Giorni fertili? Come riconoscerli facilmente

Alla base della previsione dei giorni fertili é necessario chiarire la differenza tra mestruazione ed ovulazione. Mestruazione, infatti, non significa necessariamente ovulazione: ci sono delle situazioni, come quelle dell’ovaio policistico o di un’imminente menopausa, in cui, pur essendoci la mestruazione, l’ovulazione non c’è. L’ovulazione non é altro che l’apertura del follicolo ovarico e l’uscita dell’ovocita che é al suo interno, e che può essere fecondato dallo spermatozoo nel tempo giusto. I tempi di crescita del follicolo sono normalmente di 14 giorni ma possono essere anche 3 giorni in meno o 7 giorni in più se il ciclo é rispettivamente più breve o più lungo. Dopo l’ovulazione, invece, il periodo di tempo per la mestruazione é fisso, cioè 14 giorni: se non arriva il ciclo é probabile dunque che ci sia in atto una gravidanza. E’ per questo motivo che è importante conoscere presumibilmente i giorni dell’ovulazione: in questo modo si può favorire l’instaurarsi di una gravidanza facendo si che si abbia un rapporto sessuale pochi giorni prima dell’ovulazione. I cicli irregolari costituiscono ovviamente un’ eccezione nel calcolo della previsione dell’ovulazione poiché quest’ultima potrebbe esserci prima, dopo, o non esserci affatto.

Fondamentale dunque é capire i segnali dell’ovulazione e controllarne i tempi in modo da poter stabilire i giorni fertili. Ecco come.

CICLO MESTRUALE
Per stabilire i propri giorni fertili ogni donna deve conoscere i meccanismi del proprio ciclo che prende avvio con il primo giorno di flusso mestruale. La durata media di un ciclo é di circa 28 giorni in cui si individuano due fasi: la fase follicolare, che precede l’ovulazione, della durata di 14 giorni e la fase luteale che va dall’ovulazione al giorno 28.
Il primo giorno della mestruazione dà inizio quindi alla fase follicolare, così chiamata perché il cervello stimola l’ipofisi a rilasciare l’ormone follicolo-stimolante (FSH) grazie al quale i follicoli portano a maturazione l’ovulo.
Nella fase luteale il follicolo vuoto, detto corpo luteo, si prepara ad accogliere un eventuale embrione. Sono questi i due giorni fertili, anche se è fondamentale ricordare che gli spermatozoi sopravvivono nel corpo della donna anche fino a quattro giorni: ciò significa che un rapporto sessuale avvenuto anche tre o quattro giorni prima dell’ovulazione potrebbe portare comunque ad una gravidanza. Se però l’ovulo non é stato fecondato, il corpo luteo si disgrega e l’endometrio si sfalda dando così inizio alla mestruazione e a un nuovo ciclo.
La fase follicolare é più variabile di quella luteale e un semplice calcolo matematico ci avverte che ci si sta avvicinando l’ovulazione e quindi ai giorni fertili: tra l’ovulazione e il primo giorno di mestruazione passano 14 giorni. Quindi, se il ciclo è di 28 giorni, l’ovulazione avviene al 14esimo giorno (28-14= 14); se il ciclo è di 33 giorni, l’ovulazione avviene al 19esimo giorno (33-14= 19). Se il ciclo è irregolare il calcolo é più incerto: se ad esempio i cicli sono di 27-30 giorni, l’ovulazione avverrà tra il tredicesimo e il sedicesimo giorno.

CALENDARIO
Per stabilire con maggior precisione i giorni fertili é fondamentale per la donna l’utilizzo di un calendario del ciclo mestruale: può così valutare la durata del ciclo e la sua regolarità, nonché rendersi conto di eventuali irregolarità spesso indici di alcuni problemi da dover prontamente segnalare al medico o ginecologo: se, ad esempio, il ciclo dura meno di tre settimane o più di sei, vi é un’alta probabilità che l’ovulazione sia assente.
E’ fondamentale annotare il giorno in cui iniziano le mestruazioni e controllare quanto dura il ciclo dall’inizio della mestruazione al primo giorno di quella successiva per comprendere, sulla base dei ritmi personali e di una più approfondita conoscenza del proprio corpo, la propria regolarità o irregolarità e quindi per prevedere i propri giorni fertili.

