Equiseto: preparazione e uso del decotto e del macerato
Sia il decotto che il macerato di equiseto si utilizzano nei marciumi delle piante e contro gli attacchi di oidio, contro le crittogamiche, gli afidi e per proteggere i tuberi e le parti sotterranee degli ortaggi. Vediamo in questa guida come prepararli e somministrarli.

L’ equiseto è un’erba officinale ricca di silicio e utile nella prevenzione e nella lotta biologica alle crittogamiche e agli afidiDecotto e macerato di equiseto, come prepararlo, come utilizzarlo. Nella categoria delle piante officinali sono comprese varietà molto eterogenee tra loro e classificate, in base alla destinazione d’uso, in piante medicinali, aromatiche e da profumo (o essenze). Le piante officinali sono specie vegetali in grado di fornire droghe destinate al consumo diretto o alla trasformazione, per l’estrazione e quindi l’uso dei principi attivi.

LA COLTIVAZIONE DELLE PIANTE OFFICINALI

La coltivazione delle piante officinali presenta caratteristiche variabili da pianta a pianta, in relazione al clima e al terreno. La latitudine influenza fortemente il contenuto di principi attivi e le caratteristiche merceologiche, come le proprietà fisiche del terreno, l’esposizione e l’andamento stagionale hanno notevole importanza sulla vigoria e sullo sviluppo delle piante, influendo sui costituenti stessi. Controllare la purezza, la provenienza ed il potere germinativo dei semi è quindi di notevole importanza. Le piante medicinali, aromatiche e da essenza, che siano coltivate o spontanee sono oggetto di leggi speciali che ne disciplinano raccolta e commercio. Per una raccolta razionale è necessario non strappare le radici e raccogliere le piante nella giusta epoca. L’essiccamento, invece, nella maggior parte dei casi dovrà avvenire all’ombra. Con le erbe officinali si ottengono infusi (sull’erba si versa acqua bollente), decotti (l’erba sarà messa a bollire con l’acqua), estratti (si ottengono con la macerazione della pianta in acqua) ed anche macerati (lasciando sfibrare la pianta in acqua, rimescolando il prodotto per favorirne la fermentazione e infine spolverandolo con farina di roccia).

CLASSIFICAZIONE DELLE ERBE OFFICINALI

Le erbe impiegate per la preparazione di infusi, decotti e macerati, si distinguono in base alle loro proprietà in: erbe che favoriscono la crescita dei vegetali (ortica e femminella dei pomodori), erbe ricche di acido tannico utili nel controllo delle malattie (assenzio, tanaceto, foglie di quercia e di sambuco) ed erbe utili a prevenire le patologie (equiseto, foglie di betulla e felce maschio).

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L’EQUISETO

L’equiseto (Equisetum arvense L.), detto anche Coda Cavallina perché la pianta adulta ricorda la coda di un cavallo, è un’erba officinale il cui genere, Equisetum, è l’unico appartenente alla famiglia delle Equisetacee. L’equiseto è molto comune nei luoghi umidi, dal mare alla zona subalpina, presenta fusti fertili in primavera e sterili (privi di fiori e semi) in estate, alti fino a 1 metro. Solo i fusti sterili estivi hanno largo impiego terapeutico, grazie alle forti concentrazioni soprattutto di silicio e di equisetonina. Oltre a tutti i benefici e agli usi in campo cosmetico, medico ed erboristico, questa pianta apporta benefici in campo agricolo, fortificando le pareti cellulari delle piante e rendendole resistenti alla penetrazione dei funghi. Grazie al Silice e all’equisetonina contenuti, la coda cavallina migliora la qualità del compost, ha proprietà rimineralizzanti e anticrittogamiche, risultando un eccellente coadiuvante nella prevenzione e nella lotta biologica contro l’oidio, la ruggine, il ragno rosso, gli acari e gli afidi.

LA RACCOLTA DELL’EQUISETO (IL TEMPO BALSAMICO)

Il tempo balsamico (il momento in cui le piante sono più ricche di sostanze balsamiche e/o aromatiche) dell’equiseto va da giugno ad agosto, pertanto, essendo questo il periodo in cui è maggiore il contenuto di silicio, la raccolta dovrà avvenire in questi mesi, preferibilmente in un luogo aperto, assolato, lontano da fonti di inquinamento, senza sradicare la pianta e tagliandola a 5-10 cm dal suolo. La pianta di equiseto dovrà essere sminuzzata e quindi messa a essiccare al sole. La stagionatura dura 3-4 giorni e ha luogo in un ambiente coperto, asciutto e arieggiato. Fondamentale è che durante questa fase si esegua la mondatura per eliminare i corpi estranei di altre piante. Dal prodotto stagionato si può ricavare sia il macerato che il decotto, per la preparazione dei quali bisogna considerare che 1 kg di erba fresca equivale a 450 gr di erba secca.

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LA RICETTA DEL MACERATO

Il macerato di equiseto si ottiene lasciando fermentare la pianta in un contenitore, filtrando il prodotto e diluendo quest’ultimo in acqua, in rapporto di 1:5. Infine, bisognerà fare macerare il preparato per 7-10 giorni.

LA RICETTA DEL DECOTTO

Un’estrazione particolarmente efficace dei principi attivi dell’equiseto si ottiene con la preparazione del decotto. Lasciate in ammollo per 24 ore 45-50 gr di pianta secca o 100 gr di pianta fresca in 1 litro di acqua, portate a ebollizione a fuoco basso per almeno mezz’ora, quindi togliete dal fuoco e lasciate raffreddare, filtrate e infine diluite il prodotto in acqua, sempre in rapporto di 1:5. Il decotto è un valido aiuto anche contro gli afidi.

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IMPIEGO DEL DECOTTO E DEL MACERATO DI EQUISETO

Il decotto e il macerato di equiseto si utilizzano innaffiando le foglie ogni 20 giorni in via preventiva o per 3-4 giorni di fila in caso di attacchi di oidio. Inoltre, questi preparati si possono impiegare sul terreno ogni 2-3 settimane per combattere i marciumi radicali e, a scopo preventivo, per proteggere i tuberi e le parti sotterranee degli ortaggi contro le crittogamiche. Il decotto di equiseto è particolarmente indicato prima dei trapianti bagnando il pane di terra e in semenzaio con cadenza settimanale.

QUANDO UTILIZZARE I PREPARATI A BASE DI EQUISETO

A differenza degli altri infusi e macerati, che vengono vaporizzati quando il cielo è nuvoloso, questi prodotti assolutamente innocui vengono utilizzati in belle giornate di sole.

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