Orto di marzo: 16 consigli per la lotta biologica! (leggi la guida !)
Una guida per prevenire biologicamente alcune fitopatologie e per contrastare le avversità nell’ orto di marzo : bolla del corineo, cocciniglia, uova di ragno rosso e oidio, il grillotalpa, i nematodi e le muffe grigie. Leggi tutta la guida!

E’ passato un anno da quando ho iniziato a trattare mensilmente la lotta biologica; con questa guida dell’ orto di Marzo , quindi, finisce questo percorso.

E’ vero che Febbraio ci ha regalato in molte regioni della nostra penisola i primi raggi tiepidi, i primi segnali dell’arrivo prossimo della primavera, un incontro inaspettato con una coccinella, i primi fiori spontanei ma è Marzo, col più bel equinozio dell’anno, il mese del vero risveglio del nostro spirito, dei nostri propositi e della natura tutta con la sua prepotente, stupefacente bellezza.

Gli alberi da frutto fioriscono con l’eleganza del bianco e del rosa antico, la frutta e la verdura si impreziosiscono di sapori, gli insetti escono dalla loro quiescenza e tutte le attività vitali ricominciano il naturale ciclo biologico.

Purtroppo a questa magia corrisponde non solo un’attività impegnativa per chi coltiva ma anche il risveglio di patologie pericolose per le nostre coltivazioni. Vediamo quali.

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BOLLA E CORINEO DELLE DRUPACEE

Bolla e corineo, ampiamente citate in questi mesi, sono due crittogame che si sviluppano in generale su tutte le drupacee.

I miceli di questi funghi svernano nelle lesioni della corteccia per poi infettare le coltivazioni durante la ripresa vegetativa.

La poltiglia bordolese, consigliata nei mesi passati, non deve essere applicata in primavera perché queste coltivazioni risultano cuprosensibili.

Meglio quindi utilizzare il polisolfuro di calcio.

POLISOLFURO DI CALCIO CONTRO BOLLA, CORINEO, COCCINIGLIE, UOVA DI RAGNO ROSSO E OIDIO

Normalmente preparato industrialmente, il polisolfuro di calcio trova impiego nel periodo invernale-primaverile contro bolla, corineo, cocciniglie, uova di ragno rosso e oidio.

Con formulati al 23% di S si impiegano 12 l/hl sulle pomacee, 10 l/hl sulle drupacee e 5 l/hl sull’olivo.

Il costo è di 40 € per 25 kg e risultando caustico deve essere utilizzato con estrema cautela, infatti se dopo l’irrorazione si verificassero gelate i danni sarebbero molto consistenti.

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IL MACERATO DI ORTICA E IL DECOTTO DI EQUISETO CONTRO BOLLA, CORINEO, MARCIUMI, OIDIO E RAGNETTO ROSSO

Il macerato di ortica e il decotto di equiseto rappresentano ottimi fungicidi naturali e interessanti soluzioni preventive contro bolla, corineo marciumi e oidio da usare non solo nell’ orto di marzo.

Il primo si ottiene lasciando sfibrare 10 kg di prodotto fresco o 2 kg di prodotto secco sminuzzato (senza le radici) in 10 lt di acqua pura o piovana, rimescolandola spesso per favorirne la fermentazione.

Appena la produzione di bolle da fermentazione si arresta, bisogna immediatamente eseguire la filtrazione, previa aggiunta del 5% di aceto.

Il macerato di ortica si utilizza, in via preventiva, con l’aggiunta dell’1% di sapone di Marsiglia puro per aumentarne l’adesività e quindi l’efficacia, vaporizzando il tronco e i rami ogni 15 giorni, la mattina presto, dopo il tramonto o quando il cielo è nuvoloso.

L’ortica svolge, inoltre, un’attiva azione insetticida e repellente contro il ragnetto rosso e i pidocchi delle piante ma è fortemente sconsigliata su cavoli e crucifere (attira le cavolaie) ma anche sui frutti destinati alla conservazione e sui fiori perchè risulta tossica per le api impollinatrici.

