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Pelargoni romantici

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Filippo Figuera propone ben 400 varietà di pelargoni odorosi da collezione

Ha un cognome vagamente spagnolo, un volto da dipinto antico, una famiglia numerosa a cui tiene parecchio, un carattere mite e una grande passione: le piante. Ma tra gli agrumi di famiglia e i fiori profumati che lo attraggono Filippo Figuera non ha avuto dubbi: si è buttato su questi ultimi. Sicché con orgoglio rivendica la propria unicità, da Roma in giù, come vivaista di pelargoni odorosi (qualcuno insiste a chiamarli gerani: che affronto per loro e per la botanica!). Ne ha oltre 400 diversi in collezione, di questi ne ha sempre in produzione circa 300, con le foglie aromatiche che sanno di rosa (ed ecco il nome popolare “malvarosa” di Pelargonium graveolens a suggerire l’appellativo del vivaio), di limone (P. citriodorum), di resina (P. ‘Royal Oak’), di spezie (P. fragrans ‘Variegated’), di menta (P. tomentosum) e una gamma infinita di varianti per nasi sensibili e ben allenati.
La fortuna di Filippo è che è nato e cresciuto, ha fatto il liceo classico, ha messo su attività e famiglia e ancora vive presso Giarre nella Sicilia Orientale, in un clima benedetto e in uno scenario di sogno con l’aria intrisa dell’aroma di zagare e macchia mediterranea, a venti minuti dall’Etna e altrettanti da Taormina. Chiarito che cosa voleva fare nella vita, vent’anni fa ha lasciato gli studi alla facoltà di Agraria  per debuttare nel vivaismo. Ci sono voluti quasi dieci anni per trovare il primo grande amore botanico, i pelargoni, appunto. Dice: “La mia futura suocera mi regalò un libro perché sapeva che mi piacciono le piante, ma non poteva immaginare quanto quella lettura mi avrebbe cambiato la vita”. Gerani (pardon, pelargoni) come prima specializzazione, quelli odorosi subito dopo e, una volta solleticato l’olfatto, un altro gruppo di piante che sono sinonimo di profumo soave: i gelsomini. “Me ne occupo dal 2007 – racconta Figuera – e sono una continua rivelazione su tutti i fronti per la loro versatilità. Con 250 specie da mettere in prova, e altrettante varietà, ne ho da lavorare per tutta la vita”.  Vengono da Madera, Africa, Europa, Penisola Araba, Oceania, ma soprattutto da India e Cina, ce ne sono tanti rampicanti, alcuni cespugliosi. Il nome arabo Yzmin, dal quale è stato tratto il nome scientifico Jasminum, vuol dire “fiore bianco”, ma parecchi invece fioriscono in giallo, rosa o rosso. Filippo Figuera racconta e sorride, quasi pregustando il piacere di dover lavorare una vita intera per collezionarli tutti.
Sogna poi di rimettere insieme le varietà antiche che dal tempo dei Medici all’Ottocento non mancavano mai nei giardini italiani a clima mite. Chiunque voglia deliziarsi con lui andando di pianta in pianta e di profumo in profumo adesso ha un’opportunità: soggiornare nel bed & breakfast che Filippo ha predisposto nella “casa dei gerani” , il casale di campagna ottocentesco tra agrumeti e domestici aromi di zagare misti a più esotici sentori di pelargoni e gelsomini.

Malvarosa di Filippo Figuera, via S. Martino, 3 – Carruba di Giarre (Ct) cell. 333.3609481. www.malvarosa.it  [email protected]

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Mimma Pallavicini

Mimma Pallavicini, naturalista, fotografo e giornalista dal 1985, ha collaborato e collabora con le principali testate del verde italiane. Tiene una rubrica su Gardenia. Traduce e cura l’editing di libri di settore e di enciclopedie di giardinaggio a fascicoli. Ha scritto libri per Fabbri, Edagricole, De Agostini, Zanfi, Cairo, Giunti. Spia con interesse l’evoluzione dell’editoria nel web e fa pratica dei nuovi linguaggi con il blog mimmapallavicini . Vive sulle montagne biellesi.
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