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Cardo: aprile è tempo di seminarlo (le guide)

Cosa trovi in questo articolo

Come si coltiva il cardo, dalla semina, alla concimazione fino all’imbiancatura e alla raccolta. Una guida dettagliata anche per la lotta alle avversità. Leggi tutto e buon raccolto!

Il cardo è un ortaggio con il nome botanico di Cynara cardonctilus che appartiene alla famiglia delle Asteracee. Per caratteristiche molto simili al carciofo, il suo fusto eretto può arrivare fino ad un altezza di 1,8 metri. Le foglie sono grandi, piene di spine e con un lungo picciolo carnoso. Il cardo è un ortaggio composto per la maggior parte da acqua e contiene numerose e diverse sostanze molto importanti per il fabbisogno energetico del nostro organismo, tra cui: potassio, calcio, fosforo, carboidrati, zuccheri solubili, fibre e proteine.
LA SEMINA DEL CARDO
È importante sapere che la semina del cardo deve avvenire nei mesi aprile e maggio se la zona è caratterizzata da un clima temperato, invece in caso di clima caldo deve avvenire durante i mesi di febbraio e marzo. Inoltre la coltura del cardo è compatibile con quella delle insalate, dell’aglio e della patata. In ogni caso in fase di rotazione colturale è necessario che il cardo precede ortaggi deboli o medi. La semina del cardo può avvenire sia in semenzaio che a dimore. Vediamo insieme il procedimento della semina del cardo, dalla preparazione del terreno fino alla raccolta.

  • Per prima cosa bisogna dedicarsi alla preparazione del terreno lavorandolo in profondità e fertilizzato con del letame maturo. Una volta livellato è necessario creare delle piccole buche distanti tra loro tra i 50 cm e i 60 cm ed ognuna profonda 10 cm. In ciascuna porre al centro al massimo 4 semi.
  • Dopo questo primo intervento è necessario aspettare la nascita delle piantine e lasciare solo le piantine più sviluppate conservandone solo una per buca.
  • Il terzo passaggio prevede la liberazione del terreno dalle erbe infestanti attraverso sarchiature e non solo. È necessario procedere con la concimazione locale con compost, letame maturo e humus di lombrico. Procedere con l’irrigazione del terreno secondo le esigenze.
  • Arrivati al mese di settembre procedere con l’azione dell’imbianchimento che prevede la rincalzatura del terreno attorno alla pianta per poi legarla con della rafia e fasciarla servendosi di carta resistente oppure della paglia. Questa procedura dell’imbianchimento è necessario eseguirla quando il tempo sia asciutto in modo tale che non vi è possibilità che possa marcire all’interno. Nella fase di raccolta estirpare la pianta per intero avendo accortezza di eliminare le foglie esterne.

L’IMBIANCAMENTO DEL CARDO
La pratica dell’imbianchimento è molto facile da attuare ed è conosciuta come pratica colturale sotto il nome di eziolamento. Consiste nel far diventare bianche alcune parti del cardo evitando la diretta esposizione alla luce del sole. Rendendole più chiare, queste parti del cardo risulteranno più croccanti e allo stesso tempo più tenere. I modi per imbianchire un cardo sono due: il primo è rincalzare varie volte il terreno intorno alle piantine; il secondo è coprire le stesse piantine con cartone ondulato, carta oppure paglia.
MALATTIE E AVVERSITA’
Durante la crescita delle piante può accadere che siano colpite da alcune malattie che compromettono il loro naturale ciclo vitale. Quindi riconoscere i sintomi di eventuali malattie che colpiscono il cardo può essere un valido aiuto per prevenire la loro morte. Se notate che sulle foglie si manifestano delle zone ingiallite che poi muoiono con la presenza anche di muffa bianca, allora la causa può essere il fungo Leveillula taurica f. sp. Cynarae. Intervenire subito con un trattamento da ripetere ogni quindici giorni a base di anticrittogamici a base di triforine oppure di fenarimol. Ripetete il trattamento fino a quando non si manifestano i primi freddi. Altri sintomi che possono essere un campanello di allarme per probabili malattie al cardo è quando sulle sue foglie sono presenti fori ed erosioni. La causa di tutto ciò è l’attacco del Cassida deflorata un coleottero crisomelide. Per far guarire da questa malattia è necessario un trattamento insetticida sugli insetti adulti oppure nella lotta biologica e biodinamica si lavora in fase preventiva evitando fertilizzanti che apportino troppo azoto. Lavorare con la consociazione coltivando i cardi vicino a cavoli, ravanelli, piselli e fagioli. Inoltre si consigliano trattamenti con decotti di ortica oppure come insetticida si consiglia il piretro (attenzione perchè non è selettivo) e il Bacillus thuringiensis per i lepidotteri.  Per limitare i danni effettuare decotti di equiseto sulle zone dove sono state le piante infette.

