Come autoprodursi il caffè d’orzo, di cicoria e di tarassaco
Caffè di cicoria, orzo e tarassaco sono un’ottima alternativa al caffè tradizionale: questi doni della natura ricchi di preziose sostanze possono essere utilizzati per autoprodurre una gustosa bevanda

Caffè di cicoria: oggi parliamo di alternative al caffè: nonostante alcuni studi scientifici abbiano dimostrato che una tazzina di caffè al giorno non solo non sia pericolosa, ma addirittura consigliata perché cardiotonica e antiossidante (ovviamente noi vi consigliamo di scegliere un buon caffè biologico e del mercato equo e solidale), vi sono altre interessanti bevande da consumare come l’orzo, il tarassaco e la cicoria. Questi sono preparati che si trovano già nei negozi di alimentazione biologica e naturale, miscele già pronte che si possono gustare calde.
Il caffè di tarassaco è più complesso da trovare, fatto per cui sarà divertente andare per campi a raccoglierne le radici, farle essiccare e autoprodursi quindi una buona miscela per caffè.

 

AUTOPRODURRE IL CAFFE’ D’ORZO
La prima sfida per autoprodursi un buon caffè di orzo, di cicoria o di tarassaco, è quella della tostatura e, di conseguenza, il reperimento dell’attrezzo per tostare.
I vecchi tostacaffè sono perfetti per garantirsi una tostatura ottimale, che non lasci il seme o la radice troppo cruda, ma neppure bruciacchiata. Sono oggetti antichi appartenenti alla civiltà contadina che si possono trovare da coloro che hanno conservato gelosamente questi reperti storici, ma anche nei mercatini dell’usato o dell’antiquariato.
Sarà, poi, che la moda dell’autoproduzione sta divenendo sempre più interessante, ma online si possono trovare dei tostacaffè nuovi vecchi.
In alternativa, i chicchi si possono disporre in una padella da porre su fiamma viva ma non troppo: devono imbiondire ma non bruciare né fumare; il trucco è scuoterla continuamente in modo che i chicchi non rimangano mai a contatto continuo con la fiamma.
Il secondo passo è toglierli dal fuoco quando il profumo di tostato aleggia nell’aria e farli raffreddare: quindi, passiamoli nel macinacaffè e riponiamo la polvere in un barattolo di vetro.

 

AUTOPRODURRE IL CAFFE’ DI CICORIA
In questo caso la prima cosa da fare è reperire la radice di cicoria e tarassaco: siamo ancora in tempo per andare nei campi armati di coltellino e cestello e raccogliere questi doni della natura, fino a nuova fioritura (che dovrebbe avvenire a metà marzo).
Una volta raccolte le radici, esse vanno ben lavate, tagliate a rondelle e lavate di nuovo; quindi, si mettono a seccare su delle griglie in luogo asciutto e caldo, ma si può anche utilizzare il forno, scaldato a 50 gradi con porta aperta, mezz’ora al giorno, fino a quando saranno completamente secche.
A questo punto, si macinano le radici come se fossero chicchi di caffè e si utilizzano, come per l’orzo, nella moka riempiendo il filtro a metà o per la preparazione alla turca.

 

PROPRIETA’
Molto interessante è conoscere le proprietà di queste tre alternative al caffè: in tempo di guerra il caffè era un lusso come ogni prelibatezza importata, al suo posto si preparavano caffè di tarassaco, orzo e cicoria.
L’orzo, grazie alla presenza di silicio, possiede una blanda azione sedativa, purificante dei reni, ma anche impiegato nella cura di cistite e infiammazioni intestinali.


La cicoria, invece, stimola il sistema nervoso, combatte sonno e astenia, ha un leggero potere lassativo; è famosa per le sue proprietà depurative, stimola l’attività del fegato e dell’apparato digerente ed essendo ricca di fibre è indicata per chi soffre di stitichezza cronica. La radice di cicoria è ricca di inulina, colina, sali minerali e vitamine del gruppo B, C, K, P.

 

 

Il tarassaco, chiamato anche pisciacane, piscialletto, soffione, radicchio amaro, è una straordinaria pianta donataci dalla natura: le sue proprietà sono depurative e diuretiche, stimola la digestione e il pancreas, regola i livelli di colesterolo.

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