Erbe selvatiche commestibili, quali raccogliere a giugno
Pensavate che le erbe selvatiche commestibili fossero sul finire della loro vegetazione? Vi sbagliate di grosso! Ora più che mai possiamo dire di poter raccogliere fiori e frutti succulenti, vediamo quali

Prosegue il nostro viaggio, mese dopo mese, nelle erbe selvatiche commestibili, quei doni della natura che ci fanno risparmiare e che anche in giugno deliziano il nostro palato.
Pronti per un viaggio nel supermercato più etico e naturale d’Italia?

BORRAGINE (BORAGO OFFICINALIS)

La borragine è un’erba spontanea divenuta talmente famosa in cucina e come erba decorativa che oggi si possono anche acquistarne i semi: cresce dalla primavera inoltrata e la si può raccogliere fino all’estate (da maggio a settembre); trova il suo ideale habitat in terreni ricchi d’acqua e sostanze nutrienti, per crescere bella e rigogliosa ha bisogno di sole.
Della borragine si utilizzano i fiori e le sommità: sulle foglie ci sono pareri discordanti in quanto posseggono alcaloidi pirrolizidinici tossici. Nel dubbio, meglio evitarle.
I suoi bellissimi fiori lilla, le sue foglie di un verde molto intenso, attirano il nostro sguardo: la borragine, infatti, oltre ad essere una delle spontanee più belle, pianta sacra a Giove, è anche una pianta dalle particolarissime virtù, la principale è quella depurativa del sangue e del fegato.
Ha proprietà diuretiche, sudorifere, antinfiammatorie, calma la tosse.
Sulla pelle arrossata e stanca provate a fare un infuso di borragine e frizionarlo sulla cute come impacco; in commercio nelle erboristerie potrete, poi, trovare le perle di borragine che si assumono dalle due alle quattro volte al giorno per prevenire rughe e invecchiamento della pelle. Le perle di borragine si possono anche aprire e utilizzarle al posto della crema antirughe prima di andare a letto.
Utilizzo in cucina
La borragine è ottima anche in cucina. I suoi fiori e le sommità fiorite ve le consigliamo come ingrediente di risotti, sughi, ripieni e pesti.

Borragine
Tutti i benefici della borragine

DRAGONCELLO (ARTEMISIA DRACUNCULUS)

Il dragoncello è una pianta perenne cespugliosa che può raggiungere anche l’altezza di 1 metro. Ha fusto eretto e foglie molto lunghe e lanceolate: in cucina, del dragoncello si utilizzano le foglie, da raccogliere da marzo a settembre.
Ci sono vari tipi di dragoncello, quello volgare dal fusto eretto, col brutto vizio di invadere l’orto e dall’aroma non proprio piacevole; e quello francese dal raffinato aroma (quello che ci interessa in cucina!), col fusto strisciante e quell’inconfondibile aroma agrodolce sfumato di anice…
Il dragoncello si riproduce per talea in agosto, tagliando un rametto dalla pianta madre, lo si mette a radicare in un misto di sabbia e terriccio.
Utilizzo in cucina
Il suo aroma è pungente, molto aromatico e per questo utilizzatissimo in cucina come spezia.
Ottimo per aromatizzare verdure crude in insalata, uova, frittate o sottoli fatti in casa, perfetto per aceti aromatizzati. Si può essiccare, ridurlo in polvere e conservarlo in vasetti.

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ERBA DI SAN PIETRO O ERBA AMARA

L’erba amara è una pianta perenne di circa 1 metro di altezza, fusto eretto e foglie alterne di forma ovale allungata, seghettate ai margini. A luglio-agosto fiorisce in piccoli fiorellini giallo oro.
Nel Medioevo l’erba amara era una delle protagoniste dell’orto, veniva cioè coltivata, mentre oggi la si può trovare come spontanea. Si chiama anche erba di San Pietro poiché, una volta, si utilizzava anche come segnalibro all’interno della Bibbia.
Utilizzi in cucina
A Castel Goffredo, in giugno – tempo di raccolta dell’erba amara – si festeggia il tortello amaro: il protagonista del ripieno di questo tortello è proprio l’erba di San Pietro.
Infatti, le sue foglie fresche si utilizzano come condimento di pietanze, per aromatizzare frittate, come ripieno e torte di verdure.

 

I SEMI DEL FINOCCHIO SELVATICO (FOENICULUM VULGARE)

Il nonno del finocchio coltivato, è una pianta perenne con fusto ramificato che può raggiungere anche i due metri di altezza, con foglie filiformi. A giugno fiorisce, accogliendo piccolissimi fiorellini gialli raccolti in ombrelli alle sommità: i fiori sono seguiti dai frutti scuri e affusolati, vale a dire i semi.
Da aprile a ottobre si raccolgono le foglie, a luglio-agosto i semi e a settembre-novembre le radici.
Utilizzi in cucina
Le guaine basali sono, come quelle del finocchio coltivato, ottime anche crude o cotte al vapore e insaporite con olio e pepe; i semi si utilizzano come aroma in marinature, pani e focacce; le foglie insaporiscono minestre, zuppe, insalate o formaggi freschi.

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MENTA (MENTHA PIPERITA)

Pianta erbacea perenne che cresce un po’ ovunque ma predilige terreni umidi e paludosi, la menta piperita fu scoperta nel 1696 dal botanico inglese John Ray: egli fu colpito dall’aroma davvero intenso di questa pianta, probabilmente incrocio naturale di varie qualità selvatiche.
Il suo uso si diffuse rapidamente, considerando il suo meraviglioso e freschissimo aroma. Ma la menta, non quella piperita, ma sempre di menta stiamo parlando, era ben conosciuta anche alla medicina cinese che la impiegava per le sue proprietà diuretiche, digestive, ma anche come afrodisiaco.
Della menta si utilizzano le foglie e le estremità fiorite da raccogliere in estate.
Utilizzi in cucina
La menta è ottima da aggiungere in insalate di cetrioli e pomodori, per aromatizzare formaggi freschi e frittate (ottima la frittata di zucchine e menta), salse crude e pesti. Il suo aroma fresco è adatto per preparare acque rinfrescanti, bibite, sciroppi e gelati fatti in casa.

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