LE ESIGENZE E I TRUCCHI
Per far sì che il cardo cresca in modo più naturale possibile, è necessario tener conto delle esigenze che presenta questo ortaggio e quali sono i trucchi del mestiere che permettono di avere maggiore cura del cardo. Prima di tutto è necessario sapere che il cardo non ha particolari esigenze per quanto riguarda il clima in quanto presenta una capacità adattogena molto elevata. Particolari pretese si presentano sul tipo di terreno da utilizzare: fertile e molto ricco di sostanze organiche e la cosa più importante è che si tratti di un suolo profondo. Inoltre uno dei trucchetti che garantisce la buona crescita del cardo è questo da eseguire durante la fase di imbianchimento: per evitare che durante questa fase le foglie del cardo marciscano perché tenute coperte troppo a lungo, è necessario far avvenire l’imbianchimento per gradi. All’inizio dell’inverno inoltre bisogna rincalzare la terra fino alla sommità delle foglie per meglio proteggerle dall’acqua, magari mettendo anche un vaso parapioggia sulla sommità.
LE VARIETA’
In natura esistono molte differenti varietà di cardo ognuna con caratteristiche molto diverse che le rendono uniche, partendo dal nome che deriva dalla zona locale in cui viene prodotto il cardo. Inoltre tutte le varietà esistenti si distinguono per le spine e il picciolo. Vediamo allora quali sono le varietà di cardo più conosciute.

  • Di Andezeno: questa varietà si presenta con foglie strette e frastagliate ricche di spine. Inoltre questo tipo di cardo non si deve seminare prima del mese di maggio.
  • Di Isola d’Asti: la particolarità che distingue questa varietà dalle altre è che si presenta molto alta infatti può arrivare fino a 120 cm. Viene raccolta nei primi dieci giorni di ottobre.
  • Di Tours: meno coltivata delle altre varietà di cardo a causa delle levata presenza di spine e delle nervature molto piene e grosse.
  • Gigante di Ingegnoli: questa varietà di cardo si presenta con coste tenere e foglie frastagliate. Inoltre non prevede spine e facilmente si può eseguire la pratica dell’imbianchimento.
  • Spadone di Nizza Monferrato: le foglie sono intere, con nervatura bianca e dalla forma diversa rispetto ai normali standard.

IL TRAPIANTO
La fase di trapianto di un ortaggio è molto particolare e proprio per questo è necessario seguire delle regole fondamentali durante le azioni di trapianto:

  • Trapiantare durante un giorno nuvoloso e non troppo caldo preferendo come momento il tardo pomeriggio.
  •  Non lavorare in caso di vento.
  • Prima di effettuare il trapianto è necessario ridurre la quantità di foglie presenti sulle piantine.
  •  Bagnare le piantine con dell’acqua subito dopo il trapianto.
  • È necessario ombreggiare le piantine.
    Durante le operazioni di trapianto può essere utile utilizzare il tirarighe, un attrezzo in plastica, legno o ferro che aiuta a mantenere allineate le piantine.

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La foto di copertina è di Paola Sucato

 

 

 

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Silvana Rea

Silvana Rea web copywriter, da poco si è avvicinata al mondo della scrittura come professione. Aspirante blogger, ha collaborato con varie testate giornalistiche online curandone i contenuti. Ama seguire uno stile di vita naturale e curare il benessere con ciò che la natura ci offre. Le piace sperimentare e incuriosirsi ogni giorno con piccole scoperte. La cosa che odia di più? Lo spreco di qualsiasi cosa.
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