Casa Ecologica: l’indipendenza energetica

Sta penetrando sempre più l’idea di edifici ad energia zero, off-grid riferito alle nuove costruzioni; oggi vi raccontiamo l’esperienza dello studio Iarkhi su un progetto di riqualificazione energetica per una casa ecologica. Dall’idea iniziale di introdurre un impianto rinnovabile singolo per il bisogno elettrico ed alla sostituzione della vecchia, i progettisti hanno preso in considerazione le condizioni climatiche, geografiche e morfologiche, pensando ad un sistema energetico integrato di tre impianti: fotovoltaico da 10kw per produzione elettrica, 80 mq sul tetto solare-termico di 2 pannelli, 4mq sul tetto con accumulo di acqua nel locale caldaia, una pompa di calore ad alta efficienza per la produzione di calore, posta nel locale caldaia,

Sta penetrando sempre più l’idea di edifici ad energia zero, off-grid riferito alle nuove costruzioni; oggi vi raccontiamo l’esperienza dello studio Iarkhi su un progetto di riqualificazione energetica per una casa ecologica.

I proprietari di una villetta di 250 mq in località Borselli, in Toscana hanno deciso di scegliere un sistema energetico rinnovabile per la loro abitazione, che fosse più sostenibile e meno dispendioso. La casa  libera su quattro lati, ristrutturata da cinque anni, presenta un buon involucro esterno, un tetto ventilato e infissi con buone prestazioni termiche: ma a causa degli 800 metri sul livello del mare, con un clima da “montagna” l’impianto di riscaldamento tradizionale a GPL, coadiuvato da una stufa a legna era adeguato ma molto dispendioso. Del resto anche la bolletta elettrica per illuminare l’edificio, gestire il cancello automatico e le altre utenze, risultava elevata e soggetta ad un contratto di ben 6kw.
Dall’idea iniziale di introdurre un impianto rinnovabile singolo per il bisogno elettrico ed alla sostituzione della vecchia, i progettisti hanno preso in considerazione le condizioni climatiche, geografiche e morfologiche, pensando ad un sistema energetico integrato di tre impianti:

fotovoltaico da 10kw per produzione elettrica, 80 mq sul tetto
solare-termico di 2 pannelli, 4mq sul tetto con accumulo di acqua nel locale caldaia
una pompa di calore ad alta efficienza per la produzione di calore, posta nel locale caldaia

Il dimensionamento dell’impianto fotovoltaico, ha tenuto conto del fabbisogno elettrico preesistente e quello della pompa di calore; i due pannelli solari termici invece utilizzati con un piccolo accumulo di calore servono a fornire acqua calda sanitaria fino ad utenza contemporanea di 5 persone. Ma il vero cuore dell’impianto è la pompa di calore: una caldaia elettrica che lavora a due regimi; un frigorifero all’inverso che tramite corrente, porta la temperatura in una prima fase da 0° a 40° C e in un secondo ciclo da 40° a 80° C.  Tralasciando le ampie conoscenze  tecnologiche che si nascondono dietro a tutto il sistema, guardiamo al risultato finale. L’energia solare fornisce corrente e calore, che gestita dagli impianti, riesce a rendere l’edificio completamente indipendente energeticamente; i proprietari hanno azzerato i consumi e i costi di luce e gas, evitando nei venti anni di esercizio, emissioni per 25t di CO2. L’edificio da energivoro è divenuto a zero consumi (edificio attivo) e a zero emissioni. L’intera operazione è stata finanziata dalla banca che ha concesso agevolmente un finanziamento per fonti rinnovabili. Calcolatrice alla mano:

Costo intervento – progetto e installazione (finanziato dalla banca) – 57.000 €
Detrazione fiscale 55% su pompa di calore e solare termico (in 10 anni) +  9.000 €
Incentivi riconosciuti dal GSE per impianto fotovoltaico (in 20 anni) + 64.000 €
Risparmio bolletta elettrica al costo attuale della corrente (in 20 anni) + 37.000 €
Risparmio costo GPL al costo attuale (in 20 anni) + 70.000 €

Ricavo Totale in 20 anni (prime tre voci) + 16.000 €

Totale dei guadagni economici in 20 anni (tutte e cinque le voci) + 123.000 €
Totale del risparmio in CO2 stimato in 20 anni (minimo) – 25.000 Kg

La riqualificazione energetica degli edifici non solo è possibile, ma di grande utilità; il patrimonio edilizio italiano è per oltre il 90% datato. Il futuro deve seguire una rotta energetica sostenibile, che riqualifichi l’esistente. Da un caso isolato, verso un futuro green…!

 

L’esperto è a vostra disposizione per domande e chiarimenti: Iarkhi
Studio di Bioarchitettura
dott. arch. Cinzia Bagnoli, dott. arch. Mattia Fantoni
tell/Fax 0571-1721014
web: www.iarkhi.it

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