Il decotto di equiseto, invece, si ottiene lasciando in ammollo per 24 ore 45-50 gr di pianta secca o 100 gr di pianta fresca in 1 litro di acqua.

Portate a ebollizione a fuoco basso per almeno mezz’ora, quindi spegnete e lasciate raffreddare, filtrate e infine diluite il prodotto in acqua in rapporto di 1:5.

Il decotto di equiseto si utilizza in belle giornate di sole, innaffiando le foglie ogni 20 giorni.

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IL GRILLOTALPA E L’ UTILIZZO DEI NEMATODI

Il grillotalpa è un insetto di colore bruno dell’ordine degli Ortotteri, è lungo tra i 3 e 5 cm, ha un diametro di 2 cm e si presenta con due zampe robuste con le quali scava gallerie nel terreno, tranciando le radici delle piante.

Il grillotalpa predilige terreni umidi e di bonifica ed è un insetto infestante e notturno.

Buchi nel terreno, piante secche, tuberi e foglie rosicchiate sono i segni della presenza di questo polifago, spesso attratto nel nostro orto da residui vegetali.

  • Trappole di birra nell’ orto di marzo nella lotta contro il grillotalpa

Le trappole di birra rappresentano un ottimo alleato nella lotta biologica contro il grillotalpa. Sarà sufficiente interrare una bottiglia di plastica tagliata a metà, riempita di birra e residui di ortaggi, per attirarlo. Bruciare gli insetti catturati e spargerne le ceneri sul terreno rappresenta, invece, un ottimo repellente contro possibili futuri attacchi. E’ consigliabile procedere quando l’adulto esce per accoppiarsi, tra fine marzo e tutto maggio.

  • I nematodi nella lotta contro il grillotalpa

L’applicazione del nematode si effettua previa dispersione in acqua, distribuendolo poi sul suolo con un mezzo a doccia. I nematodi entomopatogeni di tipo Steinernema Carpocapsae sono parassiti utili nella lotta biologica contro le larve di grillotalpa. Una volta penetrati nelle aperture naturali di quest’ultimo, ne causano lentamente la morte.

  • Dosi, modalita’ e avvertenze nell’utilizzo dei nematodi nella lotta contro il grillotalpa

Il dosaggio è di 50 milioni di larve per 100 m2, è consigliabile acquistare il prodotto in prossimità dell’utilizzo, conservarlo al fresco e agire tra la primavera e settembre. Lo Steinernema Carpocapsae è un parassita innocuo per coltivazioni e animali ma non è un prodotto selettivo, pertanto, potrebbe essere sconsigliabile il suo utilizzo in agricoltura biologica.

  • Lavorazioni del terreno che scoraggiano la presenza del grillotalpa

Come abbiamo visto, l’habitat ideale del grillotalpa è rappresentato dai terreni umidi, un buon drenaggio del terreno, dunque, contribuisce a prevenire la presenza di questo dannoso insetto.

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I RIMEDI PREVENTIVI CONTRO COCCINIGLIE, AFIDI E RAGNETTI ROSSI

La cocciniglia è un insetto caratterizzato da dimensioni molto ridotte e da uno scudo protettivo che in queste settimane non è ancora comparso.

Le femmine perforano i tessuti della pianta e si nutrono della sua linfa, bloccandone l’accrescimento e indebolendola.

La cocciniglia si annida nella pagina inferiore della foglia ma può essere presente anche alla base dei piccioli e sui rami.

La cocciniglia predilige climi caldi, prolifera soprattutto a seguito di inverni miti ed è spesso associata alla comparsa della fumaggine.

Insetticidi a base di oli minerali ammessi in agricoltura biologica contengono le cocciniglie, ricoprendo le uova e il corpo degli insetti con una sottile pellicola, che ne provoca la morte per asfissia.

Efficaci anche contro afidi e ragnetti rossi, che colpiscono agrumi, drupacee, pomacee e piante in pieno campo, questi formulati si diluiscono in acqua e si distribuiscono in spray in ragione di 150 – 200 ml ogni 10 litri di acqua.

