L’atelier parlato

Nel cuore della vecchia Firenze dove un tempo sorgevano tante botteghe di artigiani esiste un luogo in cui il valore delle cose non è espresso dal prezzo sul cartellino
Un’idea innovativa, un piccolo negozio molto speciale e unico nel suo genere che Roberto e Nathalie, lui designer, lei stilista hanno aperto da poche settimane e dove si possono trovare oggetti di arredamento e piccoli tesori per la propria casa, tutti rigorosamente eco-sostenibili ed eco-solidali. Da Slow l’oggetto di design realizzato con materiale di recupero posa in vetrina accanto alla scultura e al pezzo unico da collezione, e i prezzi sono perlopiù accessibili per tutte le tasche.  Roberto spiega che “Il vero valore delle cose non sta nel prezzo come ci insegna la società consumistica, ma in ciò che sta dietro un oggetto, ovvero la sua storia e il lavoro delle persone che lo hanno prodotto”.  Il negozio è una piccola stanza arredata in maniera minimalista, il bancone è un antico tavolo da falegname ed è in vendita così come tutto ciò che si vede esposto. La scelta di aprire nel quartiere Oltrarno in una zona storicamente famosa per le botteghe artigiane, non sembra una casuale visto che qui ogni pezzo non è solo una merce, una cosa anonima da acquistare e portare a casa, ma racchiude dentro di se un mondo fatto di persone che hanno messo a disposizione le loro mani, la loro fantasia e il loro ingegno per creare qualcosa di nuovo, originale, al di fuori dalle logiche, talvolta perverse, dell’economia di mercato.Attraverso delle morse da falegname e del legno, ad esempio, si può fabbricare una sedia come quella dello scenografo fiorentino Claudio Cocchi, oppure con dei ritagli di vecchi manifesti in pvc, o involucri per alimenti si possono disegnare borse colorate e fantasiose e allo stesso tempo sostentare una comunità di donne in Cambogia che le produce direttamente. Una delle attrattive di questo luogo sta appunto nel vedere che anche oggetti vecchi senza alcun valore economico possono trasformarsi e essere riutilizzati in maniera creativa. Uno dei pezzi più sorprendenti è il kit di ciotole e piatti del designer giapponese Shinishiro Ogata, che non è in porcellana ma è totalmente biodegradabile ed è realizzato con fibre di canna di bamboo e residui di lavorazione della canna da zucchero. “Oggetti come questi raramente si trovano in Italia e soprattutto a Firenze” spiega Roberto “Per questa città un posto come questo è ancora una novità assoluta. Per questo staremo a vedere come verrà recepita”.
Un’altra idea innovativa per la casa sono i giardini sospesi, ovvero borsette di varie dimensioni in cotone biologico nelle quali piantare, seminare e eventualmente trasportare piante e fiori.  Si chiamano sospesi perché appunto si possono appendere dando così un tocco di originalità al proprio balcone o al proprio giardino.
Accanto a questi pezzi si trovano anche opere come quelle realizzate dalla scultrice Esther Seidel e alcuni gioielli in argento dell’orafa Catalina Brenes, unico filo rosso che unisce le due artiste è la natura e il rapporto che l’uomo ha con essa. La volontà di Roberto e Nathalie è quella di fare del loro negozio uno spazio vivo e vitale, un laboratorio di artisti, artigiani, creativi che possano attraverso il loro operato rimettere al centro l’uomo.
Per info: Slow Sdrucciolo dei Pitti 13r Firenze. www.slow-design.it

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