Lo stracciabrache, il cibo preferito dei Puffi

La salsapariglia nostrana (Smilax aspera L.) appartiene alla famiglia delle liliacee.
È una pianta arbustiva con portamento lianoso, rampicante, dal fusto flessibile e delicato, ma cosparso di spine acutissime. E? una pianta infestante e, assieme ad altre lianose, contribuisce a rendere impenetrabili le boscaglie. Il nome stracciabraghe deriva infatti dalla grande tenacia di questa pianta che con le sue robuste spine rende impenetrabile il bosco, tanto che è meglio aggirarla se si vuole riportare a casa tutti interi i pantaloni!La salsapariglia nostrana (Smilax aspera L.) appartiene alla famiglia delle liliacee.
È una pianta arbustiva con portamento lianoso, rampicante, dal fusto flessibile e delicato, ma cosparso di spine acutissime. E’ una pianta infestante e, assieme ad altre lianose, contribuisce a rendere impenetrabili le boscaglie. Il nome stracciabraghe deriva infatti dalla grande tenacia di questa pianta che con le sue robuste spine rende impenetrabile il bosco, tanto che è meglio aggirarla se si vuole riportare a casa tutti interi i pantaloni!
Le foglie, a forma di cuore, hanno i margini dentati e spinosi. I fiori, molto profumati, sono piccoli, giallicci o verdastri, poco vistosi e raccolti in piccole ombrelle; fioriscono, nelle regioni a clima mediterraneo, da agosto ad ottobre. I suoi  frutti sono bacche rosse, riunite in grappoli, che giungono a maturazione in autunno. Contengono semi minuscoli e rotondi. Insipide e poco appetibili per l’uomo, costituiscono una fonte di nutrimento per numerose specie di uccelli. Questa pianta inoltre, come sanno bene gli appassionati di cartoni animati, è il cibo prediletto dei Puffi (la cosiddetta Puffbacca!).

È diffusa in Messico, nelle isole Canarie, in Africa centrale, in Asia centrale (India, Bhutan, Nepal) e nelle regioni dell’area mediterranea. Cresce spontanea nei boschi e nelle macchie. Il suo portamento lianoso testimonia l’origine subtropicale.
Esiste una leggenda nella mitologia greca, secondo la quale un giovane di nome Crocos amava appassionatamente la ninfa Smilax, di un amore destinato inesorabilmente ad una triste fine per la natura terrena del giovane; allora gli dei, impietositi e volendo rendere ambedue immortali, li trasformarono nelle piante (croco e smilax-salsapariglia) che da quel giorno portano i loro nomi.

Secondo alcuni, il nome deriverebbe dalla parola spagnola “Zalzaparilla” perché la pianta, strofinata vigorosamente, fa della schiuma saponosa che assomiglia a quella dei cavalli quando sudano, da cui il nome di salsa (schiuma) della pariglia (coppia di cavalli).
La radice della salsapariglia contiene numerosi principi attivi tra cui la smilacina e l’acido salsasapinico. Ha proprietà sudoripare e depurative, espettoranti ed emetiche. Può essere utilizzata in infusi e decotti per curare l’influenza, il raffreddore, i reumatismi, l’eczema. Gli estratti vengono usati anche in alcune formulazioni galeniche per migliorare l’assorbimento dei principi attivi farmacologici.

Nel Salento i germogli teneri di questa pianta vengono raccolti e utilizzati alla stregua degli asparagi selvatici, preparati previa bollitura in frittata; sott’olio in conserva; in insalata, lessati e conditi con olio e aceto.

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Foto: asfodelotrekkingsardegna

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