Il compost biodinamico: come prepararlo e somministrarlo
Una guida per conoscere i metodi biodinamici per preparare un buon compost, i materiali più indicati ed il periodo migliore per effettuarlo


I compost sono i prodotti ottenuti riciclando rifiuti e residui vegetali, scarti organici ed eventuali deiezioni animali, poi sottoposti a processi atti a trasformarli in integratori (organici e biologici) della fertilità del suolo. L’autunno è un ottimo periodo per effettuare questa pratica che risulta indispensabile per un armonico sviluppo delle nostre coltivazioni. Il compost, infatti, incorporato nel terreno ne migliora la struttura, promuove l’attività microbica, esalta l’azione dei concimi, contrasta la stanchezza del terreno e possiede l’intrinseco vantaggio di realizzare un razionale e igienico smaltimento dei rifiuti. L’utilizzo di compost è quindi una soluzione tra le più economiche, eco-sostenibili ed efficaci contro la stanchezza del terreno.

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PROPRIETA’ DEL COMPOST

Il compost, producendo humus, apporta numerosi e importanti vantaggi: migliora lo stato fisico del terreno, limita le variazioni delle reazioni dei terreni (ph), migliora l’attività dei microrganismi benefici e la capacità del terreno di trattenere e rilasciare nel tempo gli elementi utili alle piante, rende i suoli meno compatti agevolandone le lavorazioni e migliora la capacità delle radici di insediarsi profondamente.

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COSA AVVIENE DURANTE IL COMPOSTAGGIO

Il compost è il prodotto finale ottenuto dalla decomposizione della materia organica e dalla sua ricomposizione in humus, attraverso un processo fermentativo attivato dai microrganismi che scatenano benefiche reazioni biochimiche.

QUANDO, COME E COSA COMPOSTARE

Il compost si può produrre in qualsiasi periodo dell’anno fatta eccezione nei periodi particolarmente freddi, ciononostante la stagione migliore è certamente l’autunno perché è l’epoca in cui si producono più scarti vegetali.
I materiali e gli eventuali integratori che possono essere utilizzati per la produzione di compost sono:
1) di natura vegetale: foglie, cortecce, scarti dell’orto, rami tritati, paglia, erba, scarti di cucina;
2) di origine animale: escrementi freschi purché provenienti da animali in buono stato di salute e che non siano sottoposti a cure antibiotiche, ma anche cuoio, lana, sangue, ossa e setole;
3) di origine minerale: qualora i materiali per il compostaggio siano omogenei nella loro composizione, si possono addizionare integratori minerali come calce idrata, alghe, argilla, basalto, lapillo vulcanico e cenere filtrata, proveniente dalla combustione di legna non trattata con vernici o prodotti chimici.
La qualità degli ingredienti utilizzati è di primaria importanza per ottenere un buon compost, questi devono essere naturali e privi di sostanze di sintesi.
I materiali da compostaggio si inseriscono all’interno di appositi composter, che ne contengono l’odore da fermentazione, o scavando una buca in una zona in penombra e allestendovi un semplice cumulo intorno al quale si dovrà assicurare un buon drenaggio.

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AVVERTENZE

Una volta accumulati i materiali a disposizione questi dovranno essere stratificati e regolarmente mescolati, facendo attenzione a non fare seccare la massa ottenuta, che altrimenti bloccherebbe l’umificazione dei microrganismi e quindi la loro attività fermentativa. Si dovrà procedere con uno strato di scarti più grossolani seguito da uno più morbido e leggero, intervallato eventualmente da concime animale, assicurando una buona areazione (ad esempio, inserendo all’interno del cumulo pali di legno che favoriscano il passaggio dell’aria) e un sufficiente drenaggio dell’acqua. Il cumulo dovrebbe terminare con uno strato di foglie ed erba coperte con un telo, che protegge il compost in caso di forti piogge.
Il mucchio per il compost non dovrebbe essere più alto di 1,5 mt, in caso si presenti troppo umido dovrà essere rivoltato per evitare che marcisca, invece, se si presenta troppo secco è bene bagnarlo con del tè all’ortica diluito in acqua.

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TEMPI DI PREPARAZIONE DEL COMPOST

Il prodotto organico ottenuto si presenterà di colore scuro e risulterà pronto dopo circa 8-12 mesi, salvo la presenza di parti legnose, come le foglie di magnolia che essendo semilegnose necessitano di più tempo per decomporsi. A questo punto per separare le parti utilizzabili da quelle lignificate e grossolane, è opportuno setacciare il compost attraverso una rete a maglie fitte.

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QUANDO, COME E QUANTO COMPOST ADDIZIONARE NEL TERRENO

Il compost potrà essere utilizzato in tutte le stagioni distribuendolo sul terreno e rastrellandolo superficialmente in ragione di 3 Kg per mq, salvo che su terreni messi da poco in coltura o poco fertili, per i quali le dosi si possono aumentare fino a 4-5 kg. Il periodo migliore per il suo utilizzo è l’autunno, quando si procede ai lavori di fondo del suolo e prima di attuare le colture.

I CONSIGLI

L’uso del compost nell’orto è particolarmente indicato per la coltivazione di cucurbitacee, solanacee, asteracee, asparagaceae. Per tutte le altre colture è indicata la messa a dimora dopo la coltivazione di ortaggi per i quali l’utilizzo di compost è fortemente consigliato (esempio i cavoli dopo il peperone o la melanzana) soprattutto miscelato con torba, sabbia e parte del terriccio del nostro orto, che altrimenti risulterebbe troppo ricco. Il compost si può utilizzare anche per le concimazioni in copertura, sulle coltivazioni in atto e nelle colture con un lungo ciclo vegetativo in ragione di 150-250 gr per mq. In caso di coltivazioni in vaso, i tempi di maturazione del compost si allungano fino a 24 mesi. Quando questo vantaggioso fertilizzante si presenta ancora fresco, cioè come un terriccio grossolano, viene detto “compost da pacciamatura” e può essere utilizzato distribuendolo sulla superficie del terreno per arricchirlo. Infine, una buona pratica è quella di utilizzare l’acqua di compost per la fertirrigazione anche nelle aree pacciamate, praticando nei teli numerosi fori che consentano all’acqua di penetrare nel terreno.

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