Yogurt di soia con fermenti lattici vivi fatto in casa
Fermenti lattici vivi per mangiare buono e sano Lo yogurt fa bene a noi e alla nostra economia domestica: e se si è intolleranti al latte? Usiamo quello di soia!

Fermeni lattici vivi: ecco una facile e veloce guida pratica al risparmio per autoprodurre lo yogurt di soia partendo sia dai fermenti lattici vivi che da uno starter, basta aggiungere del latte di soia a uno yogurt e lascialo riposare: ecco come fare nel dettaglio

Una delle intolleranze più sentite e problematiche al giorno d’oggi è quella ai latticini: nonostante lo yogurt abbia una digeribilità migliore rispetto a tutti gli altri latticini, anch’esso potrebbe causare dei problemi.
Autoprodurre lo yogurt in casa è, poi, certamente un buon modo per avere un prodotto sano e ricco di probiotici e fermenti lattici vivi, oltre che una strategia per risparmiare.
Per gli intolleranti ai latticini è possibile, allora, autoprodurre un sano e buono yogurt di soia, sia partendo dai fermenti lattici vivi, che da uno starter qualsiasi.

Il procedimento per fare lo yogurt di soia è molto semplice, molto simile a quello per fare lo yogurt con latte vaccino: vediamo passo per passo.

1 – Sciacquare i fermenti lattici vivi e riporli in una bacinella di ceramica o vetro.
2 – Riempire la ciotola di latte di soia biologico e di buona qualità, nella stessa quantità dei fermenti lattici vivi o superiore. Trascorse dalle 8 alle 12 ore, filtrate lo yogurt e gettatelo via: questo procedimento si effettua due-tre volte fino a quando lo yogurt non ha perso l’acidità tipica di fermenti utilizzati per yogurt con latte vaccino.
3 – Una volta che l’acidità non è più un problema, si passa ad autoprodurre lo yogurt, versano una quantità di latte di soia nei fermenti, da ugual peso dei fermenti fino al doppio. Coprire con un panno di lana o cotone, lasciando però un piccolo spiraglio, poiché i fermenti hanno necessità di aria.
4 – Lasciare riposare 12 ore senza che il vasetto subisca né sbalzi di temperature né movimenti bruschi.
5 – Lo yogurt è pronto. Prendere, a questo punto, la bacinella di yogurt e con un colino a buchi molto piccoli (meglio quelli con la retina) passare lo yogurt facendolo cadere nel vaso di vetro in cui lo conserverete. Nel colino rimarranno i fermenti lattici, nel contenitore sotto il colino avrete il vostro yogurt.
6 – I fermenti lattici andranno, quindi, coperti nuovamente di latte.

 

E poi… La crema di soia
Con lo yogurt di soia si può anche autoprodurre la crema o panna di soia.
Il procedimento è esattamente quello appena descritto, l’unica differenza è il tempo di permanenza del latte nei fermenti: invece di lasciarlo riposare 12 ore, provare con 24.
La consistenza sarà decisamente diversa: liquida nel caso dello yogurt, cremosa e densa per la crema di soia.

 

Yogurt di soia partendo da uno starter
Se non possedete i fermenti lattici vivi e pensate che siano troppo impegnativi, è possibile autoprodurre le yogurt di soia anche partendo da un comune starter.
Procediamo così: mettere un vasetto di yogurt naturale (circa 100 ml) in un litro di latte di soia e mescolare bene. Il recipiente che contiene il latte deve poi essere tenuto al caldo. Lo si può mettere in forno a 50° (non di più), oppure immergere in una pentola di acqua calda coprendolo poi con un canovaccio. Dopo alcune ore è pronto il vostro yogurt di soia.
È una buona cosa mettere il vasetto al caldo la sera prima, per gustarlo appena fatto al mattino.
Lasciate da parte una parte di questo yogurt di soia, una madre per intenderci, vi servirà per crearne di nuovo da un altro litro di latte di soia.

 

Conservazione dello yogurt
Lo yogurt a base di soia ha una durata più lunga, ma si consiglia di non andare oltre 1 settimana.

 

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