Unica accortezza è tenere il prodotto lontani dai bambini e consumare il raccolto non prima di 20 giorni.

Favorire l’arieggiamento della chioma con buone potature, non eccedere con i concimi azotati ed effettuare consociazioni col Nasturzio sono invece le tecniche più indicate sia contro la cocciniglia che contro la fumaggine.

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NICOTINA CONTRO COCCINIGLIE E AFIDI

L’alcaloide contenuto nelle foglie di tabacco, più potente delle quassine ma il cui impiego in agricoltura è praticamente abbandonato, svolge un’azione insetticida per asfissia oltreché per contatto e ingestione, esplicando interferenze sul sistema nervoso soprattutto degli adulti di lepidotteri minatori delle pomacee ma anche di altri fitofagi come afidi, cicaline, tingidi, cocciniglie e carpocapsa.

Miscibile con acqua a temperature inferiori ai 60 °, la nicotina deve essere utilizzata con prudenza perché risulta altamente tossica anche per gli animali a sangue caldo.

Le dosi di utilizzo sono: 50 gr di mozziconi di sigari o sigarette, fatti bollire in 1 lt di acqua.

QUASSINE CONTRO GLI AFIDI

Con l’innalzamento delle temperature e nell’ orto di marzo anche gli afidi rappresentano una minaccia per le nostre coltivazioni.

Queste possono essere protette dalle quassine che, non essendo fitotossiche e non risultando nocive nei confronti degli insetti utili, sono utilizzabili anche durante la fioritura.

Dalla quassia amara, oggi coltivata in Colombia, Panama e Indie Occidentali, si ricavano due sostanze attive: la quassina e la neoquassina.

Estratte dal legno di quassio, queste sostanze insetticide controllano afidi, tripidi e altiche che colpiscono frutticole, orticole e floricole.

Questi formulati, che in commercio si trovano come prodotti di tipo erboristico, agiscono per contatto e ingestione procurando la morte degli insetti per paralisi.

Data la scarsa solubilità della quassina in acqua, i formulati si preparano al momento dell’uso facendo bollire 2 kg di trucioli in 100 lt di acqua per 20 minuti, infine si lasciano macerare per 24-48 ore, eventualmente aggiungendo un’esca, nella fattispecie 2 kg di melassa o destrina o un potenziante ad azione insetticida, come il sapone molle.

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MUFFA GRIGIA

La muffa grigia o Botrytis è un fungo che colpisce vite, agrumi, cereali, peperoni, cicorie, fave, fragole e floricole quali gladiolo, ciclamino, primula, tulipano, ortensia e geranio.

Questa crittogama si manifesta con macchie marcescenti di colore bruno e con una fitta vegetazione polverulenta di colore grigio-marrone.

I periodi dell’anno più favorevoli alla comparsa di questa crittogama, a seconda della coltivazione, sono la tarda primavera (fragola) e/o l’autunno (uva), con temperature tra i 12 ed i 30 °C, in presenza di precipitazioni e quindi con alte percentuali di umidità.

MUFFA GRIGIA E BUONE PRATICHE AGRONOMICHE

Il modo migliore per proteggersi dalla Botrytis è prevenirla attraverso le buone pratiche agronomiche: in primis il contenimento della vegetazione, che assicura una salubre aerazione ma anche il controllo di innaffiature e letamazioni e un uso prudente di concimazioni azotate che, provocando un assottigliamento della buccia, rendono le piante più vulnerabili agli attacchi fungini.

Altro metodo preventivo è dato dalla pacciamatura con film plastici che si può praticare su numerose colture quali cavolo, fragola, lattughe, cucurbitacee, solanacee e molte floricole. Innalzando la temperatura del terreno e isolandolo dal contatto con l’ortaggio questa tecnica molto indicata per le coltivazioni di fragole garantisce un prodotto finale più sano, protegge le nostre coltivazioni da molti parassiti, tra cui gli afidi, e contiene le malerbe.

