Le vibrazioni del kin jang

Il kin jang è una delle più antiche tecniche di rilassamento psicofisico, praticata nella zona dell’attuale Corea del sud e messe a punto dai monaci buddisti originari del Tibet

Alessandro Domenichelli, shiatsuka alle terme di Equi (termediequi.it), in Toscana, seguendo la sua passione per tutte le discipline orientali e la specializzazione in massaggi sul tatami, dove il terapista sta in ginocchio, di fianco e al servizio di chi riceve il trattamento, è arrivato di recente al kin jang. “Il kin jang è una delle più antiche tecniche di rilassamento psicofisico, praticata nella zona dell’attuale Corea del sud e messe a punto dai monaci buddisti originari del Tibet – spiega Alessandro Domenichelli, uno dei pochi terapisti italiani di kin jang – La sua pratica nasce dall’esigenza di ritrovare, al termine di una faticosa giornata di lavoro, un benefico stato di rilassamento con l’immediata liberazione delle energie bloccate. Si basa su vibrazioni, rotazioni, oscillazioni, ondeggiamenti e stiramenti su tutto il corpo. Il massaggio riduce lo stress e le tensioni articolari, migliora l’elasticità e la tonicità muscolare, la circolazione sanguigna e linfatica”. Il kin jang, in uso presso i pescatori coreani, praticato dalle donne ai mariti di ritorno dalla pesca, insegnato e tramandato di generazione in generazione, nasce dall’esigenza di ritrovare, dopo una dura giornata di lavoro, l’integrità e il benessere. Successivamente chi lo pratica si rende conto che il massaggio non agisce solo sul rilassamento, ma anche sui canali energetici e sulle emozioni, determinando un riequilibrio totale della persona. L’operatore, lavorando indirettamente sulle fasce muscolari (dove si accumulano stress, traumi e blocchi emozionali) permette al corpo di ritrovare naturalmente il proprio stato di equilibrio. Alessandro Domenichelli è arrivato alle discipline orientali in modo casuale, passando attraverso la malattia. A un cero punto della sua vita si è trovato ad affrontare un grave problema di salute con l’uso di medicinali in dosi elevate. Continuando a non stare bene lo specialista gli prospetta un intervento difficile così in attesa dell’operazione il suo medico (buddista) gli consiglia la pratica dello yoga. “Molto scettico mi iscrivo – spiega Alessandro Domenichelli – Ma fin dall’inizio considero le sedute di yoga una perdita di tempo, tanto da decidere di smettere. Per curiosità provo un trattamento shiatsu ma tornando a casa sto male. Decido però di continuare il ciclo di massaggi shiatsu e alla fine noto che comincio a stare meglio tanto da diminuire la dose di medicine”. Alessandro Domenichelli decide così di iscriversi al corso di shiatsu. Si diploma all’accademia italiana shiatsu, evita l’intervento, riduce le dosi dei farmaci ma soprattutto scopre un mondo sconosciuto. “Con lo shiatsu ho capito tante cose – spiega – Ho scelto di entrare in un mondo che non mi apparteneva per niente. Ho scoperto di aver bisogno del contatto con gli altri e anche che lo shiatsu è veramente efficace per tutti. Ha la funzione di far ascoltare i segnali del corpo, di farci uscire dal vortice che ci siamo costruiti per cominciare a pensare”.

Terme di Equi – piazza delle Terme, 1 – Equi Terme (MS) -e-mail: www.termediequi.it

Maria Cristina Righi

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