Educazione ambientale: per i più piccoli le mani creano oggetti d’arte

Questa non è una formula magica, ma il punto di partenza per arrivare ad un’educazione ambientale a cui si unisca il rispetto della natura che ci circonda. Infatti, “Le mani creano” e “Piccoli oggetti d’arte” sono due attività portate avanti in giro per l’Italia, da Sonia Mastrosanti e Giovanna Vacchiano che si occupano di servizi creativi e formativi per i più piccoli .

Due donne provenienti da mondi diversi: Sonia è una contabile, mentre Giovanna ha una laurea in Scienze dell’Educazione, ma sono la passione per il mondo infantile e la consapevolezza del dilagante degrado ambientale che le ha unite in questa avventura. Si proprio un’avventura, perché come racconta Giovanna “l’educazione ambientale è un processo lungo e complesso e per questo è fondamentale iniziare a formare sin da subito quelli che saranno gli adulti di domani, sensibilizzandoli alle tematiche del riciclo responsabile e al rispetto verso la Terra! Ogni progetto prevede una lezione informativa sui temi della tutela dell’ambiente e delle norme ad esso legate per poi proseguire con attività di laboratorio creativo secondo la metodologia del  “saper fare per saper essere. I bambini raccolgono le materie seconde e le trasformano dando loro nuova vita, dividendo gli scarti secondo specifici criteri dettati dalle norme di differenziazione e, così facendo, imparano ad assumere atteggiamenti rispettosi verso il territorio (saper essere) a cui segue la parte creativa, (saper fare) in cui vengono lasciati assolutamente liberi di scegliere lo scarto e di ri-crearlo”.

Ultimo tra i progetti è “Riciclare con Arte” nato dall’esigenza di liberare la creatività dei bambini associando a questo le tematiche del riciclo. In una scuola sempre più povera di materiale didattico e sempre meno attenta alla libera espressione dei bambini ecco che Le mani creano…Piccoli oggetti d’arte trovano la chiave per educare al rispetto per l’ambiente con una didattica tutta green. I bambini si sentono liberi  di sperimentare nuovi percorsi espressivi. Li lasciamo liberi di farsi “contaminare” dalla materia – continua Giovanna – non forniamo loro un soggetto sul quale sono costretti ad elaborare idee creative. Si sentono apprezzati e di conseguenza riescono a trasmettere tutta la loro creatività con il sorriso e senza paura di sbagliare o peggio ancora di sporcarsi. Nei nostri laboratori sono ammesse le dita, le mani e le menti libere da ogni preconcetto estetico. ”
Perché sperimentare è la parola d’ordine.

 

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