad agosto, mentre il taglio della pianta deve essere effettuato in giugno e luglio, possibilmente lontano da fonti di inquinamento, senza sradicare la pianta e tagliandola a 5-10 cm dal suolo. L’essiccazione deve essere immediata e lontano dai raggi diretti del sole, i tempi consigliati sono di 1 giorno per le foglie e 2 giorni per la pianta. Per ottenere un buon macerato di ortica, inoltre, è bene prevedere una stagionatura di 2 giorni, durante i quali è necessario rimuovere spesso la pianta, che deve essere disposta in strati di circa 30 cm.

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LA RICETTA DEL MACERATO

Il macerato di ortica si ottiene lasciando sfibrare 10 kg di ortica (10 kg di prodotto fresco equivalgono a 2 kg di prodotto secco) sminuzzata (senza le radici) in 10 lt di acqua pura o piovana, rimescolandola spesso per favorirne la fermentazione. In questa fase è bene controllare più volte il prodotto, soprattutto con le alte temperature, poiché appena la produzione di bolle da fermentazione si arresta, bisogna immediatamente eseguire la filtrazione, previa aggiunta del 5% di aceto, che aiuta a bloccare la fermentazione stessa. É consigliabile coprire il contenitore con una zanzariera per proteggere il prodotto dagli insetti. Il macerato di ortica può essere conservato fino ad anno e mezzo.

IMPIEGO: QUANTO, DOVE E COME

Il macerato di ortica puro è un valido erbicida, spruzzato sul compost ne accelera la decomposizione e irrorato sul terreno ne aumenta la fertilità. Diluito con acqua al 50% è utile contro tignola, mosca e acari, mentre al 5% stimola la crescita delle piante e ne aumenta le difese immunitarie. Si utilizza innaffiando le foglie ogni 15 giorni in via preventiva o per 3-4 giorni di fila in caso di attacchi crittogamici o di insetti dannosi. In sinergia con il macerato di equiseto al 20%, il macerato di ortica è utile contro la peronospora della vite. Inoltre, mettendo a bagno le sementi in una soluzione di macerato di ortica diluita al 10%, prima della semina, questo prodotto naturale stimola il germogliamento. Infine, irrorato sulle radici delle piantine da mettere a dimora o sulle coltivazioni appassite ha proprietà fitostimolanti, mentre l’aggiunta dell’1% di sapone di Marsiglia puro ne aumenta l’adesività e quindi l’efficacia.

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QUANDO USARLO

Il macerato di ortica è particolarmente attivo sugli ortaggi e gli alberi da frutto. Via libera, quindi, su pomodori, melanzane, fave, fagioli, agrumi, pesco, ciliegio, melo e pero. Deve essere vaporizzato la mattina presto, dopo il tramonto o quando il cielo è nuvoloso. E’ un prodotto assolutamente innocuo e particolarmente utile in quei casi in cui le piante trattate con prodotti di sintesi risultino resistenti a questi prodotti. Infine, la somministrazione di 5 ml di macerato di ortica ogni litro di acqua aumenta le difese immunitarie degli animali.

QUANDO NON USARLO

A causa del suo cattivo odore è sconsigliato sui cavoli e sulle crucifere poiché attira la cavolaia. Inoltre, questo preparato è fortemente sconsigliato sui frutti destinati alla conservazione e sui fiori, risultando tossico per le api impollinatrici. Per le coltivazioni particolarmente delicate quali pomodoro e cetriolo è preferibile la distribuzione al piede piuttosto che l’irrorazione sulle foglie.

L’immagine di copertina è tratta da turning-to-nature

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