I lavori nell’orto sinergico e naturale a maggio

A maggio il clima si fa sempre più caldo come la terra, nel nostro orto sinergico e naturale abbiamo già messo a dimora specie tipiche dell’estate, il pomodoro, il melone, le angurie e ne assaporiamo già la dolcezza in bocca. La pacciamatura, intanto, fa il suo compito, mantenendo una temperatura calda ma costante, in modo che ancora le irrigazioni possono considerarsi poche e sporadiche. Anche in maggio è buona cosa, ogni 15 giorni, arieggiare i bancali o i cassoni, chiamati anche aiuole, servendosi di una forca e praticando dei buchi qua e là incidendo la terra senza smuoverla: questo procedimento si effettua al tramonto, in modo che l’umidità della notte e la rugiada si depositi sulla terra per nutrirla, ogniqualvolta che la vediamo troppo secca e dura.
In maggio gustiamo l’asparago, le biete, carote, qualche cavolo cappuccio, i primi cetrioli, cipolle, rucola, pisellini dolci e freschi, spinaci e ravanelli.
Se abbiamo delle coltivazioni protette, allora è il momento dei primi fagiolini, pomodori, zucchine e melanzane.

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Pomodoro
POMODORO COLTIVAZIONE: NELL’ORTO, IN VASO E IN SERRA

SEMINE E LAVORI IN LUNA CALANTE 

È questo il momento di seminare anche i frutti che ci risulteranno buoni in autunno, tutti i cavoli quindi, in modo che già ad agosto/ settembre siano pronti. Si seminano così la barbabietola, la bietola a coste e da taglio, la carota, cavolfiore, broccolo, cavolo cappuccio, verze, cavolini di Bruxelles, invidia, lattughe e radicchi, porri, rapa, sedano e spinacio.
Se abbiamo spazio, possiamo riservarci un’aiuola proprio per le coltivazioni più autunnali, possiamo trapiantare la barbabietola, le biete, le cipolle, i porri, le lattughe.
Anche i tipici frutti estivi hanno bisogno di noi: così è bene, in maggio, cimare angurie e meloni e togliere i polloni a pomodori e melanzane.
Si rincalzano i piselli, le fave, le melanzane, le patate, i peperoni e i pomodori, oltre a rimuovere tutte le protezioni invernali alle colture.

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SEMINE E LAVORI IN LUNA CRESCENTE 

In luna crescente si seminano all’aperto il basilico, il cardo, il cetriolo, fagiolo e fagiolino, melone, pisello per avere frutti tardivi, pomodori che mangeremo in settembre/ottobre, il prezzemolo e la zucca. All’aperto possiamo trapiantare l’anguria, il cardo, cetriolo, melanzana, melone, peperone, pomodoro, zucca, zucchino e i rampolli del carciofo.

LE CONSOCIAZIONI DI ORTAGGI E PIANTE AROMATICHE

In agricoltura naturale è importante, e vivamente consigliato, fare delle bordure vegetali di protezione alle aiuole dell’orto sinergico: le bordure si fanno a una distanza di circa mezzo metro dalle aiuole, le chiome degli alberi in estate proteggeranno alcune colture, quindi sarà bene seminare o trapiantare ortaggi che hanno necessità della mezza ombra.
Così a nord è consigliabile porre il ciliegio o fico, ginepro o alloro; a nord ovest bene il pero; a ovest metteremo il melo, il susino o un nocciolo, pesco o albicocco; una bordatura vegetale perfetta al sud è quella di rose anche rampicanti, o di biancospino; infine, a est si addice una bordura di ribes o more, topinambur. Ricordiamo, poi, l’importanza dei fiori in mezzo alle aiuole o come bordatura interna.

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CONSOCIAZIONI FAVOREVOLI

In merito alle consociazioni favorevoli di maggio, ecco quelle indicate per la buona riuscita di un orto sinergico.
Fagioli – cavoli , porri, sedani, mais, cetrioli
Barbabietola rossa – cavolo rapa , cipolla
Fagiolini – sedani , cetrioli , cavolo, carote
Pomodori – prezzemolo, cipolla, cavoli, sedano, basilico, fagiolo nano
Piselli – cavolo, sedano, patate
Insalate – rafano, fagiolo, cetriolo, rape rosse, barbabietola
Patate – fave e piselli, tagete

NON SONO FAVOREVOLI NELL’ORTO SINERGICO

Fagioli – cipolle
Barbabietola – pomodori
Patate – cipolle
Pomodoro – zucchino o cetriolo

RACCOLTE SELVATICHE DI MAGGIO

Se siete dei camminatori e soprattutto raccoglitori folli, allora sappiate che aprile ci riserva campi stipati di erbette buone e selvatiche. Vince lo scettro apriliano lo spinacio selvatico, ormai divenuto cibo prelibato da veri buongustai, e i boccioli di tarassaco da raccogliere prima che vada in seme. Puoi approfondire il tema leggendo l’articolo: erbe selvatiche di maggio

Spinacio selvatico (chenopodium album)


Chiamato anche farinello, orapo o buonenrico, lo spinacio selvatico si raccoglie tenero all’inizio della primavera per finire in estate, meglio prima che fiorisca: in cucina si utilizzano i giovani germogli teneri. Cresce in terreni ricchi di sostanze nutritive, soprattutto vicino ai pascoli.
Il nome scientifico Chenopodium deriva dal greco e significa ‘piede di oca’ per la somiglianza delle sue foglie ai piedi dell’animale. L’appellativo ‘Farinello’, invece, prende il nome dal leggero strato farinaceo presente sulla pagina inferiore della foglia.
Utilizzi in cucina
È una pianta conosciuta sin dall’antichità e apprezzata per il suo valore nutritivo, ma anche per il suo gusto saporito: era coltivata dagli inglesi fino al XVIII secolo, spesso raccolta, lessata e consumata in varie forme in centro Italia.
Anticamente considerato un alimento povero, è oggi una spezia molto ricercata, per cui la concorrenza nei campi è molta! Si cucina come una comune verdura, lessa, cruda o soffritta in padella.

BOCCIOLI DI TARASSACO

I bocci di fiore di tarassaco sono buonissimi in salamoia: fate bollire in 1 litro di aceto con 2 cucchiai di sale, raggiunta l’ebollizione scottate per due minuti i boccioli di tarassaco. Scolare e lasciar asciugare anche per una notte i boccioli su un telo di cotone coperti con un altro telo. Invasate i boccioli aggiungendo alloro, bacche di ginepro, coprite di olio d’oliva: fate riposare almeno due settimane. Più aspetterete, più questi stuzzichini saranno saporiti.

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