La meditazione attiva: tecnica olistica o disciplina sportiva?

Meditare è una tecnica per la quale si familiarizza con la mente. Ultima arrivata è la meditazione attiva, una disciplina che ingloba tecniche di podismo e meditative

Yoga, training autogeno, respirazione profonda e meditazione. Sfaccettature diverse o solo sinonimi per approfondire la conoscenza del proprio corpo e del proprio io più intimo?
Tutte ottime discipline comunque che apparentemente poco hanno a che fare con la meditazione attiva di cui vogliamo parlarvi.

MEDITAZIONE: TECNICA OLISTICA O DISCIPLINA SPORTIVA?
Abbiamo conosciuto la meditazione attiva parlando con Michele, un uomo che non si definisce gurù, ma semplicemente “uomo qualunque e podista della domenica a cui piace correre per molti chilometri.”
Da sportivo non la definisce né tecnica olistica né disciplina sportiva ma semplicemente la sua personale fit-losofia  con cui è riuscito a correre per oltre 200 km. nel deserto, 160 km. no stop in 26 ore e molti altri record ancora.
Certo è che, forte delle esperienze vissute anche nel deserto nelle sue corse in solitario ha deciso di portare quel vissuto nel quotidiano raccontando ad altri come sia possibile superare i propri limiti.
Non c’è bisogno di un deserto per mettersi a confronto con noi stessi e col prossimo.
La nostra vita quotidiana è piena di deserti. Deserti di incomprensioni, egoismo, solitudine e stress.

 

NEL DESERTO DEL QUOTIDIANO
In questo deserto si può sperimentare la meditazione attiva durante e attraverso la corsa. Come? Semplicemente affrontando a viso aperto gli ostacoli che la vita ci propone, anche quelli che credevamo insormontabili. In ognuno di noi c’è una grande forza che non conosciamo. Quella che non fa demordere davanti alle difficoltà, che fa superare barriere e paura fino a scoprire che l’unico nemico che abbiamo è dentro di noi.
Un certo tipo di allenamento vi aiuterà a trovare questo. A ricercare il ben-essere con attività semplici e naturali come la corsa e la camminata.

CORSA, CAMMINATA E DIVAGAZIONI
Correre e camminare come ben sanno quelli che ne fanno una pratica quotidiana portano inevitabilmente a scivolare in una fase di distacco quasi di semi-incoscienza.
La fatica del corpo che si eleva nello sforzo è come se spingesse la mente a divagare. I pensieri si susseguono distaccandosi dal terreno e dal gesto atletico. La fatica, quasi per magia svanisce annientando le sofferenze corporee.
Una naturale inclinazione dell’organismo umano che dobbiamo solo imparare a riconoscere e da qui partire per scoprire la meditazione attiva che conduce oltre che al superamento della fatica al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
E‘ solo necessario imparare a gestirsi lasciando il pensiero “dietro” al passo, a lavorare con corpo e mente e a meditare in fase di sport attivo e non di rilassamento.
Cosa questa davvero inusuale

MEDITAZIONE PASSIVA OPPURE ATTIVA
Siamo abituati ad associare alla meditazione – spirituale o laica che sia – l’immagine di una disciplina da fare in gruppo, sotto la guida di un maestro in un ambiente silenzioso e magari in penombra. Il corpo è immobile e la meditazione arriva spontanea dall’atrofia muscolare che la divagazione del pensiero impone.
Con la meditazione attiva tutto si ribalta. Si è in piedi, nel rumore ad occhi spalancati. Ben attivi durante il gesto atletico faticando per superare noi stessi e la sofferenza corporea. E’ esperienza personale non per tutti, ma che tutti possono provare l’emozione di fare. Il bello è che anche le prestazioni sportive poi migliorano.

 

 

 

 

Zafu: il cuscino meditazione solido etico