Ecco il “pesce spugna”: è virtuale e assorbe l’inquinamento

Lo chiamano “pesce virtuale” ma è un nuovo metodo per rilevare la presenza dell‘inquinamento nei fiumi. Lo hanno messo a punto alcuni scienziati dell’Oregon USA che lo hanno chiamato così proprio perché imita il modo in cui i pesci assorbono le sostanze presenti nell’acqua.
In questo modo sarà possibile rilevare la presenza di contaminanti anche in piccole quantità, cosa che non sarebbe possibile fare analizzando l’acqua con i metodi tradizionali.
I pesci assorbono tossine attraverso il cibo sia attraverso il sistema respiratorio e lo accumulano nel loro corpo. Gli studiosi hanno pensato di costruire il loro pesce virtuale utilizzando una membrana semimpermeabile rivestita con del grasso sintetico che riproduce quello dei pesci. La membrana viene poi sistemata all’interno di un contenitore forato simile a un barattolo di vernice e posta nell’acqua del fiume.

Ancora il progetto è in fase sperimentale ma potrebbe fornire dei dati molto interessanti sulla qualità dell’acqua ma anche probabilmente sull’impatto che certe sostanze hanno sulla vita degli animali acquatici.
Controllando in maniera più precisa e accurata la presenza anche minima di sostanze quali pesticidi, saponi, farmaci che si possono trovare nei corsi d’acqua si potrà facilitare interventi di prevenzione della qualità dell’acqua ed evitare crisi ambientali.

 

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