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PREVENZIONE DELLA MUFFA GRIGIA CON UN FUNGO AUREOBASIDIUM PULLULANS

Un aiuto preventivo contro la muffa grigia è dato dall’Aureobasidium pullulans, un fungo antagonista naturale presente su numerose coltivazioni che risulta asintomatico fino a quando non si innesca, in presenza di muffa grigia, un meccanismo di concorrenza alimentare che ne inibisce lo sviluppo e la diffusione.

Le dosi variano da 4 gr/mq in 4 lt di acqua per la vite a 7 gr/mq per i piccoli frutti, in soluzione all’1%, da non miscelare con altri fungicidi.

PREVENZIONE DELLA MUFFA GRIGIA CON UN BATTERIO BACILLUS SUBTILIS

In alternativa, si può utilizzare un batterio antagonista, il Bacillus Subtilis che esplica un evidente effetto di contenimento degli attacchi di muffa grigia.

A questo batterio appartengono vari ceppi tutti presenti in natura e non modificati geneticamente che riducono ed eliminano l’attacco di questo fungo parassita, entrando in competizione per le fonti nutritive e lo spazio colonizzabile.

Le dosi di impiego variano a secondo delle coltivazioni da trattare e dal ceppo utilizzato.

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LOTTA BIOLOGICA AL RAGNETTO ROSSO: UN ACARO CONTRO UN ACARO

l ragnetto rosso (Tetranychus urticae), appartenente al genere Tetranychus, è un acaro le cui dimensioni oscillano tra i 0,3 ed i 0,6 mm di lunghezza.

Questo parassita polifago, che si presenta di colore rosso nei mesi autunnali e di colore verdastro nei mesi più miti, attacca diverse specie quali: fagioli, fragole, pomodori, melanzane, peperoni, meloni, molte piante ornamentali tra cui la rosa e diverse arboree come melo, pero e susino.

Il ragnetto rosso, presente in modo particolare da luglio a settembre, attacca la pagina inferiore delle foglie delle piante, succhiandone la linfa, riducendone la capacità fotosintetica e procurando gravi danni alla coltura.

La pacciamatura in presenza di condizioni meteo siccitose e primavere particolarmente calde sono fattori di rischio. In questi casi è consigliabile effettuare il controllo periodico della pagina inferiore delle foglie.

  • Contro il ragnetto rosso un acaro  il Phytoseiulus persimilis

Una valida soluzione al ragnetto rosso è data dall’utilizzo di un acaro fitoseide, il Phytoseiulus persimilis.

Questo predatore, le cui femmine di colore arancio brillante sono poco più grandi del ragnetto rosso, è caratterizzato da un’elevata mobilità e dalla capacità di esplorare anche grandi aree.

Le dosi sono comprese tra un minimo di 5 e un massimo di 25 insetti, da lanciare in maniera uniforme nella zona infestata ai primi avvistamenti del parassita.

  • Il sapone di Marsiglia contro il ragnetto rosso

Altro sistema naturale nella lotta al ragnetto rosso è dato dal sapone di Marsiglia naturale. Per ottenere una soluzione acaricida efficace, sciogliere un cucchiaio di sapone di Marsiglia, liquido o in scaglie, in 1 litro di acqua calda e lasciare raffreddare.

Irrorare due volte a settimana direttamente sulle foglie, preferibilmente durante le ore serali.

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ASSENZIO, TANACETO E POMODORO CONTRO LA CAVOLAIA

L’uso costante di preparati vegetali a base di di assenzio, tanaceto e pomodoro circoscrivono la presenza e quindi i danni provocati dalla cavolaia.

Per ottenere il decotto di assenzio bisognerà mettere a macerare per 24 ore 10 gr di pianta fresca (o 1 gr di Artemisia absinthium) in un litro di acqua, bollire per mezz’ora e filtrare il liquido.

Questo repellente si può utilizzare fino a due volte a settimana con l’unica precauzione di sospendere il trattamento quindici giorni prima della raccolta.

Per la preparazione di formulati a base di tanaceto (Tanacetum Vulgare), invece, si utilizzeranno 30-50 gr di pianta fresca (o 3 gr di foglie secche) in 1 litro di acqua.

