Capperi, che bei fiori!
I capperi non solo sono gustosi ma sono anche molto belli da vedersi. In erboristeria sono utilizzati anche nella cura della gotta, delle emorroidi e delle varici

Capperi che passione!  Capparis spinosa L. è un piccolo arbusto ramificato a portamento prostrato-ricadente. Della pianta si consumano i boccioli, detti capperi, e più raramente i frutti, noti come cucunci.

FIORITURA E PROPAGAZIONE

La pianta entra in riposo durante i mesi freddi. In piena primavera riprende l’attività vegetativa e fiorisce nei mesi di maggio e giugno. La fioritura si protrae durante l’estate in condizioni di umidità favorevoli e in tarda estate riprende d’intensità per diminuire progressivamente al sopraggiungere dell’autunno. La fioritura è molto affascinante con fiori bianchi con dei riflessi rosa e viola. Il cappero è coltivato fin dall’antichità ed è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo. Nel  suo ambiente naturale cresce sulle rupi calcaree, nelle falesie, su vecchie mura, formando spesso cespi con rami ricadenti, lunghi anche diversi metri. È una pianta con esigenze idriche limitatissime e si propaga per seme o per talea.

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PROPRIETA’ AROMATICHE

Le proprietà aromatiche sono contenute nei boccioli del fiore, comunemente chiamati capperi. Utilizzati in gastronomia da millenni, si raccolgono ancora chiusi e si conservano in macerazione sotto sale o sotto aceto. I capperi sono solitamente usati per aromatizzare le pietanze e si sposano bene con una grande varietà di cibi: dalla carne, al pesce, alla pasta. Sono rinomati in Italia i capperi di Pantelleria e quelli di Salina, nelle isole Eolie. Da sole, queste due isole coprono circa il 95% della produzione nazionale e la raccolta deve essere fatta rigorosamente a mano!  Le prime notizie sul Cappero di Pantelleria storicamente accertate si fanno risalire al saggio di Pietro Calcara “Breve cenno sulla geognosia ed agricoltura dell’isola di Pantelleria” edito a Palermo nel 1855 su il “Giornale della Commissione d’Agricoltura e Pastorizia in Sicilia”, dove si parla del valore economico del cappero nell’isola. Il cucuncio è usato tradizionalmente nella cucina eoliana per condire piatti di pesce oppure, al pari di una qualsiasi verdura, in insalata. I capperi sotto sale possono durare anche degli anni, mantenendo sempre le loro ottime caratteristiche organolettiche.

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USI MEDICALI

I capperi contengono più quercetina (un flavonoide antiossidante naturale), in rapporto al peso, che ogni altra pianta. In erboristeria è utilizzata la corteccia della radice. I principi attivi hanno proprietà diuretiche e protettrici dei vasi sanguigni. Può essere utilizzata nella cura della gotta, delle emorroidi, delle varici. Un infuso preparato con radici di cappero e germogli giovani era utilizzato in medicina popolare per alleviare i reumatismi e per lavare piaghe e ulcere. Antonio Targioni Tozzetti, nel suo “Corso di Botanica Medico-Farmaceutica” (1847) scrive: “ … ebbe questa scorza (delle radici di cappero n.d.r.) anche credito presso Dioscoride e Galeno, per medicare le ostruzioni di milza, nella soppressione dei mestrui, … nel vincere i tumori scrofolosi, e nel ripurgare le ulcere…”.  Gli oli essenziali sono utilizzati per i massaggi o, sempre per dirla con Targioni Tozzetti, “per farne fregagioni nei dolori artritici e reumatici”. Recentemente si è appurata, per gli estratti secchi da frutto di Capparis un’attività antiossidante cutanea, antiflogistica e simile a quella degli antistaminici, valida nelle dermatiti allergiche.

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VITAMINE


I capperi sono inoltre una discreta fonte di proteine, vitamina A, vitamina E, vitamina C, vitamina K, riboflavina (vitamina B2), folati, niacina (vitamina PP), calcio, manganese, ferro, magnesio e rame.
L’unica avvertenza da farsi è per coloro che soffrono di ipertensione, a causa del loro elevatissimo contenuto in sale al quale si può porre rimedio sciacquando abbondantemente i capperi e riponendoli in un bagno d’acqua fredda per una decina di minuti; è inoltre consigliabile non aggiungere sale alle pietanze quando vengono arricchite con i capperi.

Nel nord dell’Africa, le popolazioni berbere, mescolano insieme capperi e miele per ottenere una crema cosmetica contro l’invecchiamento e l’aridità della pelle.

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