Lezioni di anti spreco

Cristina Gabetti, nota al grande pubblico come giornalista di Striscia la Notizia per cui cura la rubrica “Occhio allo spreco” in onda tutti i sabati sera, è una donna che ha fatto del proprio vivere sano oltre che un lavoro un vero stile di vita. La passione per l’ecologia l’accompagna da sempre, ma sboccia, come Cristina ci racconta: “attraverso una sperimentazione continua culminata nel mio primo libro Tentativi di Eco Condotta (Rizzoli 2008), dal quale è nato la rubrica Occhio allo Spreco. Ho mandato Tentativi di Eco Condotta ad Antonio Ricci per un messaggio promo-letterario, invece mi ha telefonato per chiedermi di dare vita ad una rubrica settimanale di economia domestica!
Da qui è nato il mio secondo libro Occhio allo spreco – Consumare meno e vivere meglio, un libro facile, pratico, pieno di soluzioni alla portata di tutti che racconta storie e porta esempi concreti di comunità che stanno evolvendo verso stili di vita sostenibili con gioia e spirito costruttivo.
Quali sono le azioni che tutti noi possiamo compiere nel nostro piccolo per aiutare l’ambiente?
Sono tantissime: evitare gli sprechi usando la fantasia, puntare sulla qualità e in ambito alimentare, su cibi locali e di stagione. Dire il più possibile no all’usa e getta, incominciando dai sacchetti di plastica. E’ bene avere sempre con sé una borsa di tela. Risparmiare acqua e dosare bene i detersivi.
Molti sostengono che adottare comportamenti eco-friendly comporti un impiego di denaro maggiore. Come convincerli a fare acquisti rispettosi dell’ambiente?
Consiglio di leggere Occhio allo Spreco che nasce per accompagnare il lettore in una serie di ragionamenti che dimostrano il contrario: i Gruppi di Acquisto Ecosolidali offrono prodotti di qualità che, saltando una complessa filiera distributiva, hanno prezzi competitivi, ma anche nella grande distribuzione ci sono prodotti a prezzi convenienti che salvaguardano la natura. Nel campo dell’abbigliamento ci sono laboratori sartoriali che uniscono la cultura del riciclo alla fantasia e la manualità.
Per lei esiste un suo decalogo ecoambientale?
Affezionarsi alle cose e uscire dal consumo maniacale, informarsi sulle opportunità che ci circondano, comunicare e inserirsi nella scia di coloro che sperimentano stili di vita più attuali, in sintonia con le esigenze del nostro tempo.
Sensibilizzare i giovani alle tematiche legate all’ecologia non è facile, lei da madre di tre figli quali consigli si sente di dare?
Il miglior maestro è l’esempio, unito ad una gioiosa perseveranza. Raccolgo storie positive perché credo che i giovani, e non solo, vadano ispirati, non terrorizzati.
Stile Naturale è un mensile nuovo, fatto da giovani e che cerca di far conoscere il mondo del verde in ogni sua sfumatura. Può darci qualche consiglio per il futuro?
Rompere gli schemi, osare, dialogare, andare oltre l’apparenza, vedere gli ostacoli come un invito a superarli, creare con le mani, usare internet per diffondere messaggi propositivi. La svolta verso la sostenibilità è una missione generazionale; come dice Daniel Goleman in Intelligenza Ecologica, è il nostro prossimo gradino evolutivo. Eco è cool, figo, ed è fondamentale dare una spolverata a tanti vecchi pregiudizi.

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