Questo preparato si impiega puro come preventivo tutto l’inverno fino all’inizio della primavera con l’accortezza di tenerlo fuori dalla portata dei bambini.

Infine, per la preparazione dell’estratto di pomodoro si utilizzano 200-300 gr di femminelle fresche con qualche foglia che, dopo essere state sminuzzate, devono essere lasciate macerare in 2 litri di acqua per 5 ore.

Tutti questi preparati devono essere irrorati direttamente sulle piante.

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LE CONSOCIAZIONI UTILI NEL MESE DI MARZO

Abbiamo visto che una buona consociazione per difendersi dalla cocciniglia è data dal Nasturzio, un fiore ricco di proprietà antibatteriche. Il linea generale, ricordate che per prevenire l’insorgenza delle crittogame come l’oidio, invece, è bene consociare aglio, cipolla ed erba cipollina ed effettuare una pacciamatura con foglie di felce maschio. Vediamo in particolare qualche buon esempio:

  • L’aglio piantato vicino alle aromatiche potenzia il suo potere di proteggere le coltivazioni da funghi e parassiti. Consociatelo con zucchini, barbabietole, pomodori, lattughe e fragole.
  • Il cavolo si potrà consociare con barbabietole, fragole, lattughe, pomodori, piselli, spinaci, sedani, salvia e porri. Ricordate che sedano, pomodoro e aromatiche anche allontanano la cavolaia.
  • I fagioli si consoceranno con patata, petunia, cavolo, carota e santoreggia. Quest’ultima allontana gli afidi mentre la petunia gli insetti in generale.
  • Le fragole dovranno essere consociate con ravanelli, erba cipollina, lattuga, cavoli e spinaci. L’erba cipollina, in particolare, le protegge dagli attacchi di acari e Botrytis.
  • Le Rosacee si consociano con ravanello, tarassaco e consolida maggiore. L’aglio, la ruta e il tanaceto le protegge dagli attacchi di vari fitofagi mentre l’erba cipollina allontana gli afidi.
  • Gli spinaci si consociano con cavoli, ravanelli, fragole e garofano, che esplica un’azione repellente contro gli afidi.
  • Gli zucchini saranno consociati con la cipolla e col basilico, che li protegge dall’oidio.

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LE BUONE PRATICHE IGIENICHE CONTRO LE VIROSI

Le norme igieniche atte a contenere la propagazione delle virosi sono semplici ma devono essere applicate con rigore.

  • Distruggete col fuoco, con le dovute precauzioni, tutto il materiale infetto, sterilizzate le forbici utilizzate per la potatura e per la raccolta dei fiori e disinfettate mani e guanti dopo le operazioni di cimatura, legatura e trapianto
  • utilizzate un cicatrizzante alla fine delle operazioni di potatura per evitare il propagarsi di malattie fungine.
  • Infine, prediligete la moltiplicazione delle piante per seme e ripulite perfettamente i terreni perché molti parassiti e soprattutto i funghi trovano negli scarti lasciati a terra l’habitat ideale per proliferaredisinfettate infine i terricci con una buona sterilizzazione da eseguire con acqua bollente.

RACCOMANDAZIONI DEL MESE DI MARZO

Nonostante nei mesi precedenti abbiamo preparato il nostro terreno per le attività primaverili è raccomandabile: predisporre i canali di scolo, pulire bene l’orto da tutte le erbe infestanti, vangarlo prima delle semine, rivoltare i cumuli di compost, interrare il concime e utilizzare la tecnica del sovescio per seminare in pieno campo.

A marzo potremo inoltre trapiantare in coltura protetta: cetriolo, anguria, melone e ortaggi come melanzana, zucchino, pomodoro e peperone e in piena aria patata, aglio, cipolla, scalogno e lattuga.

Ricordate, infine, che a inizio primavera e nel primo periodo dopo il trapianto la pianta necessita di poca acqua e solo successivamente si dovrà provvedere ad una buona irrigazione.

A tal fine e nel rispetto di un agricoltura sempre sostenibile sarebbe quindi opportuno assicurarvi il recupero dell’acqua piovana.

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