Figli e maternità: 3 motivi per non averli

Figli: non tutte le donne li desiderano. Ci sono anche persone che scelgono di non affrontare la maternità. Non si parla molto di queste donne che si sono riunite in una associazione: Lunàdigas

Secondo i dati Eurisko dagli anni ’50 le donne che scelgono di non avere figli si sono decuplicate, mentre secondo i dati Ocse l’Italia é il paese europeo in cui si registra il più alto tasso di donne senza figli. Ciononostante di loro non si parla. Ad indagare per la prima volta su questa scelta di vita sempre più diffusa ma da sempre poco raccontata é il web doc a cura di Marilisa Piga e Nicoletta Nesler.
Mentre all’estero vengono chiamate childfree, “libere da figli”, le due autrici hanno scelto invece di chiamarle Lunàdigas, parola della lingua sarda che identifica le pecore che non vogliono figliare.

 

 

Il progetto é innovativo tanto nel contenuto quanto nella forma, poiché é possibile visionarlo direttamente online, al sito webdoc.lunadigas.com. La decisione di tale scelta é semplice, così come ci raccontano Marilisa e Nicoletta, “perché gli audio-video integrati a testi e collegamenti ipertestuali ci permettono di raccontare più storie, di approfondirle e offrire a chi guarda diversi percorsi narrativi. Crediamo che la rete sia un motore importantissimo per trasformare la testa delle persone e la cultura in generale”. In più, da pochi giorni, é reperibile online il blog dedicato a tutte coloro che vogliono condividere le proprie esperienze e ragioni di non madri: blog.lunadigas.com.
A rompere il silenzio e a portare a galla questo enorme sommerso taciuto sono state dunque 130 intervistate tra cui donne giovani ed adulte, eterosessuali ed omosessuali, donne comuni e donne famose. Ma tutte accomunate dalla scelta, consapevole e responsabile, di non aver voluto avere figli e dalla voglia di poter finalmente esprimere le proprie ragioni.

RAPPORTO MADRE-FIGLIA  
Il rapporto con la propria madre influisce spesso sul desiderio di maternità di una donna. Giovanna Morena, una delle 130 donne intervistate nel web doc, dichiara, a tal proposito, di non aver voluto avere figli in seguito alla sofferenza da lei vissuta a causa della malattia e delle gravi crisi depressive di sua madre: “nonostante il sogno della mia vita fosse stato da sempre quello di avere 12 figli, scelsi di non averne già all’età di 9 anni perché non volevo neppure correre il rischio di far soffrire un figlio come in quel momento stavo soffrendo io”.

CONTRO GLI STEREOTIPI  
Molte sono le donne che hanno scelto di contrastare i cliché tipici soprattutto degli anni ’50 e ’60 secondo i quali coloro che non avevano figli erano segnate da Dio, erano dei rami secchi. Queste donne vogliono invece sottolineare come l’istinto materno possa concretizzarsi non solo verso i figli, ma anche in riferimento a progetti professionali, come ha affermato Veronica Pivetti: “le cose che faccio le vedo proprio nascere, quindi non genero esseri umani ma progetti. Li curo come dei figli perché sono ciò che mi da più gioia in assoluto, sono ciò che mi realizza. E ciò é fondamentale.”

ISTITUZIONE FAMIGLIA  
La non-maternità, interpretata dalla società come una condizione contro natura, spesso costringe molte donne, soprattutto le meno emancipate, a non scegliere liberamente se avere o meno dei figli. Ma se accanto alle tradizionali famiglie, si aggiungono nuove tipologie di nuclei familiari, come ad esempio le coppie omosessuali, é impensabile non considerare famiglie anche le coppie che hanno deciso consapevolmente di non avere figli (o che talvolta non ne hanno potuti avere). Nè tantomeno una donna debba sentirsi una donna “di serie B” solo per il suo non essere madre. La non-maternità deve essere considerata, e questo é l’obiettivo delle due autrici, non come “mancanza”, ma nel suo aspetto positivo e creativo: la scelta di non avere figli é un progetto, non una condizione subita per caso dalla vita. Un progetto esattamente come quello di chi, al contrario, decide di diventare genitore.

“A fare figli non ci vuole niente”, dice la Pivetti, piuttosto ciò che si deve acquisire é  la genitorialità, ossia la responsabilità di genitore, e questo non é per tutti così automatico e naturale. Lunàdigas vuole dare a queste donne la possibilità di rivendicare la propria libertà, e dignità, di scelta in un documentario che é riuscito a tener conto sia dei cambiamenti socio-culturali che di quelli comunicativi, e che per questo é rivoluzionario.

Info: lunadigas.com

Nell’immagine: Marilisa Piga e Nicoletta Nesler