Agronomi italiani in Tanzania

Coltivare mais, riso, ortaggi e da quest’anno si produrrà anche del buon vino nelle missioni in Tanzania a favore dei bambini malati di aids. Questo grazie all’impegno della Cooperativa agricola di Legnaia che dal 2006 si impegna per garantire alla popolazione l’autosufficienza agroalimentare e per insegnare loro a coltivare usando le più moderne tecnologie a disposizione. Fino a oggi sono stati raccolti circa 140 mila euro serviti interamente a finanziare il progetto Tanzania. Fondi che sono stati spesi per creare sviluppo e condividere conoscenza.
“La forza di questo progetto – Spiega Simone Tofani agronomo responsabile Area Tecnica Cooperativa Agricola Legnaia – consiste non solo a esportare know-how ma a condividere e ampliare la conoscenza attraverso la ricerca, collaborando direttamente con la popolazione locale”. Formare nuove professionalità è uno degli obiettivi principali di cui si occupa Gabriele Maneo, l’agronomo che lavora sul campo da più di un anno.
“Grazie al contributo della facoltà di agraria di Firenze e delle onlus Impruneta per l’Africa, Pangea di Scandicci e gli Amici dei missionari del Preziosissimo Sangue – continua Tofani – è stato possibile far sorgere campi coltivati e allevamenti di bestiame dove prima c’era solo terra incolta”. Un lavoro che è andato a completare quello svolto dai missionari che in Tanzania svolgono da anni un servizio sociale di assistenza in favore dei bambini. Proprio all’interno della missione Villaggio della Speranza di Dodoma che ospita i piccoli malati di aids si coltivano, ortaggi, si alleva bestiame e si produce formaggio. Poco distante il vigneto e la cantina quest’anno produrranno del buon vino grazie alla collaborazione dell’enologo Marco Pulea dell’azienda “colli fiorentini di Montespertoli”. 
A Itigi nei pressi dell’ospedale di San Gaspare, sorgono un agrumeto, delle coltivazioni di ortaggi, legumi ed è presente un centro di ricerca dove Maneo aiuta i locali a condurre degli studi sulle colture. Ad esempio è stato scoperto che due varietà di mais crescevano meglio a determinate condizioni. Inoltre è stato possibile coltivare il riso in coltura asciutta irrigando per aspersione ma con un consumo idrico più basso rispetto alla media. Un’altra significativa scoperta è venuta dai semi di della Iatropha Curcas da cui si ricava un biocarburante per alimentare i generatori e abbassare il consumo di gasolio. A detta degli esperti risultati ottenuti fino ad ora sono da ritenersi soddisfacenti, si auspica quindi che i semi piantati oggi in terra di Tanzania, crescano e diano buoni frutti.

Info: www.legnaia.it


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