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Lotta biologica alla Dorifora delle patate (le guide)

Cosa trovi in questo articolo

Vademecum per affrontare i primi mali di stagione delle Solanacee: quando e come intervenire usando il Bacillus Thuringiensis Berliner e del Bacillus subspecie Kurstaki ceppo EG 2424

La Dorifora delle patate è un coleottero che appartiene al genere Leptinotarsa (specie Decemlineata Say), di cui si conoscono oltre 40 varietà. La Dorifora è stata scoperta nel 1811 nel sud-ovest dell’America, dove è conosciuta come Colorado Potato Beetle, ma solo nel 1859 è stato osservato un massiccio attacco alla patata. Da quel momento in poi, si è diffusa nel resto degli Stati Uniti, in Messico, in Canada del Sud e, a partire dalla fine del XIX secolo, in Francia, nel resto d’Europa e in Asia. In Italia comparve durante la seconda Guerra Mondiale.
RICONOSCERE LA DORIFORA DELLA PATATA: MORFOLOGIA E CICLO VITALE
L’adulto della Dorifora della patata è lungo 10-12 mm, di colore giallo con 10 linee nere longitudinali (da qui il nome specifico Decemlineata). Le larve presentano un colore che varia dal rosso al rosa salmone e dei punti neri su entrambi i lati. Le uova, di colore giallo o rosso-arancio, sono deposte i primi di maggio sulla pagina inferiore delle foglie più basse. Giunte a maturità, le larve scendono nel terreno dove si trasformano in ninfe, in luglio si manifestano gli adulti che danno luogo alla seconda generazione che, a loro volta, si interrano per svernare in settembre. Con ogni probabilità, l’inverno mite avuto in tutta la penisola causerà un anticipo dei tempi del ciclo vitale e degli eventuali attacchi.
I DANNI PROVOCATI DALLA DORIFORA
La patata risulta essere la pianta ospite più vulnerabile a questo parassita e quindi più colpita, ciononostante, essendo la Dorifora un parassita polifago colpisce anche molte altre solanacee, quali il pomodoro, il tabacco, la belladonna e la melanzana. Le larve e gli adulti di Dorifora si nutrono dell’apparato aereo di queste colture e ne provocano la defoliazione completa.
QUANDO INTERVENIRE SULLA DORIFORA DELLA PATATA
E’ di vitale importanza intervenire non appena si diagnostica un attacco di Dorifora sia perchè questo coleottero ha una notevole capacità di riproduzione sia perché può determinare la diffusione di altre patologie. La Dorifora va combattuta specialmente quando appare allo stato di larva ed è proprio la primavera il periodo in cui queste possono fare la loro comparsa. Il monitoraggio regolare dell’eventuale presenza del parassita è il migliore metodo per contenere un eventuale attacco.

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LOTTA BIOLOGICA
I due principali metodi di lotta biologica alla Dorifora della patata sono l’utilizzo di un batterio entomopatogeno, il Bacillus Thuringiensis, e l’introduzione di naturali antagonisti del parassita stesso, come ad esempio l’Edovum Puttleri.
IL BACILLUS THURINGIENSIS: SUBSPECIE TENEBRIONIS E SUBSPECIE KURSTAKI CEPPO EG 2424
Il Bacillus Thuringiensis Berliner è un batterio unicellulare a forma di bastoncino descritto agli inizi del 1900 dal tedesco Berliner che isolò il batterio da larve di tignola della farina provenienti da un mulino della Turingia, da cui è derivato il nome specifico. Ad oggi sono stati individuate oltre 80 subspecie o varietà. Il Bacillus Thuringiensis agisce per ingestione a seguito della quale si attiva una tossina che, nel caso della subspecie Tenebrionis paralizza l’apparato digerente della Dorifora, e nel caso del Bacillus subspecie Kurstaki ceppo EG 2424 paralizza l’apparato boccale delle larve, che smettendo di nutrirsi muoiono entro 5 giorni.

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TRATTAMENTO
Il Bacillus Thuringiensis deve essere applicato immediatamente dopo la schiusa delle uova e quindi con larve nei primi stadi di sviluppo. L’applicazione deve essere effettuata con piante asciutte, preferibilmente di sera e in assenza di pericolo di precipitazioni. Le dosi d’impiego per la subspecie Tenebrionis sono di 3-5 grammi di prodotto per 10 mq di coltura; invece, per la subspecie Kurstaki ceppo EG 2424, le dosi sono di 2-3 ml di prodotto in 5 lt di acqua, per trattare 10 mq di coltura. Questo batterio si trova in commercio sotto varie forme e l’applicazione viene effettuata con atomizzatori e pompe a spalla.
AVVERTENZE E CONTROINDICAZIONI DEL BACILLUS THURINGIENSIS
Il Bacillus Thuringiensis, nonostante sia uno degli insetticidi più selettivi in commercio e quindi innocuo per gli insetti utili, è un prodotto irritante, non miscibile con poltiglia bordolese e con altre sostanze a reazione alcalina. E’ un prodotto innocuo per i vertebrati e il tempo di sicurezza è di soli 3 giorni ma è necessario tenerlo fuori dalla portata dei bambini. Il prodotto deve essere utilizzato solo per la Dorifora la cui presenza deve essere certa. Per la buona riuscita del trattamento è necessario accertarsi della qualità della conservazione del formulato .
EDOVUM PUTTLERI
l‘Edovum Puttleri è un imenottero parassitoide di circa 1-1,5 mm di lunghezza, di colore nero, con parte dorsale verde brillante nella femmina e rossastra nella maschio. Solitamente, la femmina di questo insetto depone le uova all’interno delle uova della Dorifora, a volte però può non deporle, in questo caso si nutre del liquido che esce a seguito del foro provocato dal suo ovodepositore. L’Edovum Puttleri è originario del Messico e della Colombia, dove è stato scoperto nel 1980. Questo parassitoide risulta essere più efficace in zone con clima caldo.
METODI BIOLOGICI ALTERNATIVI
Metodi alternativi a quelli esposti per la lotta alla Dorifora sono: la rotazione della coltura massimo ogni due anni, una forte pacciamatura, la consociazione con aglio, cipolla e fagiolo, l’uso di varietà precoci per sfuggire agli attacchi e la raccolta manuale delle larve.

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Manuela Serio

Nata e cresciuta a Lecce, dopo il diploma di Perito Agrario si laurea in Scienze Politiche con una tesi in Diritto Agrario Comunitario sulla legislazione dei vini DOC provenzali, presso “l’Université de droit, Sofia Antipolis” di Nizza. Nel 2013 consegue il diploma di Sommelier e dal 2014 collabora con l’Accademia dei Georgofili, curando le attività relative all’Expo 2015. Decide quindi di andare a vivere a Montepulciano e contribuire alla gestione dell’azienda vitivinicola di famiglia ma anche di dedicarsi all’attività giornalistica nel settore agricolo ed enogastronomico e di wine taster and consultant per alcune strutture ricettive nel sud Salento. E’ un’appassionata di natura, agricoltura sostenibile, moto, cucina, tennis e vela.
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