Biohotel Stanglwirt, caldo a km 0
Dal Tirolo il Biohotel Stanglwirt il primo in Europa ad attivare, negli anni ’80 il riscaldamento a biomassa con gli avanzi del bosco di famiglia

La vocazione bio accompagna l’hotel tirolese Stanglwirt praticamente da sempre. Dal 1980 infatti un sistema interno di riscaldamento con una centrale termica a biomassa da 1500 kw, riscalda tutte le camere e gli ambienti, per un totale di 120.000 metri cubi (pari a 120 casette unifamiliari). Oggi l’impianto, di produzione austriaca della ditta Kohlbach,  è stato ulteriormente ottimizzato e rimodernato, così da garantire autosufficienza energetica pressoché totale a tutto il complesso. “La particolarità del Biohotel Stanglwirt è che la biomassa utilizzata per il riscaldamento dell’intero complesso è costituita esclusivamente da scarti dell’attività forestale e di falegnameria come ramaglie, trucioli, cortecce ricavate dai boschi circostanti, la maggior parte di proprietà della mia famiglia – spiega Maria Hauser, responsabile comunicazione del Biohotel Stanglwirt a Going in Tirolo (Austria) – Siamo stati il primo hotel in Europa con il riscaldamento a base di questo materiale nel 1980. E pensare che in quegli anni la caldaia ha suscitato mille proteste… abbiamo quasi affumicato il paese (mi racconta sempre mio padre Balthasar Hauser). Poi abbiamo capito che si dovevano sminuzzare di più i residui, farne dei chips. Li abbiamo sparsi nel maneggio e ci hanno poi pensato i cavalli con il calpestio. In seguito abbiamo sviluppato una partnership con una segheria privata che sorge nei pressi del nostro hotel. Ma abbiamo anche la nostra falegnameria, all’interno della struttura, che cura parte delle realizzazioni e delle manutenzioni, producendo un’altra piccola percentuale di scarti legnosi utilizzati nella caldaia. Perfino il riscaldamento della spa e dell’acqua necessaria avviene con caldaie a biomassa”. Insomma quasi un riscaldamento a km 0.

Protagonista è il cembro (o cirmolo), a volte vecchio di 800 anni. Anche le camere di questo grande hotel (270 dipendenti, 8 campi da tennis coperti, un maneggio coperto, spa e piscine di ogni tipo) sono progettate secondo i canoni più rigorosi di bioarchitettura. L’architetto tedesco Hans Hermann Schwabe ha progettato anche una nuova ala dello Stanglwirt, aperta a Natale 2008, sempre in legno di cirmolo e con tecniche di bioedilizia. Non è stato consumato un solo metro quadrato di terreno per questa costruzione, che si sviluppa sui tetti del palazzetto privato del tennis (a sua vola parzialmente interrato). I letti sono stati orientati in modo da evitare campi elettromagnetici e sono dotati di speciali materassi bio-relax. Tappeti, tendaggi, asciugamani e tappezzerie sono in fibre naturali (lana, cotone, lino), le colle per i fissaggi sono biologiche. C’è anche la possibilità di dormire con materassi, piumini e cuscini imbottiti di trucioli di cirmolo. Pare che grazie all’essenza di cembro, la qualità del sonno sia migliore. Sono a disposizione anche diversi set di imbottiture al cirmolo studiate appositamente per gli allergici, per dare un sonno rigenerante o per regolare l’aria. O il set per il letto, per aiutare la circolazione sanguigna e il cuore. Il concept bio entra anche in cucina. Le verdure vengono dagli orti del maso di famiglia, così come il formaggio, prodotto in un proprio caseificio. I rifiuti dell’hotel vengono rigidamente separati e avviati al riciclaggio. L’hotel ha la concessione anche per la sua sorgente privata di acqua che sgorga da 20 metri di profondità e che provenie dal Wilder Kaiser, a una temperatura di 6 gradi. L’acqua viene anche servita al ristorante al prezzo di 1 euro a caraffa (destinati in beneficenza per un progetto di potenziamento di reti idriche in Kenia). Dall’esterno, lo Stanglwirt compra quindi solo l’energia elettrica, che in Austria è in buona parte di origine idraulica.

 

 

 

 

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