MUCO CERVICALE
Il muco cervicale è considerato uno degli indicatori più precisi per determinare i giorni fertili. La variazione dei livelli di estrogeni modifica la densità, il colore e la quantità del muco secreto dalla membrana che ricopre la cervice: quando finisce il flusso mestruale si parla di giorni “secchi” in cui gli estrogeni diminuiscono, l’acidità del pH vaginale è ostile agli spermatozoi e il muco cervicale può sembrare appiccicoso e cremoso, o può essere del tutto assente. Con il passare dei giorni, man mano che ci si avvicina all’ovulazione, aumentano gli estrogeni: il muco, così, diventa fluido, simile all’albume d’uovo, opaco, elastico, più abbondante e si estende tra le dita fino a 7-8 cm. In prossimità dell’ovulazione esternamente si avverte infatti una sensazione di bagnato, di umido e di scivolosità.
 Questo è il tipo di muco presente nei giorni fertili e in cui gli spermatozoi possono sopravvivere fino a circa 72 ore dal rapporto – per alcuni anche 5 giorni – e grazie al quale possono risalire velocemente la cervice. Le caratteristiche del muco nei giorni fertili sono massime proprio nell’immediato dell’ovulazione, subito dopo invece o scompare o torna ad essere molto viscoso e denso.

TEMPERATURA BASALE
Questo metodo di identificazione dei giorni fertili, detto sintotermico, è utile solo se associato agli altri segnali della fertilità appena indicati. Esso si basa sul fatto che il progesterone causa un rialzo della temperatura corporea, misurabile nelle stesse condizioni alla stessa ora prima di alzarsi la mattina, di 0, 2°C subito dopo l’ovulazione e tende a rimanere elevata fino a quando il livello di progesterone cala con l’arrivo delle mestruazioni. Tale variazione é leggera e quindi sono possibili degli errori durante la valutazione: la temperatura corporea può variare infatti anche per altri motivi come infezioni virali, stress, assunzione di farmaci.

COLLO DELL’UTERO
Il calcolo dei giorni fertili include anche il contatto con il collo dell’utero, le cui pareti, modificandosi, offrono un importante segnale circa la fase dell’ovulazione, anche se la sua rilevazione risulta essere più difficile poiché prevede una profonda e attenta conoscenza del proprio corpo. All’avvicinarsi dell’ovulazione, infatti, così come cambia il muco cervicale, anche la posizione del collo dell’utero si modifica. Quando si è più fertili, il collo dell’utero sarà più alto, più morbido e più aperto mentre il fondo vaginale diviene liscio e la sua superficie scorrevole al tatto. Quando l’ovulazione è imminente il collo dell’utero si solleva e può essere necessario per toccarlo spingere dall’esterno con l’altra mano il corpo uterino verso il basso.

DOLORI
Nei giorni fertili, insieme ai fenomeni appena descritti, possono anche presentarsi alcuni malesseri fisici. Si può avvertire, ad esempio, una tensione più o meno dolorosa in corrispondenza di una delle due ovaie dove cresce il follicolo che porta a maturazione l’ovulo. Il follicolo, infatti, cresce di 2 cm circa e fa quasi raddoppiare il volume dell’ovaio, distendendo la membrana che riveste la cavità addominale, zona ricca di recettori del dolore. Quando il follicolo si rompe, liberando l’ovocita e il liquido follicolare che lo protegge, il dolore scompare. Bisogna però precisare che la sensazione dolorosa è individuale e quindi se alcune donne ne potrebbero soffrire, altre non se ne rendono affatto conto. Alcune donne avvertono tensione mammaria o mal di testa prima e dopo l’ovulazione, ma anche in questo caso sono cambiamenti ormonali del tutto soggettivi.

AUMENTO DESIDERIO SESSUALE
Subito prima dell’ovulazione le donne hanno hanno un maggiore desiderio sessuale dovuto al fatto che i follicoli secernono ormoni maschili come il testosterone, responsabile del desiderio sessuale. Forse influisce anche il fatto che il cervello, nella stessa fase del ciclo, produce più endorfine, sostanze che inducono senso di relax e benessere.
E’ stato scientificamente dimostrato che le donne sperimentano un aumento del desiderio sessuale nei giorni fertili, ossia un paio di giorni prima dell’ovulazione, che è il momento giusto per avere rapporti sessuali se si desidera avere una gravidanza.

STICK OVULAZIONE
Esistono tuttavia anche dei test, simili a quelli per la gravidanza, che segnalano i giorni dell’ovulazione e quindi i giorni fertili. Poiché l’ovulazione viene indotta dall’ormone luteinizzante LH, in base alla concentrazione di questo ormone nell’urina della donna è possibile individuare il momento dell’ovulazione: prima di ogni ovulazione la concentrazione di LH aumenta fino a raggiungere un picco tra le 24 e le 48 ore prima dell’ovulazione stessa. Con l’aiuto di questo test, il cui costo é di circa 10 euro, è possibile misurare facilmente la concentrazione di LH nelle urine: i giorni fertili corrispondono a quando il tasso di LH comincia ad aumentare e ai due giorni successivi. Esiste anche un test digitale, il cui costo é invece di circa 20 euro o il computer Persona che, per un costo di circa 100 euro, analizza i bastoncini bagnati di urina.

 

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